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I gazebo sul DL

Decreto sicurezza “da correggere”

Nella Lega trentina c’è chi parla di possibili modifiche, se necessarie, alla legge bandiera di Salvini. Messaggio all’Svp: “Ora un accordo sul futuro della Regione”.
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Quattordici consiglieri regionali (a cui si aggiungono i quattro di Bolzano) non sono poco in politica. La Lega trentina che è rimasta a guardare la stesura del patto Svp-Carroccio in Alto Adige - nel quale è quasi assente la Regione, punto caro a Trento - vuole ora affermarsi per la prossima posta in palio: la giunta e il futuro dell’ente di piazza Dante. Facendo valere se serve anche i numeri. La posizione è emersa durante la presentazione dei gazebo promossi per spiegare ai cittadini il decreto sicurezza e difendere il testo dalle critiche di sindaci e realtà sociali. A sorpresa Alessandro Savoi, presidente della Lega in Trentino (anche se dimissionario), ha detto che alla legge bandiera di Salvini potranno essere apportati dei “correttivi”, se ritenuti opportuni nell’applicazione pratica. In silenzio, su questo punto, il segretario Mirko Bisesti e gli altri presenti.

 

La Regione

 

È evidente che con Bolzano servirà un accordo, anche se non se parlerà prima del 22 febbraio, quando tornerà a riunirsi il consiglio regionale” dice Savoi, consigliere provinciale il cui posto è in ballo nel contenzioso al Tar con Giacomo Bezzi (ieri il rinvio dei giudici).

È evidente che con Bolzano servirà un accordo, anche se non se parlerà prima del 22 febbraio, quando tornerà a riunirsi il consiglio regionale (Alessandro Savoi, presidente della Lega Salvini in Trentino)

Più diplomatico Bisesti, nella Lega trentina il più vicino a Salvini, il “capitano” che ieri tra gli altoatesini ha incoronato vicepresidente Vettorato e ha scontentato Bessone. “Ci troveremo a febbraio in consiglio e in quella sede ci sarà un confronto (con l’Svp, ndr) su tutto, in pratica sul futuro della Regione che ci sarà”. 

Ci troveremo a febbraio con l'Svp, discuteremo su tutto, in pratica sul futuro della Regione che ci sarà. Noi ci crediamo, la discussione su come rilanciarla va fatta (Mirko Bisesti, segretario della Lega a Trento)

Sulla scarsa attenzione dei colleghi del Carroccio altoatesino sulle questioni che interessano il Trentino - vedi la sede di BrennerCorridor a Bolzano - aggiunge, sempre morbido: “Il loro è un accordo programmatico di un’alleanza che non era preventivata prima del voto. Detto questo, non andiamo a dire alla Lega altoatesina cosa deve fare o dire. Non ho chiesto nessuna modifica a Bessone, l’ho sentito per altre questioni, ma sono fiducioso del fatto che sapranno fare bene. Riguardo alla Regione, per noi è assolutamente importante, ci crediamo, la discussione su come rilanciarla va fatta”.

 

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Il segretario Mirko Bisesti, al centro, con gli altri esponenti della Lega Salvini trentina durante la presentazione nella sede di piazza Battisti a Trento dei gazebo sul decreto sicurezza. Da sinistra Katia Rossato, Alessandro Savoi, Gianni Festini Brosa e Stefano Osele

 

 

Il decreto sicurezza

 

L’attenzione dei leghisti trentini è tutta per la legge sulla sicurezza promossa dal leader e ministro dell’interno. Il primo dovere è difenderla dalle critiche dei sindaci - anche di quelli trentini, vedi Alessandro Andreatta di Trento - e dei presidenti di Regione (come Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria Pd). Per Bisesti la polemica è stata “strumentalizzata ad arte da una certa parte politica”. 

Il decreto sicurezza si può cambiare, se l'applicazione pratica dirà che sono giusti alcuni correttivi. Ma è una battaglia della Lega, contro i clandestini. Leoluca Orlando e de Magistris pensino ai problemi delle loro città, immondizia, burocrazia e mafia (Savoi)

 

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Le Faq sul decreto, ora legge, sicurezza che i militanti della Lega distribuiranno nei gazebo presenti da sabato a Trento e in provincia

 

“Si potrà correggere qualche piccolo dettaglio, se il governo lo riterrà opportuno vista l’applicazione pratica, ma il decreto sicurezza riprende una delle grandi battaglie della Lega, contro l’invasione di clandestini” prosegue Savoi, che per la verità ha presentato le sue dimissioni da presidente prima delle elezioni provinciali, pare per dissapori con il nuovo corso interpretato da Bisesti. “I sindaci del meridione - aggiunge alludendo a Leoluca Orlando e de Magistris - pensino ai problemi delle loro città, l’immondizia, la burocrazia, la mafia”.

I gazebo partiranno sabato in tutta la provincia, studieremo assieme il decreto con il testo completo e le Faq, domande e risposte brevi per i cittadini (Gianni Festini Brosa)

I militanti hanno stampato il testo da spiegare nei dettagli e le Faq - domande e risposte brevi - da illustrare ai passanti nei gazebi che partiranno sabato in provincia. La Lega anche se di governo rimane in piazza. “Studieremo assieme il decreto” dice Gianni Festini Brosa, responsabile organizzativo del Carroccio, agitando il corposo documento. Parte anche la raccolta firme per la petizione popolare: la richiesta ai sindaci, a partire da Andreatta, di un’applicazione complessiva del decreto, anche con i taser per i vigili urbani.

La legge Salvini non è contro gli immigrati in generale, tutela anche gli stranieri perbene che sono qui a lavorare (Katia Rossato)

Dagli esponenti della Lega - salvo l’uscita in solitaria di Savoi - la difesa del testo è senza ma. “La legge Salvini non è contro gli immigrati in generale, tutela anche gli stranieri perbene che sono qui a lavorare” dice Katia Rossato. Ed è tutto.

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