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Mobilità ed ecologia

Bus a idrogeno: l'innovazione giustifica i costi

Secondo Joachim Dejaco (STA) gli elevati costi dell'operazione che ha portato oggi (18 novembre) nelle strade del capoluogo cinque autobus alimentati a idrogeno sono pienamente giustificati e definiscono Bolzano come uno dei centri all'avanguardia in Europa.
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Commenti

Ritratto di Maximilian Lösch
Si sa chi fornisce l'idrogeno e sopratutto come viene prodotto? La provenienza dell'idrogeno è il punto chiave di tutta la tecnologia a H2 Se si usano quantità industriali di petrolio per produrre l'idrogeno, che si sa essere un processo molto "costoso" in termini energetici, allora tutto il progetto è una bella farsa e spreco di denaro pubblico. Se i metodi di produzione utilizzano fonti di energia alternative, potrebbe essere interessante, ma sempre da valutare...
Ritratto di Guido Gentilli
L'idrogeno per questo progetto viene prodotto usando energia da fonti rinnovabili.
Ritratto di Maximilian Lösch
Si possono trovare informazioni più dettagliate da qualche parte? I produttori, quantità utilizzate etc.?
Ritratto di Guido Gentilli
http://www.autobrennero.it/documenti/Press/2012/idrogeno.pdf
Ritratto di Alessandro Cosi
Dal responsabile del progetto mi attendo un'informazione corretta e completa, infatti non si pò parlare di impatto ambientale nullo. Il bus a idrogeno è un normalissimo mezzo di trasporto ELETTRICO che utilizza l'idrogeno per accumulare l'energia, come se fosse una vera e propria batteria. Quindi l'impatto ambientale è dato dalla produzione dell'energia elettrica che serve per produrre e comprimere l'idorgeno. Sarebbe interessante sapere dal sig. Joachim Dejaco con quale efficenza avvengono i vari cicli di trasformazione dell'energia.
Ritratto di Maximilian Lösch
Come si vede questi bus vanno ad energia elettrica (passando dall'idrogeno). Cosa molto più intelligente utlizzare allora l'energia elettrica direttamente. Probabilmente con lo stesso investimento si sarebbe potuto coprire tutto il territorio della città o quasi con filobus elettrici, che costano molto meno, non inquinano e sono silenziosi allo stesso modo.
Ritratto di Joachim Mair
Attenzione, i filobus elettrici potrebbero essere una'idea per la città di Bolzano, ma resta il problema del territorio extraurbano - mica possiamo tappezzare tutta la provincia o meglio, tutta l'Europa di fili elettrici per bus. Soprattutto non risolvono il problema di come abbattere le emissioni del trasporto in futuro. Da quanto ho capito l'obiettivo del progetto europeo sarebbe quello di spingere lo sviluppo dell'alimentazione ad idrogeno, perché sembra essere una soluzione più praticabile rispetto all'alimentazione elettrica a batteria: Il rifornimento con idrogeno avviene in pochi minuti, mentre la ricarica di un mezzo elettrico dura svariate ore. E soprattutto, l'autonomia dei mezzi e nettamente superiore: 350 km per un BUS a idrogeno, 150 (la butto lì) per un AUTO elettrica (non so quanta autonomia possa avere un bus elettrico) ... c'è una gran bella differenza. Sull'efficienza energetica è vero che serve energia per produrre e comprimere l'idrogeno, ma vogliamo ricordare quanta energia richiede l'estrazione, la raffinazione ma soprattutto il trasporto del petrolio o del gas, con tutti gli anelli della catena che ci devono guadagnarci qualcosa? Su questo va poi considerato inoltre che i motori elettrici hanno un grado di rendimento nettamente superiore rispetto ai motori convenzionali termici (ca. 90% rispetto a ca. 30%), quindi c'è un'alta efficienza energetica durante l'esercizio. Insomma... spero che la cosa si sviluppi velocemente. A me proprio non interessa quanti soldi spendono; se finalmente si riuscisse a fare un passo avanti in termini di riduzione significativa delle emissioni ne guadagniamo tutto in salute del pianeta.
Ritratto di Alessandro Cosi
Cerchiamo di sfatare falsi miti. "Idrogeno" non è sinonimo di energia pulita! L'idrogeno è solo un vettore di energia. Il 90% dell'energia elettrica prodotta è di origine fossile quindi se si somma a questo dato di fatto l'inefficienza energetica (almeno il 70% dell'energia viene sprecato nelle varie conversioni necessarie) è facile intuire che abbiamo bisogno di molto più combustibile fossile per far andare i bus a idrogeno che per quelli tradizionali. L'unico vantaggio è che si inquina da un'altra parte. ......a meno che non si costruisca una bella centrale idroelettrica o solare per produrre l'idrogeno necessario non dimenticando l'impatto ambiente e sociale che questi sistemi hanno. Trovo invece la proposta del filobus molto sensata e la critica che non si può riempire l'europa di fili lascia il tempo che trova visto che praticamente è già così, basta guardare la rete ferroviaria.
Ritratto di Alessandro Cosi
Leggo ora la pubblicazione sul sito dell'A22 http://www.autobrennero.it/documenti/Press/2012/idrogeno.pdf Si tenta di giustificare il progetto asserendo che l'idrogeno viene prodotto con l'energia "pulita" della centrale di Cardano facendo risparmiare x tonnellate di CO2. Facciamo un piccolo ragionamento; se una parte dell'energia di Cardano viene sottratta per i bus da un'altra parte del mondo una centrale nucleare o fossile deve reintegrare questa energia che è venuta meno. Se a questo dato di fatto aggiungiamo anche l'inefficienza del sistema ne consegue che ci vorrà molto più combustibile fossile per far funzionare i bus di quanto non sarebbe stato necessario se i bus avessero bruciato direttamente lo stesso combustibile. La cifra indicato sul sito A22 della CO2 risparmiata è quindi da rivedere e alla luce del ragionamento fatto sarà da indicare come CO2 emessa in più nell'atmosfera.
Ritratto di Michele De Luca
Un mio commento sull'intervista al d.g. di STA: http://michelebolzano.wordpress.com/2014/04/06/come-giustificare-i-bus-a-idrogeno-in-salsa-bolzanina-le-arrampicate-sugli-specchi-del-direttore-della-sta/
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