Politica | Bz-Tn vicini lontani

Brutti segnali sull'asse Bolzano-Trento

Il difficile rapporto coi cugini trentini.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

Le due nuove Giunte Provinciali, quella altoatesina è quella trentina, muovono i primi passi dopo le elezioni del 21 ottobre scorso. Da affrontare non ci sono solo le questioni di “politica interna” provinciale, ma anche, e non poche, questioni comuni alle due province. Questioni che, senza risolvere le quali, l’Autonomia non funziona. È già successo nel passato che le incomprensioni e i conflitti tra Bolzano e Trento abbiano messo in crisi la convivenza tra le due province con conseguenze gravi per i cittadini. Ebbene, da questo punto di vista, il 2019 non è cominciato nel migliore dei modi. E si sa quanto le divergenze, sia pure di natura politica e amministrativa, possano riaccendere la mai sopita questione etnica. Ed è per questo che esse devono essere prese seriamente in considerazione anche quando appaiono (agli uni, ma non agli altri),secondarie. In poche settimane sono arrivati segnali preoccupanti: il presidente di LABORFONDS, sudtirolese di lingua tedesca, si è dimesso a Trento dalla sua carica per divergenze con la direttrice e si intravvede in trasparenza anche la mancata sintesi tra diverse sensibilità etniche.
Altra partita chiusa (?) male è quella della sede legale della nuova società che dovrà gestire l’Autobrennero: Bolzano l’ha rivendicata, ma essa è rimasta a Trento.
Ultima, non per importanza, la formazione della nuova Giunta Regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, dove è previsto un solo rappresentante di lingua tedesca.
Tutti “piccoli” problemi. Ma nel nostro territorio plurietnico vengono filtrati dalle diverse percezioni e rischiano di diventare grandi e dannosi all’Autonomia.
La convivenza tra diversi è un’arte. Difficile e faticosa. Non possiamo sottrarci all’impegno di praticarla.
(www.albertostenico.it)

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F. T. Lun, 01/21/2019 - 22:40

Tutti questi problemini nascono dal fatto che nessuno ha mai avuto il coraggio di mettere sul tavolo il problema principale. Per quale ragione la provincia di Trento pretende di godere da decenni di tutti i vantaggi economici e politici derivanti dall' incredibile lavoro dei rappresentanti politici della SVP in favore dei Sudtirolesi ? Sappiamo tutti che l' accordo di Parigi non prevede alcun diritto ad una autonomia speciale per la provincia di Trento. E allora ? Troppo comodo saltare sul calesse senza muovere dito. Ma ora cosa vogliono pretendere i Trentini visto che si sono buttati adirittura nelle braccia della Lega.

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