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il cappuccino

Una nuova Armonia: siamo pronti?

Oggi e domani (2 e 3 maggio) la giunta provinciale si riunirà per la seduta di clausura. Cosa ne uscirà?
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Giancarlo Riccio02.05.2019
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Caro Presidente Kompatscher, care assessore e cari assessori della Provincia di Bolzano, dal mattino del 2 maggio siete dunque in clausura a Carezza\ Karersee per due giorni. Di sicuro assolverete con buona volontà ai compiti che vi sono (e vi siete) dati.

C’è da sperare che essi saranno immediatamente concreti (nuovi e immediati investimenti, qualche chiarimento tra alleati che non guasta mai) ma anche e altrettanto utili per pensare, riflettere e guardarsi dentro. 

Magari, ecco il punto, rivolgendo lo sguardo anche alla nuova “Ordinata e bella armonia”, come magna pars dei traduttori ci ha restituito l’espressione “Rei-wa”, ovvero il nuovo periodo storico avviato il primo maggio 2019 con il nuovo imperatore giapponese Naruhito nella propria terra. Naruhito si è insediato dopo che il padre aveva ufficialmente abdicato il giorno precedente.

Vedete, anche la provincia di Bolzano – nel senso di comunità, di cultura dei Valori e di territorio – avverte il bisogno di una (nuova) armonia. Almeno ordinata, se possibile anche bella. In ogni caso, per tutti e senza lasciare indietro nessuno.

Pensarlo subito dopo uno dei Primo Maggio più complessi e meno ottimistici degli ultimi decenni dovrebbe impegnarvi durante le 48 ore a Carezza e ci permettiamo di dirvelo perché – scusate – non siamo sicuri che lo farete. O, almeno, non siamo sicuri che lo farete tutti e, come dire, all’unisono. Questo distingue un governo provinciale da una scampagnata di amici: avere mete comuni nella gestione della Res publica provinciale dal decidere, invece, se cenare alle sette o alle otto di sera.

Nel territorio della provincia, dove comunque si continua a cenare presto (e di solito bene), siamo alle prese con alcuni nuovi allarmi sicurezza, come nella periferia meranese nonostante via sia un assessore comunale con delega proprio al Decentramento o ai Rapporti con i quartieri, che è la stessa cosa. Competenze soprattutto provinciali, come quelle della edilizia popolare: ma con corresponsabilità anche comunali e qui non possiamo più limitarci ad allargare le braccia.

Vedete, anche la provincia di Bolzano – nel senso di comunità, di cultura dei Valori e di territorio – avverte il bisogno di una (nuova) armonia. Almeno ordinata, se possibile anche bella. In ogni caso, per tutti e senza lasciare indietro nessuno.

Senza dimenticare poi l’universo del lavoro e quello di un equilibrio nell’educazione scolastica pubblica. E sarà bene soprattutto non far finta – tanto meno nei due giorni trascorsi a Carezza e dopo – delle liste d’attesa sempre più lunghe e logoranti per le visite mediche specialistiche.

Anche la progettazione culturale avverte logorìo e pochissimo coraggio. Forse inevitabili se, salvo rarissime eccezioni, da noi si confonde un modesto lavoro di archivio con la visione e il respiro dello storico. Professione, quest’ultima, che richiede molti anni di impegno universitario e post-universitario, altrimenti si chiama “fuffa” e non ricerca storica.

La sanità resta al centro. Ci sarebbe da parlare per ore e possiamo dar atto all’assessore Widmann di essersi messo al lavoro da subito. Come i suoi colleghi di giunta? Da Palazzo Widmann arriva una eco un po’ ruvida ma positiva: sì, questa giunta nata dopo una gestazione lunga (durante la quale, metaforicamente, ha cambiato Dna almeno tre volte) parrebbe proprio essere partita con il piede (mezzo) giusto.

Siamo un popolo di camminatori, escursionisti, eccetera. Non sappiamo, però, se possiamo anche noi ipotizzare e auspicare un Futuro di armonia, come in Giappone.

Vogliamo, però, iniziare a provarci?

 
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