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Tecnica

Metafisica della scheda (madre)

Sarà anche vero che l'elettronica migliora le prestazioni delle macchine. A danno dell'ambiente però, perché se si guasta la scheda sono guai seri.
Kolumne von
Bild des Benutzers Lucio Giudiceandrea
Lucio Giudiceandrea03.06.2019
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Tempo fa s'è rotta la mia lavatrice. Provo a spegnerla e riaccenderla, stacco la spina e la riattacco, le do un paio di scossoni... niente da fare. Sul display anziché i giri della centrifuga, la temperatura, la durata del lavaggio, compare una fila di lineette: encefalogramma piatto. Chiamo il tecnico, che si presenta armato di una sorta di detector, lo collega (non so come) alla lavatrice e poi emette la diagnosi che nessuno vorrebbe mai sentire pronunciare: “S'è rotta la scheda”.
Nel mondo dominato dall'elettronica e dall'informatica, la Scheda è diventata  qualcosa di metafisico, che va ben al di là della sua consistenza materiale, figuriamoci poi quando è “madre”. Una di quelle entità che al solo sentirla nominare ti viene da inchinarti (come se non ne circolassero già troppi, di fantasmi metafisici, specialmente a coppie: Sempre e Mai, Bene e Male, Bello e Brutto, Amore e Odio, Noi e Loro e sopra tutti gli altri l'Io: il più inconsistente di tutti). Solo l'Algoritmo, forse, è più potente della Scheda e ti costringe a un ancor più devoto inchino.
Da ingenuo, chiedo perché mai la lavatrice ha bisogno di una scheda. In fondo, le macchine con l'oblò lavavano anche prima che inventassero le schede. Col sorriso di chi la sa lunga, il tecnico mi spiega che nell'era antescheda i programmi di lavaggio erano di meno e molto più rustici. La mia lavatrice invece ne ha sedici e per ognuno di questi si possono controllare variabili come la temperatura e la velocità della centrifuga. C'è poi l'ottimizzazione del consumo d'acqua, un netto risparmio di energia e se vuoi puoi pure impostare la partenza ritardata, fino a 24 ore: tutto grazie alla Scheda. Te la senti di rinunciare a questi vantaggi?
 
Waschmaschine
 
Cercando di vedere il positivo nel negativo, deduco che se il cervello della lavatrice s'è fuso, le parti meccaniche almeno funzionano. La situazione non è poi così grave: sostituiamo questa benedetta Scheda.
Se abbiamo la fortuna di trovarla, mette le mani avanti il tecnico. Noi non teniamo magazzino, bisogna vedere se la filiale di Verona ne ha ancora una. Nel qual caso la ordineremo e procederemo al trapianto. Si toglie quel pezzo di plastica verde coi suoi circuiti di rame e stagno e lo si rimpiazza con un suo pari: intervento di pochi minuti. Altrimenti si dovrà cambiare la lavatrice. Anzi, se vuole ho varie offerte molto vantaggiose da farle.
Capito? Riparare non si può, comperare sì. Furbi loro!
Imparo così che il mio modello di lavatrice ha “già” due anni e che può essere andato fuori produzione. E se il modello è fuori produzione, è fuori produzione anche la Scheda.
Imparo così che il mio modello di lavatrice ha “già” due anni e che può essere andato fuori produzione. E se il modello è fuori produzione, è fuori produzione anche la Scheda. E se non si trova questa, si dovranno buttare chili di ferro, acciaio inox, latta e quant'altro perché è andato fuori uso un pezzo che peserà neanche un cinquanta grammi. Bella roba! Viene in mente quel detto illuminante che solo una cultura antica come quella africana, non digitale ma analogica, poteva formulare: è tuo solo ciò che puoi aggiustare. 
Sono stato fortunato; dopo due settimane di attesa, quel pezzo è arrivato e la massa di biancheria sporca in bagno ha cominciato a scendere. Ma la storia ha una morale. 
Queste schede o chi per esse ci tengono per le palle. Tanto più che non c'è più macchina che funzioni senza: non solo radio, televisori, cd-player, decoder, router, ma anche ascensori, spazzolini da denti, seggiovie, trapani, automobili, frullatori, impianti di irrigazione, serrature, gru, stufe, aerei, treni, navi, citofoni, depuratori... Di questo passo, quando si romperà la Scheda del tunnel di base del Brennero bisognerà scavarne uno nuovo.
Avrei voluto concludere questo pezzo scrivendo che ormai solo lo sciacquone funziona senza. Illuso. Ho visto gabinetti con al fianco della tazza un telecomando del tutto simile a quello di un televisore. Serve per scaldare l'asse, regolare il getto d'acqua che ti lava e quello d'aria calda che ti asciuga; e in più puoi dosare la quantità d'acqua da scaricare in relazione al prodotto della tua digestione. Tutto grazie a una Scheda (madre). Che se si rompe quella, sei davvero nella m.

 

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