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Brennero per noi

Un marciapiede del paese di Brennero non può essere attraversato da un confine. Si tratta di una misura stupida e un po’ da avanspettacolo italiano.
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Giancarlo Riccio03.06.2020
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Nonostante qualche slogan e moltissima propaganda di basso livello, rimane incomprensibile che il confine del Brennero sia insormontabile o quasi a chi proviene da Sud. Che si tratti di Sudtirolo o anche più in giù di un Paese, l’Italia, meta ogni anno di molti turisti e viaggiatori quasi tutti incapaci di esprimersi in un anche molto basico italiano.

Questi ultimi hanno del resto persino ragione quando valutano e sperimentano il livello della conversazione in tedesco degli italiani, troppo spesso purtroppo svogliato, approssimativo e dunque incomprensibile.

Ma, tornando al Brennero, una foto vale molto più di tanti ragionamenti. Nel buon articolo di Stefano Voltolini del 28 maggio, che invitiamo a rileggere, l’immagine di un marciapiede con l’indicazione in rosso del confine rende molto bene l’idea della incoscienza umana.

Quando partiti e governi si occupano del Brennero ostentano liberalità e ottimismo, salvo cadere nelle maglie di una Realpolitik troppo “real”

Per carità, persino Covid-19 ci ha costretto a rivedere e aggiornare il nostro concetto di confini (ma è per la nostra salute) e quando scorriamo una carta geopolitica degli Usa (attraversati in questi giorni da una mobilitazione straordinaria e coraggiosa, saccheggi a parte) ci ricordiamo che i confini tra stato e stato sono stati tracciati da matita e righello. Per non dire della controversa questione dei confini dello stato d’Israele, della Palestina e di quelli, molto tormentati, nell’intera area mediorientale, asiatica e non solo.
Ma un marciapiede del paese di Brennero non può essere attraversato da un confine. Si tratta di una misura stupida e un po’ da avanspettacolo italiano (o da Kabarett tedesco e austriaco) quando si vuole rappresentare un cretino e i suoi tic. Vogliamo forse riprodurre a poche decine di chilometri a sud di Innsbruck, grande capitale culturale, quello scenario da Ionesco a Kafka di una Berlino allora attraversata dal Muro e divisa in alcuni quartieri con il tinello a Est e il bagno o la stanza da letto ad Ovest nello stesso appartamento?

Quando partiti e governi si occupano del Brennero ostentano liberalità e ottimismo, salvo cadere nelle maglie di una Realpolitik troppo “real”. Ora apprendiamo, anche dagli articoli di Salto.bz sul tema, che il 15 giugno le cose cambieranno. Nel senso che quel marciapiede diviso tra Stati diversi tornerà ad essere un’area dove passeggiare o spostarsi al riparo dal traffico di auto e camion. Un posto per i pedoni di tutto il mondo, insomma.
Peccato che fino ad oggi la linea rossa tra due Stati - con buona pace dell’Euregio, di Schengen e di ogni persona ragionevole – separi due pezzi di marciapiede ma anche di strade e di case. Sarà bene che il rimedio arrivi al più presto. Affinchè il Brennero “per loro” diventi anche il Brennero “per noi”. Ovvero, “per tutti”. Solo così potremo superare, insieme con tante altre cose, il senso attuale del ridicolo.

 

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