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Il cappuccino

I sandali di Alex

Alex Langer - 23 anni dopo la sua morte.
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Una aura di discrezione avvolge in questi giorni caldi e di tifi calcistici la figura di Alexander Langer. Il 3 di questo mese saranno ventitre anni senza di lui. Pochi? Molti? Impossibile rispondere, mentre un nodo alla gola impedisce di parlare.
Certo, assisteremo anche a qualche teatrino di chi, pur avendolo incontrato una volta in treno, dichiarerà di averlo conosciuto bene. Attenzione: si tratta di terroristi del web, di odiatori di professione, rancorosi e analfabeti. Si riconoscono per la loro logorrea e per la distanza che interpongono tra loro e docce e sapone.
Ma con altrettanta certezza possiamo aspettarci, anche in questo periodo che ha il suo Zenith nel giorno della morte di Alex, nuovi contributi e qualche accorato memoir intorno alla figura del “viaggiatore leggero”.
Certo, assisteremo anche a qualche teatrino di chi, pur avendolo incontrato una volta in treno, dichiarerà di averlo conosciuto bene.
Con una novità di quest’anno. Alcuni degli amici più vicini ad Alex hanno deciso di tacere. Li abbiamo cercati per capire e per ricordare insieme quello che anche per chi scrive è stato negli anni un maestro, un compagno di strada più saggio e più avveduto. Tutti hanno risposto, alcuni però solo con poche parole amicali. Naturalmente, non ne faremo i nomi.
Ricordando solo che tutti conservano, tra le migliaia e migliaia, l’immagine nitida di un Alexander Langer con sandali estivi ai piedi (calligrafia non solo francescana) e in nessuna occasione tifoso (non solo nel calcio) delle disgrazie altrui.
Ma, per fortuna, ci sono anche in questo 2018 amici ed estimatori di Alex Langer disposti a scriverne. Li citeremo brevemente, lasciando a lettrici e lettori anche molto giovani la chance di (ri)scoprirlo. Prima però un piccolo invito: quello a considerare e magari condividere quanto ci ha detto un suo grande amico, qualche anno fa, Adriano Sofri. “Non si deve dire, abusando dell’amicizia con Alex, “che cosa avrebbe pensato Alex se fosse vivo…”. Il fatto è che noi, chi più chi meno, siamo vivi e qualcosa dobbiamo pur pensarne”.
Chi ha nel cuore – da pochi mesi o da molti anni – questo sublime e pragmatico Hoffnungsträger se crede può anche fermarsi qui nella lettura di questa rubrichina.
Ma chi invece vuol sapere qualcosa di più su Alex, ebbene legga quanto ha scritto proprio su questo portale giornalistico, con il suo solito rigore di giornalista professionista e di storico, Maurizio Ferrandi. Ricordi importanti e annotazioni coraggiose, anche per chi scrive ed occupò per la prima volta il liceo “sotto le ali” proprio di Alex, a Bolzano.
Con una novità di quest’anno. Alcuni degli amici più vicini ad Alex hanno deciso di tacere.
Si tenga allora conto anche che il salentino Roberto Molle ha curato "Come le maree", uno straordinario libro di poesie e interventi dedicati ad Alex.
Di Langer si sono occupati (anche) di recente Giorgio Mezzalira sul quotidiano Il manifesto, anche qui con uno spessore non comune e lo stesso ha fatto Marco Boato durante un alquanto recente incontro di Trento su Nuova Sinistra/Neue Linke.
Davide, uno dei figli di Gad Lerner e altro grande amico di Langer, ha anche lui scritto di Alex. E il sito della Langer Stiftung ne ospita il contributo, insieme con tanti altri e con una galassia di aggiornamenti.
Chi può, li legga e ne approfitti anche per dare una mano concreta alle prossime iniziative della fondazione.
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