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Una stanza in rosa

Nasce la "Stanza rosa" nella Questura di Bolzano, presentata dall'attrice Caterina Vertova insieme al questore Racca e Unicef: "Un luogo sicuro per i bambini".
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C'è una nuova stanza al terzo piano della Divisione Anticrimine della Questura di Bolzano, nel Largo Palatucci. Si chiama Stanza Rosa e servirà come zona franca all'interno dell'edificio per l'accoglienza dei bambini all'interno della struttura. Un luogo confortevole che ha visto la collaborazione tra la Questura e il comitato UNICEF di Bolzano, rappresentato dalla sua presidente Patrizia Daidone. "L'idea nasce da un convegno sulla violenza assistita. Dalla discussione e dal confronto con il questore Giuseppe Racca è nata l'intenzione di portare avanti il progetto e siamo contenti che anche Caterina Vertova abbia accettato di fare da madrina per questo importante evento".

"La stanza servirà per accogliere i bambini vittime o testimoni di gravi fatti delittuosi e per far sì che ci sia meno sofferenza e soggezione a stare in Questura, visto che anche molti maggiorenni che ci entrano per svariati motivi sono sottoposti - a volte - a una certa pressione psicologica". Così dice invece il questore Giuseppe Racca, il quale ha introdotto ai giornalisti gli operatori della Polizia di Stato, tra i quali la psicologa Silvia Mulargia, che dà un'ulteriore spiegazione alla funzione della stanza: "Avere questo luogo è diventato fondamentale, sopratutto quando ci sono donne che al momento di una denuncia per maltrattamenti o abusi non sanno dove lasciare il proprio figlio, che non può assistere al colloquio con noi, e neanche lasciarlo solo in corridoio ad aspettare. Il momento della denuncia per maltrammenti è sempre estremamente delicato, specie se la donna viene accompagnata dalla figlia o dal figlio".

 

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Patrizia Daidone (a sinistra), Caterina Vertova e il questore Raffaele Racca. Foto: Salto.

Caterina Vertova, attrice e regista di orgini milanesi, ha lavorato con artisti del calibro di Federico Fellini, Ozpetek e Giorgio Strehler, sia in ambito teatrale che cinematografico. "Il tessuto sociale oggi si è fatto vedere, c'è stata una bella partecipazione. La stanza è stata realizzata esclusivamente da volontari, con fantasie e giocattoli donati dai bambini stessi. E' per me un onore aver preso parte all'evento", conclude l'attrice.

 

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