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Barocco francese

I giovani della musica antica altoatesina sono protagonisti di Antiqua. Un viaggio nel barocco francese tra corde e tasti.
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Foto: Bolzano Festival Bozen

La musica antica è giovane. Lo dimostrano i brillanti talenti locali che la rassegna di musica su strumenti originali Antiqua mette quest’anno sotto i riflettori, in un’edizione tutta locale.
Il secondo appuntamento della rassegna si terrà alla Chiesa di San Giuseppe ai Piani il 5 agosto alle 20.30, con tre giovani musicisti altoatesini (Lorenz Bozzetta, Giacomo Romano e Gabriele di Pietra) che ci riportano indietro di più di tre secoli con musiche dal repertorio rinascimentale e barocco.

Nella prima parte del concerto Giacomo Romano e Gabriele di Pietra ci presentano dei brani poco noti a chi non è del settore. Si comincia con un preludio per clavicembalo di Jean-Henry D’Anglebert, uno dei più grandi compositori francesi del suo tempo nel campo della tastiera, così come François Couperin, altro grandissimo compositore e tastierista del barocco francese a cui era ben noto il repertorio italiano, in particolare Corelli, che contribuì a traghettare in Francia. Lo stesso Bach conosceva Couperin, con cui era in contatto epistolare, e ne stimava il lavoro. Di “Couperin le Grand” Giacomo Romano eseguirà alcuni estratti dal libro “Septieme Ordre”.
E sempre per restare in tema di musica francese sarà eseguita la Boullogne di Claude Balbastre; un nome che ai più non dirà molto ma che fu tra i più celebri musicisti francesi del suo tempo – oltre che il maestro di clavicembalo di Maria Antonietta alla corte di Francia. Lo stesso dicasi di Joseph-Nicolas-Pancrace Royer, di cui viene eseguito il pezzo più celebre ovvero La marche des Scythes. Anche Royer ebbe molta fortuna a Parigi, prima come musicista e compositore del Opéra e poi come direttore musicale della Chambre du Roi a corte.


Chiude la prima parte del programma Gabriele di Pietra con tre brani per tiorba di Giovanni Girolamo Kapsberger (1580-1651), compositore veneziano chiamato “il tedesco della tiorba”, per quanto fosse cresciuto in Italia e forse neppure parlasse la lingua tedesca. Fu uno dei più grandi virtuosi italiani della tiorba e degli altri strumenti della famiglia dei liuti.
La seconda parte della serata vede protagonista Lorenz Bozzetta al clavicembalo con la Suite in d di Couperin e la Passacaglia in g del compositore e organista barocco Georg Muffat (1653-1704).