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Messaggio ai no-vax

Il corpo collettivo

Solo la collettività, non l'individuo, può difendersi efficacemente dal Covid-19. Perché è così difficile accettare questa lezione.
Kolumne von
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Lucio Giudiceandrea04.09.2021
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Gli scienziati non hanno nulla da perdere nel riconoscere che procedono per tentativi ed errori: di fronte al virus Sars-Covid-19, come a molte altre emergenze. La scienza prevede e controlla molti fenomeni, ma altri restano incompresi allo stato attuale delle conoscenze. Pretendere dalla scienza certezze assolute è da ingenui, come pure pensare che siccome non abbiamo certezze assolute, siamo al punto zero. Sappiamo curare malattie e ferite, aggiustare fratture, alleviare dolori; e l'insieme delle conoscenze che permettono tutto questo ci dice che la miglior difesa di cui al momento disponiamo contro il virus è il vaccino – salvo credere al complotto mondiale e allora vabbè.

I no-vax si fanno sentire in tutti i paesi ed è evidente che le loro perplessità nascono dalla paura e dall'incertezza

 

Anche se non (ancora) legalmente, si profila di fatto un sostanziale obbligo di vaccinarsi, visto che il non vaccinato non ha il green pass, e chi non ha il green pass è escluso da tutta una serie di luoghi. I no-vax si fanno sentire in tutti i paesi ed è evidente che le loro perplessità nascono dalla paura e dall'incertezza. Sul piano giuridico, l'argomento più forte e serio che i dubbiosi avanzano ha a che fare con un diritto inviolabile della persona: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, recita il secondo comma dell'articolo 32 della Costituzione. Non mancano diverse e finanche opposte interpretazioni di questo principio e c'è abbondante materia per dotte disquisizioni. A me sembra importante tener fermo questo punto: il Covid-19 è una malattia che non colpisce solo la persona, ma la collettività. Dunque non è solo un problema della persona, ma della collettività.

Io posso contagiare te, e tu me, anche se non ci conosciamo e perfino se ci evitiamo. È come se tutti i nostri corpi fossero cellule di un corpo più grande...

 

Una malattia o un infortunio sono in fondo questioni private; nessuno ci impedisce in quei casi di scegliere il trattamento che vogliamo - e così dovrebbe essere anche la scelta sul fine vita! Ma le malattie infettive, appunto perché si trasmettono da persona a persona, smettono di essere affari privati. Io posso contagiare te, e tu me, anche se non ci conosciamo e perfino se ci evitiamo. È come se tutti i nostri corpi fossero cellule di un corpo più grande, aggredito da una malattia che non può essere vinta dalle singole cellule, ma solo da una cura che le tocca tutte (o quasi). Prenderne atto comporta assumere la responsabilità delle nostre azioni, la responsabilità di ogni cellula nei confronti del corpo che la ospita.

La persona si illude se pensa di chiamarsi fuori dalla pandemia; lo stesso i singoli stati, anche se la loro scelta è favorevole al vaccino

 

La persona si illude se pensa di chiamarsi fuori dalla pandemia; lo stesso i singoli stati, anche se la loro scelta è favorevole al vaccino. Si legge di paesi che hanno acquistato tante dosi, da vaccinare più volte la loro popolazione. I governi cercano in prima linea di proteggere i propri cittadini e ciò è comprensibile. Ma se al mondo rimangono zone dove il virus circola, si riproduce e muta, potranno nascere varianti che bucano la protezione data dai vaccini; e dunque alla fine lo stato non avrà protetto neppure i suoi. Di nuovo: è il corpo collettivo che dobbiamo considerare e curare, il corpo formato da tutte le persone al mondo, non singole cellule di esso.

… correnti culturali che favoriscono la risposta individualistica alla minaccia collettiva

 

L'esistenza di un corpo collettivo è una grande lezione della pandemia. La resistenza ad accettarla è forte e per più di una ragione.
Intanto c'è un fattore istintivo: in situazioni di pericolo, ogni essere umano pensa a salvare se stesso e dopo gli altri, semmai: riflesso che peraltro ha la sua razionalità. A livello culturale, due correnti favoriscono la risposta individualistica alla minaccia collettiva. Come è noto viviamo nell'epoca post-truth o post-faktisch, come la definì Angela Merkel; e il post-faktisch vale a maggior ragione per i numeri e gli scenari: ognuno può farsi i suoi, tanto la realtà non esiste e uno vale uno. Dunque non c'è alcuna pandemia e neppure un corpo collettivo. L'altra corrente è l'ideologia dell'io, dominante dopo la stagione collettivistica degli anni sessanta e settanta del secolo scorso: finita l'aspirazione a una maggiore giustizia sociale, non resta che l'io come unico arbitro, e nessuno ha il diritto di sindacare, a maggior ragione in una questione decisiva come la salute.

Sul piano più strettamente locale è evidente l'influenza dell'area tedesca, dove i no-vax si fanno sentire con gran rumore, raccogliendo a loro volta correnti di pensiero dalle origini più diverse. Non secondaria è anche l'idea che molti sudtirolesi hanno di se stessi: siamo forti, viviamo a contatto con la natura, non ci lasciamo imporre niente. Heinrich Heine lo dice in maniera cattiva: “Gente sana, forse perché troppo stupida per potersi ammalare”, o per pensare di poter contrarre il Covid.

 

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Kommentare

Bild des Benutzers Sebastian Felderer
Sebastian Felderer 04.09.2021, 18:14

Caro Sig. Giudicandrea, il suo articolo me lo sono letto, perché Lei mi é ancora noto dei miei tempi di Bolzano. E parto dalla fine con le parole di Heine: Gente sana, forse troppo stupida per potersi ammalare. Penso, che questa frase non sia proprio in relazione alla situazione Covid. Chi é sano, sicuramente non é stupido.
E chi é sano, ha le miglior condizioni per salvarsi da Covid senza difesa chimica. L'espressione No-VAX non mi piace, il suo titolo del "corpo collettivo" invece si. In poche parole si tratta della responsabilitá verso il sistema collettivo e la lotta comune per salvarsi da un pericolo, che il singolo non riesce a superare. E gia li iniziano i guai. Proprio i vaccinati si sentono salvi e non piu legati all'obbligo della protezione comune. E diventano cosi il pericolo maggiore per la comunitá. Un vaccinato trasmette il virus come un non vaccinato. Questo é vangelo. A questo punto la decisione é un altra. Chi non si sente in grado a difendere il suo corpo dall'attacco del virus, si fa vaccinare e ha ragione, sempre nella speranza, che il vaccino abbia effetto positivo di protezione. Chi si sente invece "in regola" con sistema immunitario e forze difensive, puo anche non farsi vaccinare. Questo non é poi un segno di stupiditá, ne di irresponsabilitá verso il collettivo, ne una obiezione contro la vaccinazione in generale. I dubbi verso i vaccini Covid sono fondati e non serve troppa intelligenza per individuarli. Leggiamo ogni giorno su internet il pro e il contra, percio la decisione sta a noi intelligenti o stupidi.
Per concludere io affermo soltanto un fatto: Dobbiamo essere contenti, che disponiamo di medicinali, che ci aiutano a curare certe malattie. Ma la prudenza verso tutta l'industria farmaceutica, che sicuramente non ha come primo interesse la nostra salute, é segno di intelligenza e non di stupididá. Fin li dovremmo essere arrivati nel 2021 e non soltanto a Green Pass e No-VAX.

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Manfred Klotz 05.09.2021, 08:27

Sie schreiben "i dubbi verso i vaccini sono fondati". Worin bestehen diese Zweifel und weshalb sind Sie gerechtfertigt?

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Massimo Mollica 04.09.2021, 19:18

Premesso che ritengo che la collettività non esiste più. Esistiamo solo noi come singoli e le nostre necessità e piacere. Premesso tutto questo credo che il ragionamento espresso nell' articolo sia inutile nei confronti di chi si informa da internet e spara le sue verità. Personalmente confido nel prossimo virus, spero che abbia meno pietà di questo.

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Elisabeth Garber 05.09.2021, 11:06

Die Aussagen von @Sig. Mollica teile ich gänzlich.

Bild des Benutzers Sebastian Felderer
Sebastian Felderer 04.09.2021, 19:32

Ein kleines Beispiel, wie es auch gehen könnte, wenn es nicht immer nur durch Verbot, Gebot und Strafandrohung gehen müsste. Der Green-Pass ist Ausdruck von Repression, Spaltung der Gesellschaft, Unterschätzung der Eigenverantwortung, Abschiebung der Kontrollfunktion des Gesetzgebers. Er ist Ausdruck der Unfähigkeit der Politik, der Unzumutbarkeit einer Verwaltung.
Ich habe vor kurzem eine von mir gestaltete Ausstellung beendet, die ohne Green Pass ausgekommen ist. Erste Voraussetzung: Ein genügend großer Raum, um die Abstände einhalten zu können. Dann ein Schild mit "Freier Eintritt" an der Vorderseite und "Bitte Geduld, Höchstzahl an Besuchern erreicht" an der Rückseite, um es nur drehen zu können, je nach Besucherzahl im Raum. Am Eingang zur Ausstellung das Desinfektionsmittel auf einem Tischchen und an der Tür das Schild mit einer Maske und "Wir schützen uns durch / Ci proteggiamo con". Begrenzte Teilnehmerzahl bei der Eröffnung durch die Einhaltung der Distanz bei den Stühlen. Dann während der drei Wochen Ausstellungszeit nicht das geringste Problem. Keine Verbot, keine Vorschrift, nur ein Hinweis und ein bisschen Intelligenz und viel guter Wille. Ist das so schwierig?

Bild des Benutzers Florian Hitthaler
Florian Hitthaler 05.09.2021, 14:30

Ich nehme an, es handelt sich um eine Briefmarkenausstellung. Wenn dem nicht so ist, bitte um Korrektur. Täglich an die 30 bis 50 Besucher, grosser, hoher Raum in einem öffentlichen Gebäude. Angreifen kann man die Objekte nicht, da hinter Glas. Der einzige Kontakt entsteht beim Öffnen und Schliessen der Türe.

Im Alltagsstress drängt sich der Homo Modernus durch den Discounter, die öffentlichen Verkehrsmittel, das Grossraumbüro und die Schlange vor der Gondel. Abends ist er froh, sein Pensum bewältigt zu haben. Der Goodwill reicht oft nur für Stunden, beim einen länger, beim anderen weniger lange.

Verstehen Sie mich nicht falsch, Herr Felderer, aber dass der Staat hier regelt, und dass das auch logisch und konsequent ist, dazu reicht eigentlich, weniger von 1968 zu träumen.

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Peter Gasser 05.09.2021, 15:22

oben steht:
“Der Green-Pass ist Ausdruck von Repression, Spaltung der Gesellschaft, Unterschätzung der Eigenverantwortung, Abschiebung der Kontrollfunktion des Gesetzgebers. Er ist Ausdruck der Unfähigkeit der Politik, der Unzumutbarkeit einer Verwaltung”:
Der Bürger aber sieht dies anders:
https://www.suedtirolnews.it/italien/umfrage-acht-von-zehn-italienern-be...

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