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Retoriche, I

Dubbi

Se le parole hanno ancora un senso e se la logica è ancora valida, è lecito, forse, porsi certe domande.
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Se il presidente del Consiglio rivendica a paternità dell'emendamento alla legge si stabilità che la ministro Boschi "rifarebbe anche domani", perché, dunque, ha chiesto e ottenuto le dimissioni del ministro Guidi?

E poi: se lo stesso presidente del Consiglio attacca i PM ("Fanno le indagini con la cadenza delle olimpiadi", ha detto), è lecito fare i paragoni con qualcuno che lo ha preceduto su quello scranno (che, almeno lui, un minimo di opposizione, anche nei media, ce l'aveva; questo qui, nemmeno quella)?

E ancora: se il presidente del Consiglio invita all'astensione in un referendum, è lecito chiedersi se siamo ancora in uno Stato in cui è garantito quel minimo di decenza democratica? Non si può, piuttosto, nutrire dubbi sul reale rispetto della democrazia che dimostra questa sedicente (e davvero pessima) figura istituzionale? Non si potrebbe, forse, sostenere, e a buon ragione, che uno così non è degno della carica istituzionale che ricopre?

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Kommentare

Bild des Benutzers Massimo Mollica
I dubbi sono stra leciti. Però sono di natura politica. E io rispondo in modo politico (quindi opinabile): 1) perché per loro il provvedimento è giusto, la telefonata no, è stata inopportuna. La telefonata non ha nulla a che fare con il provvedimento. 2) No, perché il caimano era contro i processi, mentre Renzi è per la lungaggine degli stessi. Semmai c'è da controbattere sul perché non si riformi la giustizia in tal senso (dopo anni di berlusconismo, che hanno umiliato il diritto). 3) Sì può sostenere, ma anche qui il giudizio è opinabile. Non siamo in una dittatura che impone a tutti di votare. Se un giorno per assurdo venisse ammesso un referendum che limitasse la libertà agli interisti, permette che il presidente Mattarella non vada a votare.
Bild des Benutzers Gianluca Trotta
Risposta interessante. 1) Dunque: in un paese in cui nessuno si dimette, ma nemmeno se colto con le mani nel sacco, un ministro è stato fatto dimettere perché ha fatto una telefonata inopportuna al suo fidanzato, che riguardava però un provvedimento volto all'utilità del bene pubblico. Interessante. 2) Sulla riforma della giustizia, la domanda va fatta a chi sta al governo. Io, ad esempio, mi chiedo perché, dopo anni che tutti, ma proprio tutti, hanno dichiarata scandalosa la nostra legge elettorale, non sia però mai stata riformulata. Strano. Il Caimanino (chiamiamolo così, per la statura umana e politica) ha fatto delle dichiarazioni gravissime puntando il dito sui PM, non mi pare che, almeno in un primo momento, fosse questione di lungaggini processuali. E, comunque: la cosa è di per sé grave, ci si può arrampicare sugli specchi della retorica quanto si vuole. 3) A me sembra molto grave, gravissimo, che un uomo delle istituzioni, e che il partito che teoricamente rappresenta la maggioranza, propugni l'astensione. Certo, nessuno è obbligato a andare a votare. Ma lei vorrebbe una democrazia in cui le elezioni non hanno valore? Il Caimanino sì, visto come è arrivato al potere). Poi, non lamentatevi (come a breve farete) che quando vi presentate alle elezioni, ci sia un forte astensionismo: ma come si fa a andare a votare alle elezioni, con gente simile che si presenta? Noto con piacere che è iniziala la campagna elettorale.
Bild des Benutzers Massimo Mollica
La ringrazio anche per avermi risposto. Ribadisco che personalmente (quindi mia opinione) la riforma secondo loro è corretta ma la telefonata, in conflitto d'interesse no. Sui giudizi di Renzi forse mi sono perso tutto ciò che ha detto. Se si è scagliato tout court sulla magistratura ha sbagliato. Certo che rimane grave (molto più di qualsiasi affermazione) che vi siano tempi così lunghi che rendano il diritto di fatto un "non diritto". Quindi tutti noi dovremmo batterci per riformarla. Sul terzo punto abbiamo sensibilità differente. Piuttosto mi batterei per avere il voto digitale, che significa che chi ha internet può esprimersi da casa, chi non ce l'ha va al seggio e vota su un PC. Concludo dicendo che le prossime elezioni sono di tipo comunali, che niente hanno o meglio DOVREBBERO a che fare con la politica nazionale. Qui dovremmo smetterla di parlare di destra-sinistra e incominciare a parlare dei problemi cittadini. E sì, anche l'astensione in queste elezioni sono una scelta, proprio com'è libero colui che si da un pugno sui genitali.
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Quindi: 1) Un ministro si è dimesso perché ha parlato al telefono con il suo fidanzato (che, m'immagino, si sapeva già prima che aveva interessi in ambito petrolifero) si un provvedimento giusto: mah! 2) Ma chi è che non vorrebbe che la giustizia fosse più veloce? Suvvia, questo stratagemma di spostare il focus su qualcosa di auspicabile per tutti è troppo facile. 3) E dunque, secondo lei l'astensione alle prossime elezioni comunali corrisponde a darsi un pugno sui genitali, mentre che il presidende del Consiglio rivendichi il diritto di invitare all'astensione al referendum è legittimo: mah! Siamo a un passo dalla neo-lingua di orwelliana memoria, mi sembra.
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Cito da un articolo che trovo sul Corriere online (mica su Falce e Martello...): "I magistrati prendono posizione: «Le dichiarazioni di Renzi sono inopportune nei tempi ed inconsistenti nei fatti», ha affermato il presidente della sezione della Basilicata dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Salvatore Colella. Il magistrato risponde così alla battuta del premier che, lunedì, durante il discorso alla direzione del Pd a Roma aveva affermato che, in quattro inchieste aperte «a cadenza delle Olimpiadi, non si è mai arrivati a sentenza». Matteo Renzi aveva anche notato che la cadenza «olimpica» delle inchieste aveva saltato soltanto il 2012, chissà perché. Il premier aveva poi ripreso il tema nella replica alle dure accuse della minoranza. Anche Antonio Ingroia ex politico ed ex magistrato ha preso posizione sull’intervento del premier e segretario del Pd: «L’intervento di Renzi ieri, tempestivo, in diretta, quasi online, contro i pm di Potenza, è senza precedenti. Non l’avevo mai visto». "
Bild des Benutzers Massimo Mollica
Mi permetto di replicare. Ripeto che stiamo trattando temi prettamente politici, quindi viziati necessariamente dalle proprie convinzioni. Se su Ingroia non mi pronuncio, essendo un politico, posso concordare sull'inopportunità nei tempi delle dichiarazioni del premier. Resta il fatto che la giustizia ha tempi troppo lunghi. Poi Lei può valutare questa affermazione come vuole, ma per me quella è la luna, il resto il dito! E grazie a Dio non sono un magistrato perché mi vergognerei di questa assenza nei fatti di giustizia. E ripeto il premier sbaglia a lamentarsi ora, io se fossi in lui riformerei, assieme ai magistrati il diritto in Italia. Poi però non sopporto che le ferie dei magistrati siano intoccabili. Sul terzo punto non concordo minimamente con Lei. Un quesito referendario è incentrato appunto su un determinato tema e pone una determinata domanda. Si può essere favorevoli o contrari. Per evitare il non voto si potrebbe eliminare il quorum. Basta fare la riforma. Non so però se è un bene. Se un giorno passasse un quesito di stampo razzista? Mentre l'elezione comunale riguarda gli aspetti della vita di un cittadino in ambito appunto comunale. Se uno non si esprime non si può lamentare delle cose che giudica negative. E subisce.
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Capisco: l'elettore è utile a dare i voti alle elezione, ma che poi voglia esprimere un suo parere con uno strumento legittimamente previsto dalla Costituzione come lo strumento referendario è inessenziale. Una logica che, devo dire, rivela la statura (bassa, infima) della attuale classe politica. E tutta la sua ultima risposta è da manuale, capitolo "fallacie argomentative". Poco male. A, quando alle elezioni che vi interessano, vedrete che va a votare una percentuale risibile e che avrete perso le solite migliaia di voti come al solito, non incolpate altro che la vostra evidente incapacità politica. Personalmente (è opinabile, ovviamente) io spero che l'attuale classe dirigente che esprime il governo nazionale possa essere spazzate via al più presto (lo so, è impossibile: questo governo durerà per tutta la legislatura, i deputati devono avere il tempo di maturare i diritti pensionistici; ma spero ancora in un rigurgito di dignità del nostro Parlamento). E che il partito, nelle liste del quale lei si presenta, possa scomparire al più presto, come meriterebbe viste le scelte politiche attuate recentemente. Questo è quanto, penso che non abbiamo altro da dirci. Saluti.
Bild des Benutzers Gianluca Trotta
Per marcare la propria differenza col precedente attaccante di giudici, il Caimanino la butta adesso sul "fate presto". Come se, tra l'altro, le indagini non avessero dei tempi fisiologici ecc. E gli adepti a ripetere le stupidaggini del capo. Ma come siamo finiti in basso, mai come ora. Meriterebbero che, in un impeto di velocità, venissero buttati nella carcere, lui e i suoi scagnozzi, subito, seduta stante, a pane e acqua.
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