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Avvenne domani

Il candidato-cuculo

Ritratto dal vero di una particolare specie di politico.
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Le prossime elezioni, salvo clamorose sorprese, sono ancora abbastanza lontane, ma, tra le molte specie di animali-politici ve n'è una che ha già preso a fiutare nervosamente l'aria sentendo il profumo irresistibile che emanano le schede inserite nell'urna.

È il candidato-cuculo.

Si tratta di un esemplare non molto diffuso, per fortuna, ma che continua a comparire, ad intervalli regolari, nel panorama politico locale. Maschio o femmina che sia, adotta un comportamento assai originale per garantirsi la continuità politica e le notevoli prebende ad essa connesse.

L'habitat naturale del candidato-cuculo è costituito dalle elezioni che si svolgono con sistema proporzionale e indicazione, da parte dell'elettore, di una o più preferenze. Questa è la situazione in cui si trova meglio, mentre ha in antipatia dichiarata le soglie di sbarramento e detesta nella maniera più assoluta il sistema maggioritario. Se lo trovate in quest'ultima situazione, sarà sicuramente perché cerca di tessere la sua tela garantendo appoggi e amicizia a questo o quel candidato, a questa o quella formazione politica, non certo perché pensi di poter entrare veramente in gioco.

Il candidato-cuculo è estremamente realista. Sa benissimo di non poter raggiungere da solo il numero di voti sufficiente per garantirgli l'elezione, ma sa anche che il suo personalissimo pacchetto di consensi ha una caratteristica che pochi altri politici possono vantare: quella di una fedeltà assoluta alla sua persona, al di sopra e al di là del simbolo o del partito con cui si presenta, che si manifesta con una pioggia di preferenze. Non saranno moltissimi gli elettori che lo votano, ma tutti quelli che lo fanno sono ben determinati a scrivere il suo nome sulla scheda elettorale.

A questo punto il nostro candidato-cuculo ha un serio problema. Non può presentarsi alle elezioni da solo perché verrebbe irrimediabilmente trombato. Deve trovare un partito nel quale fare il nido, deporre il suo uovo e aspettare che tutti gli altri lavorino per lui, raccogliendo consensi tali da permettere l'elezione di uno o più candidati. Grazie al gioco delle preferenze lui sa che sarà uno degli eletti.

È per questo che il candidato-cuculo fiuta l'aria, nervoso, ben prima che gli altri politici si mettano in moto in vista delle campagne elettorali. Per tutti gli altri candidati si tratta solo di trovar posto nelle liste di partito, di stringere alleanze, magari anche di dedicare qualche ora alla stesura dei programmi. Il candidato-cuculo invece deve cercare il nido o i nidi giusti e convincere i proprietari a farlo accomodare. Per questo si muove con largo anticipo, ed è prodigo, in questa fase, di solenni richiami all'unità e alla collaborazione. Prima delle elezioni il suo motto è: "più siamo e meglio è".

Sembra il politico più sociale e socievole del mondo, ma è bene non farsi ingannare. Il candidato-cuculo appartiene ad una specie che in realtà pratica un'esistenza assolutamente solitaria. L'ammucchiata politica gli serve solo per avere più garanzie di ottenere la sospirata elezione. Il conteggio delle schede non è ancora terminato e già il Nostro inizia a meditare su come liberarsi degli impicci costituiti dai rapporti e dalla disciplina di partito. A lui piace aver mano totalmente libera, anche finanziariamente s'intende, per poter mettere a frutto, col massimo profitto, quel piccolo capitale costituito dal suo voto in un consiglio comunale o provinciale. Roba che a saperla gestire bene, e se le circostanze lo consentono, può fruttare onori ancora più alti, presidenze, assessorati con bilanci sontuosi da gestire e nuovi elettori "personali" da conquistare.

Quanto alla politica vera, il candidato-cuculo se ne tiene in genere ben alla larga. Cura al massimo la sua immagine personale, ma evita accuratamente di andare a mettere il becco in questioni che gli possono attirare rancori e antipatie. Reagisce con rabbia, e può diventare anche pericoloso, solo se lo si attacca personalmente.

La vita politica del candidato-cuculo può essere densa di soddisfazioni come di amare sconfitte. Si narra di elezioni nelle quali riuscì nell'impresa di deporre uova in tre nidi contemporaneamente, ma anche di occasioni nelle quali, respinto un po' da tutti, fece l'errore di tentare la sorte da solo, rimediando una batosta notevole, con il non secondario effetto di far capire quanto fosse minuscolo il suo orticello personale di consensi.

A questo punto, in genere, la carriera politica del candidato-cuculo si conclude bruscamente. Non è ovviamente il tipo che abbia voglia di continuare ad impegnarsi anche senza un mandato elettorale. Torna nel bosco da cui era uscito e nessuno riesce più a trovarlo. Solo quando nell'aria si spande il profumo di elezioni in arrivo può capitare di vederlo per un attimo fiutare il vento, come ai tempi belli che furono. Non si sa mai.

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