First biomethane bus on the road from Brussels to Amsterdam on 1 July 2021.
Amanda Orza/LinkedIn (video screenshot)
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Trasporto pubblico

Bus e le alternative ignorate, perché?

Biometano per i bus di Trento, bus interurbani Flixbus a biometano e il "ritorno" dell'idrometano: qualcosa non ha funzionato in Alto Adige? Una disamina.
Community-Beitrag von Michele De Luca04.07.2021
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Il tpl altoatesino, si sa, è piuttosto particolare. Dando di recente un’occhiata a quanto accade altrove, posso ben affermare “l’avevo detto in tempi non sospetti”. Di biometano, se la memoria non m’inganna, ne scrivevo ai giornali locali ancora verso la fine del primo decennio del XXI secolo semplicemente guardando a quanto già accadeva nei paesi scandinavi. Mi fu rinfacciato “non ne abbiamo abbastanza” e fui quasi deriso.

Ora, una notizia che davvero non ha trovato risonanza qui da noi è stata l’inaugurazione ufficiale dell’impianto di produzione di biometano a Cadino presso Faedo in Trentino, giusto quasi al confine con il confine salornese. Perché è importante? Perché con il biometano che si produrrà, verranno alimentati i bus a metano di Trento. Quindi, come avrò scritto decine di volte, i bus CNG di Trento improvvisamente avranno emissioni di CO2 uguali o vicine allo zero. Senza dover investire in costosi bus elettrici a batteria oppure a idrogeno. Tanto è vero che Trentino Trasporti aumenterà entro il 2022 la flotta di bus CNG/biometano a 85 mezzi.

A proposito di biometano, ecco che un’occhiata oltre confine e si apprende che Flixbus ha iniziato a sperimentare con bus CNG alimentati a biometano gassoso (fra Belgio e Paesi Bassi) e a biometano liquido (fra Norvegia e Svezia). Risparmio di emissioni di CO2: -75%. Probabilmente i primi di una flotta ma dove conviene. Infatti, in Germania, stante un sistema regolatorio non invitante, Flixbus non impiegherà tali mezzi e, per quanto ne so, nemmeno in Italia, il paese del primato del metano per autotrazione e questo vorrà pur dire qualcosa, ma sarebbe un tema da dibattere altrove ma che scalfisce non poco l’altisonante nomea italica del settore.

Veniamo poi all’idrometano. Ebbene, non è un termine nuovo per la nostra provincia. Infatti, nel 2011 ci fu un esperimento per provare una miscela di metano e idrogeno su di un motore di un bus CNG di Sasa, ovviamente con zero seguito visto che poi nel 2012 notoriamente ci fu una bella infornata di bus diesel. Ne ho trovato traccia qui, anche se, per quanto appreso, il motore con un volume H2 del genere pare sia finito… arrosto. Migliore fu l’esito del progetto Myhbus a Ravenna seppur travagliato dal punto di vista burocratico. Di idrometano si parlava pure nel 2012 quando fu presentata una Panda a idrometano al Tis. Con seguito… nullo, anche perché era il periodo del “boom” diesel che ha fatto tabula rasa di tanti promettenti progetti. Eppure l’idrometano aveva fornito dati incoraggianti in termini di riduzione di emissioni clima-alteranti ed inquinanti. Ma allora l’idrogeno era (forse lo è ancora) il “bambino mai diventato adulto”. Arrivo ad oggi ed ecco la ricerca che l’azienda dei trasporti abruzzese TUA ha annunciato qualche giorno fa. Ovvio, hanno una flotta di bus urbani a metano moderna, quindi ovvio che possono riprendere (era stato annunciato anni fa ma la ricerca non era mai partita) con l’idrometano che, se poi dovesse essere combinato con il biometano, beh… lo capisce anche un non addetto ai lavori che i vantaggi sarebbero di avere autobus a bassissimo impatto di CO2 e inquinanti a costi ben più bassi degli attuali bus elettrici (batteria o idrogeno che siano).

Cosa è stato fatto da noi? Diesel a gogò! E addio a qualsiasi prospettiva alternativa.

Ecco, poi guardiamo cosa è stato fatto da noi con la dieselizzazione della flotta di Sasa, che non permetterà nulla, ripeto NULLA, di quello che descritto sopra, per tacere della flotta interurbana, oggi 100% diesel. Si vorrà pur ammettere che qualcosa non è andato per il verso giusto dalle nostri parti? … ah no, mi dimenticavo: siamo “i migliori” a combinare corbellerie, per di più approvate senza fiatare dai Comuni proprietari di Sasa, dalla Provincia e pure del centro idrogeno H2 di Bolzano Sud, che qualche interesse sull’idrometano avrebbe ben dovuto avere, invece…

Siamo di fronte al nulla, facendomi sorgere qualche serio e fondato dubbio se mai si siano analizzati questi aspetti e pure se si hanno le sufficienti competenze in merito, non fosse altro nella capacità di cercare le notizie in merito a tali alternative avendo un'ottica di medio-lungo termine poché gli autobus non si cambiano come le mutande. Negli anni scorsi, lo ripeto, avevo scritto ripetutamente di queste opportunità che sarebbero state castrate dalle scelte pro diesel, ma evidentemente taluni hanno ritenuto che il puzzolio era il meglio di tutto e spacciandolo prima (2012) per "super ecologico" e mascherandolo poi (2018) da "elettrificazione" con i bus ibridi-diesel, di cui ho ampiamente riferito nei mesi ed anni scorsi, scelta che i Comuni proprietari di Sasa hanno avallato perché... Sasa non si critica mai non capendo, in realtà e nei fatti, una beata mazza di nulla come dimostra quanto si sta facendo altrove e poi neanche tanto lontano... Complimenti, davvero! Tanto i bus elettrici a batteria e a idrogeno si pagano con la tessera PagaPAntalone, no? Con i prossimi, già preannunciati, "chiari di luna" dei bilanci pubblici la vedo gran dura.

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Kommentare

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Massimiliano Rausa 05.07.2021, 01:43

E' proprio così..
La cosa veramente difficile è capire le motivazioni di tanta pervicace testardaggine.
Dapprima pensavo che si trattasse di semplice mancanza di informazione o di voglia di approfondire.
Poi passano glia anni.. i decenni.. ..si spendono milioni..
A pensar male si fa peccato, però...

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Massimiliano Rausa 05.07.2021, 01:52

...
Che poi non si riesce neanche a intuire cosa ne pensano al riguardo i Verdi nella provincia più verde.
In maggioranza a Bolzano e a Merano (soci Sasa) e nessuna opinione sul tema.
Possibile mai?
Mah!

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