Pelosi, Nancy
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Taiwan

Pensieri Pelosi

La Speaker del Congresso degli Stati Uniti sulle orme dei grandi della comicità demenziale.
Kolumne von
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Gianluca Battistel04.08.2022
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Avete presente le performance di Benny Hill, del primo Woody Allen e di Mr. Bean, col protagonista di turno a provocare catastrofi irreparabili a ogni singolo gesto, involontario o meno? Ecco, la visita a Taiwan di Nancy Pelosi rientra appieno nell’alta scuola della comicità catastrofica, con l’unico distinguo che in questo caso la catastrofe rischia di essere planetaria.

Immaginatevi un elefante irascibile circondato da enormi scaffali di porcellane, ceramiche antiche e vasellame in terracotta. Chi gli si avvicina ricorre a tutte le accortezze del caso, sussurrando parole benevole, evitando movimenti bruschi, mostrandosi amichevole e senza fare assolutamente nulla che il gigantesco pachiderma possa avvertire come minaccia. Ebbene, un bel giorno arriva l’idiota del villaggio, una signorina Rottermaier ma infinitamente più spocchiosa che si presenta sulla scena munita di mazza da baseball strillando con vocetta stridente da miss universo delle rompicoglioni: “Io sostengo la democrazia, no all’arroganza delle forze illiberali!” Prende la rincorsa da dietro l’elefante e gli assesta una mazzata sui possenti genitali. Vuoi mica vedere che si incazza?

Quando poi si realizza che la terza guerra mondiale può dipendere dal rutto di un incommensurabile stronzo, la voglia di ridere si fa subito più mesta.

Ci si domanda, e non da ieri, come sia possibile che personaggi fin troppo grotteschi per essere veri riescano a impadronirsi dei centri del potere. A osservare le gesta dei “grandi” della terra, da Trump che lancia l’assalto al Congresso perché ha perso le elezioni, a Putin che va alla guerra come stesse giocando a Risiko, a Kim Jong-un che affama un popolo intero per costruirsi un missile in più, alla Pelosi che pesta la merda più gigantesca del millennio e se ne vanta pure, si sarebbe indotti a credere che le leadership mondiali vengano distribuite del tutto casualmente. Sei un genio, sei un fesso? Non importa, tocca a te. Per certi versi è persino rassicurante, perché si direbbe che davvero ce la può fare chiunque. Quando poi si realizza che la terza guerra mondiale può dipendere dal rutto di un incommensurabile stronzo, la voglia di ridere si fa subito più mesta.

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Kommentare

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Gerold FIEDLER 04.08.2022, 19:03

Complettanente daccordo con Lei, Signor Battistel. Speriamo che l'Elefante non s' incazzi davvero. ...

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Peter Gasser 04.08.2022, 21:12

Dem Artikel liegt meiner Ansicht nach in seiner Grundkonzeption ein strukturelle Fehler zugrunde:
China kann man in Hinblick auf seine imperialen Gelüste Taiwan gegenüber keinesfalls verniedlichend und blauäugig als “Elefant im Porzellanladen” vergleichen.
Unter “Elefant im Porzellanladen” versteht man sinngemäß etwas gänzlich anderes.

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Ludwig Thoma 04.08.2022, 21:54

Genau, der Elefant im Porzellanladen wäre in dieser Geschichte eigentlich ganz einfach zu erkennen.

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Antonio Gulino 04.08.2022, 21:52

Dunque, facendo la sintesi, nel contributo si sta affermando che

La Pelosi è "l’idiota del villaggio, una signorina Rottermaier ma infinitamente più spocchiosa"

"che pesta la merda più gigantesca del millennio e se ne vanta pure"

Che dire. Un'analisi geopolitica di una finezza incommensurabile.

Non si può che essere "completamente daccordo con Lei".

sono basito (non del tutto, visto che sto scrivendo questo commento)

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Laurin Kofler 04.08.2022, 22:41

Poche righe ma precise. E come spesso accade, la (nostra) presuntuosità colonialista, che non riusciamo a scrollarci di dosso, fa più danni.

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Manfred Klotz 05.08.2022, 07:19

Quindi in soldoni? Lasciamo fare la Cina ciò che vuole, vuoi mai che le tensioni disturbino la spaghettata domenicale!

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