Meran Brücke & Kurhaus
Hannes Prousch
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Decreto crescita

Merano incassa

130mila euro di contributi statali al Comune per le misure pro-tutela del clima. L’assessora Rohrer: “Diamo il buon esempio”. L’Asl promuove un concorso tematico.
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Se a Bolzano la delibera sull’Emergenza climatica, approvata in giunta, attende di essere discussa (con la sua scia di polemiche) giovedì prossimo, 7 novembre, in consiglio comunale, a Merano intanto arrivano buone notizie “dall’alto”. La città guidata da Paul Rösch riceverà un contributo statale di 130.000 euro per l’attuazione di provvedimenti mirati alla tutela del clima e alla sostenibilità nel settore energetico. Un esempio su tutti: il SECAP, acronimo di Sustainable Energy and Climate Action Plan, il progetto elaborato dal Comune di Merano insieme a Eurac Research che integra le problematiche energetiche con quelle della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico.

 

Da dove arrivano i contributi

 

Il Decreto Crescita, convertito in legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 giugno 2019, regola la concessione di contributi a favore di tutte le amministrazioni comunali del territorio nazionale per la realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica sul patrimonio edilizio pubblico e di progetti di sviluppo territoriale sostenibile. 

Nel primo caso si tratta di interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica; al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica; all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Le opere pubbliche in materia di sviluppo territoriale sostenibile includono invece interventi in materia di mobilità sostenibile; per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale; per l’abbattimento delle barriere architettoniche. I fondi assegnati ai Comuni ammontano complessivamente a 500 milioni di euro e variano in funzione del numero dei residenti, si va dai 50.000 euro per le località con popolazione fino a 5mila abitanti ai 250.000 euro per quelle che hanno più di 250mila abitanti. Ogni amministrazione comunale beneficiaria era tenuta ad avviare i progetti entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo.

 

Madeleine Rohrer
L'assessora all'ambiente del Comune di Merano Madeleine Rohrer: "Vogliamo dare il buon esempio"

 

Esprime soddisfazione l’assessora meranese Madeleine Rohrer, che pochi giorni fa ha ricevuto dal MISE, il Ministero per lo sviluppo economico, la conferma dell’accoglimento della domanda inoltrata dal Comune di Merano per i contributi. “Le misure atte a tutelare il clima tornano a vantaggio anche dell’economia locale, perché l’utilizzo oculato e responsabile dell'energia e delle risorse limitate è un fattore concorrenziale e logistico di centrale importanza - spiega Rohrer -. Vogliamo dare il buon esempio e dimostrare che qui da noi si lavora con spirito innovativo, creatività e lungimiranza”.

Postilla: restando in tema, per la prima volta, l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige si fa promotore, accanto al “veterano” Tirolo, del Premio Ambiente e Clima, un concorso che offre alle aziende e ai privati la possibilità di presentare pubblicamente le proprie idee o i propri progetti per l’ambiente. Il premio verrà assegnato per due categorie: “Progetti e Idee” e “Impegno e Attività”. Nell’ambito dell’iniziativa, inoltre, verrà conferito anche il Premio energia Alto Adige per il miglior progetto in materia di efficienza energetica e produzione di energia da fonti rinnovabili. Il valore complessivo dei premi è di 7.000 euro e la scadenza per la presentazione dei progetti è il 31 gennaio 2020.

 

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Credere che la CO2 sia la forzante per il riscaldamento degli ultimi 150 anni. Se uno analizza a fondo i cicli climatici scopre che ce ne sono diversi, i più corti dei quali durano da vari decenni fino a vari secoli; ma si tratta sempre di cicli che trascendono la lunghezza della vita umana. Bene, ora analizziamo il seguente dato di fatto: abbiamo avuto un periodo di circa 500-550 anni di clima rigido dentro il quale si sono avvicendati ben quattro minimi solari. Il minimo di Wolf, il minimo di Spoerer, il minimo di Maunder e il minimo di Dalton. Questo periodo è stato denominato Piccola Era Glaciale con inizio attorno al 1300 e fine attorno al 1850. OK? Ci siamo fin qui? Bene, ora al termine di questo periodo freddo durato circa 550 anni, cosa altro poteva fare la temperatura se non tornare a salire? Non poteva fare niente altro! Allo stesso modo in cui la temperatura in una prateria non può fare nient'altro che aumentare dalle 8 del mattino alle 12 in una bella mattinata di sole, vedi? Proprio non c'è niente di arcano. E se uno ti venisse a dire che in quella prateria la temperatura del mattino è salita a causa del CO2 espirato dalle sette mucche che vi stanno pascolando, sicuramente non ci crederesti. Perché la verità è che la temperatura in quella prateria è salita perché non avrebbe potuto fare altro dopo una lunga notte fredda, trattandosi in questo caso del ciclo notte-giorno di 24 ore.

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