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48h da troupe

Bolzano set cinematografico per 48H

L'esperienza di Francesca alla prima edizione del BZ48H Short Film Contest
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Francesca Centonze – Avocado Productions

Chi sei?

Chi sono e cosa faccio è un dubbio con cui mi confronto tutti i giorni: mi piacciono tantissime cose diverse. Amo in egual modo l´arte e il design: sperimento usando media diversi come il video, l´animazione, la gra-fica e il disegno. A breve comincerò un nuovo ciclo di studi presso Angewandte di Vienna dove avrò la possibilità di creare in un contesto molto sperimentale.

Perché hai deciso di partecipare al BZ48H?

Durante il secondo anno di università ho partecipato con un gruppo di amici al Nonantola Film Festival, 4 Giorni Corti. E’ stata un’esperienza incredibile perché, avendo la possibilità di lavorare in un tempo ristretto, ci si connette con le persone che fanno parte del progetto in un modo molto democratico; tutti sono impe-gnati nella stessa cosa e per lo stesso tempo. L’importante è il momento, la partecipazione condivisa e il pro-dotto finale rispecchia tutto quello che si è vissuto. Per questo ho deciso di partecipare al BZ48H, per vivere un’esperienza altrettanto intensa. Trovo questa iniziativa molto utile. Che tu abbia 18, 25 o 30 anni, ti permette di sperimentare e di creare una rete come è successo al BZ48H. Ci siamo conosciuti, abbiamo lavorato, visto il nostro prodotto e quello de-gli altri al cinema: un’emozione fortissima. La peculiarità del 48 ore è proprio il fatto che c'è un prodotto, ma hai un tempo limitato per realizzarlo e que-sto limite diventa poi una forza. Proprio per questa dimensione è una competizione onesta, è quello che è.

Hai partecipato da sola o avevi un team?

C’è stata una sinergia iniziale con il mio coinquilino Matteo Jamunno, che è anche scrittore, artista e musici-sta. Sul set eravamo io, Eleonora Suri Bovo, Nicole Bettini, Armin Barducci ed Elena Parpinello: un piccolo team con mezzi ridotti, ma con grande sensibilità. E’ stato un lavoro corale.

Hai avuto modo di conoscere meglio Bolzano attraverso il BZ48H?

Avendo vissuto a Bolzano per 6 anni conoscevo la città piuttosto bene e il luogo a noi assegnato (Casanova) era già stata location per un progetto universitario. Sicuramente la cosa più interessante è stata conoscere nuove persone, registi con tanto talento, bolzanini e non. Ho scoperto grazie al 48 ore una comunità di filmmakers che prima ignoravo.

E il titolo del cortometraggio?

Il cortometraggio che abbiamo realizzato nelle 48 ore si intitola “8760”. Proprio Suri, l’attrice, tramite la voce fuori campo, dice la frase che dà il titolo al corto: “Non fotografare ogni cosa, prima guardala, poi ricordala, poi fotografala. Ti lascerò scattare massimo 24 fotografie al giorno e per ognuna voglio una motiva-zione”. 24 per 365 fa proprio 8.760.

SAMIRA MOSCA

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