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Telefonini e salute

“L’elettrosmog è cancerogeno”

Il Ctcu di Bolzano riporta la condanna del Tar del Lazio per tre ministeri. “Devono informare gli utenti sui pericoli delle nuove tecnologie. La Provincia si attivi”.
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I telefonini fanno male alla salute? Sì, o quantomeno tutti coloro che li usano e sono esposti alle onde radio onnipresenti nel mondo contemporaneo devono essere consci dei rischi nei quali incorrono. Al riguardo, il Centro di tutela consumatori e utenti di Bolzano riporta la sentenza del Tar del Lazio che ha condannato tre ministeri, ambiente, istruzione e sanità. Oggetto della decisione dei giudizi, spiega l’associazione, l’obbligo di informare “i consumatori sui rischi di smartphone e cellulari”.

Con la sentenza pronunciata dal Tar del Lazio il 13 novembre 2018, spiega il Ctcu, e pubblicata il 15 gennaio scorso, “si chiude per Angelo Levis ed i colleghi della A.p.p.l.e., Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog, un lungo contenzioso avviato per garantire il rispetto delle norme di legge che sanciscono il dovere delle autorità di informare i consumatori sui pericoli dell’elettrosmog”.

La sentenza del Tar del Lazio dice che per ben 15 anni i ministeri per ambiente, sanità e istruzione hanno osservato il più completo silenzio riguardo ai rischi delle nuove tecnologie, basate sulla trasmissione con onde radio. Ora devono agire entro sei mesi (Ctcu di Bolzano)

“Per ben 15 anni - nota l’associazione - questi ministeri hanno osservato il più completo silenzio riguardo ai rischi delle nuove tecnologie, basate sulla trasmissione con onde radio. Ora sono stati condannati a rispettare gli obblighi imposti dalle normative e realizzare immediatamente campagne informative capillari, entro sei mesi”. 

 

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Lo smartphone, un oggetto divenuto di uso comune. Ma secondo il Ctcu occorre che gli utenti siano opportunamente informati sui rischi connessi alla loro vicinanza. Foto: Pixabay

 

Il Ctcu assieme alla “Rete delle onde civiche” ritengono che per un’informazione corretta sia necessario partire da alcuni argomenti. Primo, le competenze cognitive: “Lavorare o giocare con un mezzo di comunicazione munito di schermo richiede una competenza cognitiva sviluppata – una premessa che la scienza indipendente considera possibile solo a partire dai 13 anni di età. Pretendere a gran voce di dotare la scuola di tablets è del tutto assurdo, oltre che deleterio”.

Per un’informazione corretta è necessario dalla competenza cognitiva per usare tablet e smartphone, che secondo la scienza arriva solo a partire dai 13 anni, e naturalmente dai rischi per l’elettrosmog: che è un agente cancerogeno certo secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro

Segue il cosiddetto elettrosmog, in sostanza l’inquinamento elettromagnetico prodotto da smartphone, smartwatch e da tutti gli altri mezzi di comunicazione mobili che funzionano in radiofrequenza. Il Ctcu ricorda che “questa tecnologia è stata catalogata tra i possibili cancerogeni dall’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) appartenente all’Organizzazione mondiale della sanità.  

“Le ricerche condotte negli ultimi tempi da scienziati indipendenti - prosegue l’associazione - hanno portato a chiedere una riclassificazione di questo rischio, portandolo nella categoria degli agenti cancerogeni certi. L’Ordine dei medici austriaco consiglia di tenere spenti questi apparecchi il più a lungo possibile e accenderli solo in caso di reale necessità. Per valutare correttamente i rischi va tenuto conto non solo delle potenze in gioco: l’associazione altoatesina per la bioedilizia sottolinea ad esempio l’aggressività dei segnali wi-fi - in casa come negli ospedali, nelle scuole e nelle case di riposo”.

Ci si attende che anche gli assessorati locali ad ambiente, istruzione e salute si attivino in collaborazione con le Autorità nazionali per un’informazione adeguata in materia

Il centro conclude rivolgendosi alla Provincia: “Ci si attende che anche gli assessorati locali ad ambiente, istruzione e salute si attivino in collaborazione con le Autorità nazionali per un’informazione adeguata in materia”.

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