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LEGGE OMNIBUS

Gli esercenti funiviari ringraziano

Il presidente Sartori accoglie le norme che riguardano il settore. Gli impianti sono in calo: 370, 60 in meno del 1990. "In Tirolo sono 1.000, 570 a Salisburgo".
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L’Associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige, che insieme gestiscono 370 impianti a fune con 2.000 occupati, si dice soddisfatta per le modifiche in materia di impianti a fune approvata dal consiglio provinciale attraverso la legge “omnibus”. Il testo ha provocato anche discussioni accese con le minoranze consiliari, per alcuni passaggi apportati nel ddl fra cui la norma “Salva-funivia” che per i Verdi si applica all’impianto della val Senales di proprietà di Athesia.

 

Modifiche apprezzate

Il presidente Helmut Sartori accoglie in modo positivo le novità legislative. I punti sottolineati dagli esercenti funiviari sono due. La prima modifica “riguarda un chiarimento normativo che era già stato approvato in forma analoga dal Parlamento nazionale, da altri Stati europei e da numerose Regioni”. “Si tratta – precisa – di un adeguamento soprattutto formale, visto che anche il vecchio testo di legge provinciale faceva intendere chiaramente che l’amministrazione provinciale finora poteva decidere in merito a permessi e non a concessioni in senso stretto”.

 

Sartori, Helmut

Helmut Sartori, presidente dell'Associazione esercenti funiviari dell'Alto Adige, durante l'assemblea generale di giugno

 

L’associazione, sezione provinciale di Anef-Confindustria, inoltre chiarisce che gli aiuti economici per gli impianti a fune in Alto Adige rispettano le linee guida europee. Vengono infatti sostenuti, chiariscono gli esercenti, solo impianti che si trovano in aree che esulano da una situazione di concorrenza internazionale e piccoli impianti, i cosiddetti “impianti di risalita di paese”. “Questa strategia si è rivelata vincente”, afferma il Presidente Sartori. 

Inoltre, gli impiantisti “salutano favorevolmente anche le modifiche apportate all’ordinamento delle piste da sci: in futuro la valutazione in merito a progetti che prevedono la realizzazione di impianti o piste riguarderà non solo aspetti ambientali, ma anche ricadute socio-economiche”. “Da anni puntavamo a questa importante modifica”, sottolinea Sartori.

 

Impianti in calo

Interessanti alcuni dati riportati. Attualmente, riepiloga l’associazione, in Alto Adige esistono 370 funivie e impianti a fune, 60 in meno rispetto al 1990. Ogni anno trasportano 127 milioni di persone (nel 1990 erano 82 milioni). L’età media degli impianti è attorno ai 22 anni. Le imprese funiviarie associate realizzano un fatturato annuo di circa 300 milioni di euro e danno lavoro a 2.000 addetti, di cui 750 con contratto a tempo indeterminato e circa 1.300 stagionali. “In confronto: in Tirolo sono in funzione oltre 1.000 impianti a fune, a Salisburgo 570. In queste aree, così come in Alto Adige, gli impianti di risalita stanno acquisendo un ruolo sempre più importante sia in inverno che in estate”. 

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