Trasporto disabili, Croce bianca
Croce Bianca-Weisses Kreuz
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IL CAPPUCCINO

Croce Bianca mon amour

L'associazione di soccorso svolge un lavoro molto prezioso che vale la pena di sostenere.
Kolumne von
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Giancarlo Riccio06.12.2021
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Sto per iscrivermi, insieme con la mia sposa e alcuni amici carissimi, alla Croce Bianca di Bolzano. E aggiungo subito che queste righe sono ovviamente un invito a fare altrettanto: ma anche, forse soprattutto, a trovare il tempo, poi il modo (e, vedrete, perfino il piacere) di iscriversi a una associazione che si occupa di soccorso e della cura dei malati.

L’elenco delle associazioni è lungo, vi prego però di scegliere e poi iscrivervi. Non dite che ci penserete domani, per favore. Se poi digiterete Croce Bianca sul web si aprirà un mondo di solidarietà, di efficienza sanitaria e di organizzazione per soccorrere, curare (e guarire) i feriti, i malati e i loro familiari. Anche su Salto.bz ricorre in questi giorni uno spazio, con un video, dedicato alla attività della Weisses Kreuz, la Croce Bianca. Sul sito troverete le varie declinazioni per fare offerte o diventare soci o magari tutte e due le cose.

Il motivo di tutto questo? Beh, in dicembre ci possiamo aspettare di fare un bilancio dell’anno quasi esaurito. E poi, tra persone che si vogliono bene è già partita la rincorsa a scambiarsi un regalo. Ebbene, con i soldi di un paio di guanti, di una sciarpa und so weiter è possibile fare una donazione o diventare soci con tre livelli di iscrizione. Magari avanza anche qualcosa per regalare o farsi regalare un libro. Curano anche i libri, si sa. E molto. E magari una sciarpa ci sarà regalata lo stesso. Le ultime volte che ho incontrato i volontari (meranesi, bravissimi come tutti gli altri) della Croce Bianca sono stato soccorso oppure è stata soccorsa la persona che amo di più al mondo e, ne sono sicuro, nell’intero universo finora conosciuto e pure in quello che conoscerò in futuro.

Ci hanno soccorso ragazze, ragazzi, donne e uomini con una preparazione e un addestramento rigorosi e severi. Nei loro occhi ho sempre letto la volontà di soccorrerci bene e in fretta. Senza rinunciare però a una stretta di mano e neanche alla carezza discreta e sfuggente. Si chiama volontariato e da noi è una ricchezza non solo in campo strettamente sanitario. Ma in questi tempi dispari nei quali siamo costretti a riconoscere la buona sanità ma anche chi la ostacola e la rinnega facendo pagare un prezzo altissimo a ciascuno di noi, probabilmente il volontariato di chi ci soccorre e ci presta le prime cure (spesso decisive per sopravvivere) è un punto di riferimento.

Un riferimento come, ovviamente, anche medici, paramedici, impiegati che lavorano nelle strutture sanitarie pubbliche e private, quasi tutte degne di rispetto e di attenzione. Ma per raggiungere queste strutture occorrono una ambulanza, una motoslitta, un canotto, un elicottero oppure un aereo. E molti di questi mezzi hanno una grande croce bianca sulle fiancate. Coloro che sono a bordo non vi diranno mai di essere “i migliori”. Perché i migliori – nel senso di una becera classifica - non esistono. Esistono, però, moltissimi che sono bravi. Quelli della Croce Bianca sono tra loro.

 

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