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Trasporto pubblico

Metà Sasa a emissioni zero

L’altra metà ibrida. Ecco l’obiettivo entro il 2026: 75 autobus sui 175 totali saranno elettrici o a idrogeno. Tutti i numeri della società tra Bolzano, Merano e Laives.
Von
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Stefano Voltolini08.02.2020
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Kommentare

Bild des Benutzers Peter Gasser
Peter Gasser 09.02.2020, 08:49

Es werden also nach 2020 auch 2021 und 2025 bis 2030 immer weiter Dieselbusse gekauft, wobei es sich bisher um Mild-Hybride handelt, was wohl so bleiben wird?
Man redet von dem einen, und tut das andere.
(Bei den sogenannten Hybridbussen wird der Elektromotor durch den Dieselmotor angetrieben: man darf sich durch das Wort „Hybrid“, das lediglich 2 unterschiedliche Antriebsarten beschreibt, nicht blenden lassen: beide Motoren werden durch Dieseltreibstoff angetrieben).

Bild des Benutzers Michele De Luca
Michele De Luca 13.02.2020, 10:17

Tutto, per ora, solo sulla carta come ho spiegato qui: https://www.salto.bz/it/article/13022020/flotta-sasa-i-numeri-che-non-to...
Sui bus ibridi si continua a spacciarli come grande innovazione, sono invece una "sola" bella e buona come ho scritto tante volte e come ha ribadito Peter Gasser. Ma se in Consiglio Comunale (salvo un'eccezione) se ne stanno zitti... e non sarà tanto differente prossimamente nei Consigli di Laives e Merano.

Bild des Benutzers Massimiliano Rausa
Massimiliano Rausa 14.02.2020, 22:22

Il paradosso è che negli ultimi cinque anni i Verdi hanno fatto parte della maggioranza sia a Bolzano che a Merano. Ci sarebbe stata la possibilità di fare un serio approfondimento in merito alle Sue annose "esternazioni". Ma è evidente che è un tema che non tira. Mah!
Possibile che non ci sia una forza politica, di maggioranza o di opposizione, che ritenga di chiedere chiarezza, per esempio sulla effettiva ecologicità dei bus finto-ibridi a gasolio?

Bild des Benutzers Michele De Luca
Michele De Luca 15.02.2020, 18:00

Ovvio che la questione è "spinosa", alla fine questa è una sconfitta della politica che, di fatto, "ha lasciato fare" e "continua a lasciar fare". Da una parte non si vuole mettere in discussione quanto fatto da Sasa perché altrimenti si finirebbe con il criticare coloro che gli stessi consigli comunali hanno spedito in Sasa (e che sono anche pagati per questo...), dall'altra la realtà è che prevale l'ignoranza sul tema e/o la voglia pari a zero di voler approfondire tematiche un pochino tecniche (e qui parliamo di un tema specifico... e la cosa potrebbe estendersi a molto, molto, molto altro...) .
D'altronde basta vedere su cosa si dibatte e ci si scontra in Consiglio Comunale, come recentemente a Bolzano. Ero in Consiglio Comunale alla relazione Sasa e lo spettacolo era a dir poco triste. Quasi tutti annoiati, affaccendati sul proprio smartphone o tablet, ma magari seguivano con la coda dell'occhio e dell'orecchio per cui non azzardo un giudizio definitivo. Ma un giudizio lo do su come è stata trattata la materia dal 2008 in poi: da perfetti ignoranti della materia, si sono sempre "bevute" le relazioni di Sasa (quindi della Provincia) in modo quasi del tutto acritico. Qualcuno avrà pur letto qualche mio intervento, ma solo pochi hanno chiesto informazioni ricevendo spesso risposte reticenti o "mezze verità".
Mi chiedo, ad esempio, dove era la politica cittadina di Bolzano, ma anche di Laives e di Merano, quando ci sono stati i clamorosi buchi quinquennali nel rinnovo della flotta, quando si sono spesi una valangata di soldi per pochi bus a idrogeno ed elettrici invece di puntare in via prioritaria al rinnovo della flotta, quando si è deciso di abbandonare il metano a favore del diesel nonostante quanto prevede il Piano Clima... un disastro a tutto tondo.
Eppure c'era un presidente (che in 10 anni ha intascato, su per giù, circa 300mila Euro di indennità... ma che ha anche detto una serie di corbellerie incredibili per giustificare le scelte pro diesel) e un CdA di nomina comunale di Sasa. Insomma, sulle partecipate mi sembra che ci sia una sorta di "delega in bianco". È solo un'assegnazione di poltrone, fate quello che volete, che tanto poi "approviamo tutto come notai". Lo si è visto, per l'ennesima volta, il 6 febbraio.
Questa è la realtà politica bolzanina, da "mani nei capelli", almeno per questo settore su cui scrivo da anni (e non sono mai stato smentito, per la cronaca).
D'altronde basta vedere l'interesse dei media per il tema: se siamo quasi vicino allo zero, poco ci manca.

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