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Bollette più alte per salvare Alitalia?

Polemica sull’ipotesi aumento luce e gas per rilanciare la compagnia aerea. Andreaus (CTCU): “In Alto Adige le tariffe elettriche sono già fra le più care d’Europa”.
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C’è già chi la definisce il gioco delle tre carte dell’esecutivo sostenuto da Lega e Movimento 5 stelle, si tratta della norma prevista nel decreto Crescita a sostegno di Alitalia che punta a usare gli oneri generali delle bollette di luce e gas. Gli articoli 37 e 50 del provvedimento prevedono, infatti, la possibilità di utilizzare 650 milioni di euro presenti sui conti della CSEA (Cassa per i servizi energetici ed ambientali) per la copertura finanziaria della misura in favore della continuità del servizio della compagnia aerea.

L’Arera, l’Autorità per l’Energia al Governo e al Parlamento ha già detto chiaramente che bisognerebbe “evitare il ricorso a misure che dispongano il trasferimento diretto al Bilancio dello Stato di risorse provenienti dalla tariffa elettrica e gas, al fine di evitare ripercussioni negative su famiglie e imprese”. L’Autorità ha anche chiesto al governo di cambiare il testo degli articoli 37 e 50, approvando una modifica che sancisca il carattere di “una tantum” del prelievo “con riferimento esclusivo all'anno 2019” e “introducendo un termine di restituzione delle somme disponibili”. 

 

Va peggio all’Alto Adige

 

L’allarme viene lanciato anche nella provincia di Bolzano dove le tariffe elettriche sono già fra le più care d’Europa, “le famiglie spendono ancora di più in relazione alla maggior energia consumata rispetto ad altre parti del Paese e quindi, alla fine, la misura paventata potrebbe portare ad esborsi ancora maggior per i consumatori e le famiglie altoatesine - avverte Walther Andreaus, direttore del CTCU, che poi, senza troppi giri di parole, aggiunge: “La cosa va evitata assolutamente. Diciamo no alla misura messa in atto dal governo: il denaro per salvare la disastrata compagnia aerea lo si trovi casomai altrove, ma non con i soldi degli utenti”.

 

La stangata

 

Agli italiani i continui salvataggi dell'ex compagnia di bandiera Alitalia sono costati oltre 8 miliardi di euro negli ultimi 10 anni. Ora la ventilata ipotesi di prelevare altri 650 milioni di euro dalle bollette elettriche per garantire la continuità industriale della compagnia aerea sta creando un vespaio di polemiche. Come detto il denaro arriverebbe dal fondo istituito presso la CSEA con lo scopo di evitare ripercussioni a famiglie e imprese nel caso di forti aumenti delle tariffe elettriche e del gas. “Una sorta di tesoretto, al quale contribuiscono quotidianamente i consumatori pagando una piccola cifra in bolletta - spiega Andreaus -. Un tesoretto che poi viene restituito periodicamente ai clienti in quei trimestri in cui il prezzo dell’elettricità o del metano sale in modo considerevole”. Come scrive l'autorità Arera, i soldi messi da parte servono, in buona sostanza, “alla mitigazione degli effetti per i clienti finali, in caso di forti oscillazioni dei costi di generazione o di approvvigionamento dell'energia”. 

 

Walther Andreaus
Bocciatura su tutta la linea. Andreaus (CTCU): "Diciamo no alla misura messa in atto dal governo: il denaro per salvare la disastrata compagnia aerea lo si trovi casomai altrove, ma non con i soldi degli utenti"

 

Se si decidesse di togliere 650 milioni di euro dal fondo in questione diventerebbe concreto il rischio che lo stesso non sia poi sufficiente per “mitigare” il sempre possibile rincaro dei prezzi di energia elettrica e gas, argomenta il direttore dell’associazione dei consumatori. Il che comporterebbe quindi, come logica conseguenza, un aumento delle tariffe in bolletta per i consumatori finali. Il decreto Crescita pare inoltre prevedere che il trasferimento dei 650 milioni avvenga per tutto il periodo necessario per il rilancio di Alitalia. In pratica, potrebbe riproporsi anche nei prossimi anni. “Semplicemente vergognoso”, commenta Andreaus che fa infine appello ai parlamentari eletti in Trentino Alto Adige perché si attivino, in sede di conversione del decreto, al fine di modificare la norma.

 

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Kommentare

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Peter Gasser 08.06.2019, 10:18

... also soll der einfache Bürger über seine Strom- und Gasrechnung (elementare Bedürfnisse) das Mißmanagement bei Alitalia und das Verbrennen von Kerosin subventionieren.
Na Prost SALVIni. Da tun sich ja Abgründe auf...

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Martin Daniel 08.06.2019, 16:40

Das wäre nur ein weiteres, skandalöses Zuschießen von Steuergeldern im Zusammenhang mit Alitalia. Eine never ending story von Missmanagement, politischer Einflussnahme mit populistischer Ausschlachtung der 'compagnia di bandiera' und - tja, leider auch! - gewerkschaftlicher Verteidigung unhaltbarer Privilegien. Oft ist zurecht die Rede vom Versagen des freien Marktes, Alitalia ist hingegen das Exempel für die katastrophalen Ergebnisse eines korporativistischen und konsoziativen Scheinkapitalismus, man wäre fast geneigt zu sagen, venezuelanisch-argentinischer Prägung.

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Hans Hanser 09.06.2019, 19:42

Die Darstellung, dass die Kosten für elektrische Energie in Südtirol höher seien als anderswo, v.a. auf Familien bezogen, ist schlicht und einfach falsch.
Italien hat, wie andere Länder Europas auch, Einheitstarife geschaffen, wonach in Bozen dieselben Tarife angewandt werden müssen wie in Neapel oder sonstwo.
Auch in diesem Bereich sollte Salto eine differenzierte Recherche starten bevor einfach nur Statements von der lokalen Verbraucherzentrale kopiert werden. Im Übrigen war das diejenige, die vor Jahren ein Projekt starten wollten, Energie für Haushalte günstig einzukaufen - und kläglich gescheitert ist.

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