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Seminario

“Con l’attestato Elite crescono le Pmi”

Il docente Maurizio Murgia presenta il seminario del 29 novembre sulla certificazione finanziaria per le piccole imprese. “Una spinta agli investimenti sul territorio”.
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salto.bz: Maurizio Murgia, professore di finanza alla Libera università di Bolzano, giovedì 29 novembre nell’aula D 1.01 si terrà il seminario sulla “Raccolta di capitale e quotazione in borsa per le piccole e medie imprese”. Da quale esigenza nasce l’approfondimento?

Maurizio Murgia: il seminario è un’iniziativa a supporto delle Pmi locali che ha origine da una constatazione. Mi sono accorto che in Alto Adige solo Alperia ha effettuato la procedura di certificazione Elite, e ovviamente aziende quotate in borsa non ce ne sono in provincia.

 

La certificazione è un passo preliminare per la quotazione in borsa?

Può portare anche a quello, ma Elite ha un altro obiettivo. Per come la definiamo noi economisti finanziari, la sua finalità è proprio quella della certificazione. Lo scopo fondamentale è mettere in condizioni le imprese che hanno maggiori problemi a trasmettere informazioni agli intermediari, alle banche, alle istituzioni, ovvero a spiegare quello che è il loro business, la loro qualità, a farsi certificare da enti esterni in modo da facilitare la raccolta di capitale. Ecco perché il seminario si concentra su raccolta di capitale e quotazione in borsa. Elite serve per facilitare la raccolta di capitale sia azionario che di debito. Può essere utilizzata anche da un’impresa che voglia fare un’emissione di mini-bond oppure arrivare a un aumento di capitale o addirittura considerare in seguito la quotazione in borsa. Elite è un meccanismo che facilita la trasparenza.

 

In Alto Adige lo strumento è poco conosciuto e applicato?

Appunto per il fatto che in provincia di Bolzano non ci sono imprese certificate, una cosa che a me è sembrata strana, abbiamo pensato di aumentare la conoscenza dell’argomento. Portando anche l’esperienza di realtà non lontane da questo territorio e che l’hanno adottata. L’intento è spiegare agli imprenditori locali, ma anche a commercialisti, consulenti, avvocati, studenti in che cosa consiste e quali sono i vantaggi, gli impegni, i costi di Elite.

 

Il seminario è quindi aperto a tutti?

Sì, ovviamente il target principale sono le imprese, ma anche come dicevo i consulenti, gli avvocati, i commercialisti e ci saranno naturalmente i nostri studenti. E poi le istituzioni e le banche, perché è anche un fatto di contesto istituzionale e economico. Tutto parte dal fatto che prima dell’estate ho scoperto questa cosa che mi ha molto stupito, sulla presenza di un’unica realtà certificata in provincia. Ne ho parlato per altri motivi con persone di Borsa italiana e da lì è nata l’idea del seminario.

 

Perché le imprese dovrebbero effettuare il percorso di Elite?

Per certi versi è come per la certificazione di bilancio. Se lei si presenta a un intermediario con l’attestato di Elite, lui sa che lei ha passato una serie di filtri, di screening, che stabiliscono che lei ha determinate caratteristiche, un’organizzazione, un sistema contabile, una serie di aspetti che la mettono in grado di focalizzarsi sugli aspetti strategici e meno sugli aspetti routinari già affrontati durante il processo. Perché per svolgere con successo la procedura di Elite ci si deve sottoporre in pratica a una due diligence: vuol dire che ci sono degli analisti che chiedono il materiale e lo analizzano.

 

L’attestazione facilita la ricerca di capitale?

Ovviamente. Se io decido di diventare azionista di un’impresa, di comprare mettiamo il caso lo 0,05% del capitale di un’azienda, voglio prima essere informato. Pensiamo ai business angel che ci sono in Alto Adige, a un investitore come Harald Oberrauch di cui ho seguito da poco il seminario:  se uno come lui trovasse un’azienda in Alto Adige che ha già la certificazione sarebbe un’altra cosa, invece che fare in via preventiva tutta una serie di analisi e indagini.

 

È quindi una spinta agli investimenti nelle aziende locali?

Sì. Pensiamo a un investitore, che invece che comprare titoli di Stato, con quello che sta succedendo in questo campo, intenda guardare altrove. Oppure a uno che voglia investire nel capitale azionario di un’impresa perché è della sua zona e la conosce. È risaputo che molto spesso le aziende locali vedono nel gruppo degli azionisti anche delle persone che possono essere amici o conoscenti del territorio, persone che vedendo da vicino il business decidono di metterci qualcosa come 10.000, 20.000 euro. Il ragionamento vale soprattutto per le Pmi: per loro è stato pensato il seminario. L’iniziativa è quindi utile per far crescere le piccole e medie realtà altoatesine, perché un’azienda grande di queste cose ha meno bisogno.

 

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