Protesta Pillon
upi
Advertisement
Advertisement
La protesta

Merano contro Pillon

Ddl sull'affido condiviso, i consiglieri comunali Schir, Duschek e Augscheller si uniscono al coro di critiche e chiedono al sindaco Rösch di agire.
Advertisement
Salto Plus

Liebe/r Leser/in,

dieser Artikel befindet sich im salto.archiv!

Abonniere salto.bz und erhalte den vollen Zugang auf etablierten kritischen Journalismus.

Wir arbeiten hart für eine informierte Gesellschaft und müssen diese Leistung finanziell stemmen. Unsere redaktionellen Inhalte wollen wir noch mehr wertschätzen und führen einen neuen Salto-Standard ein.

Redaktionelle Artikel wandern einen Monat nach Veröffentlichung ins salto.archiv. Seit 1.1.2019 ist das Archiv nur mehr unseren Abonnenten zugänglich.

Wir hoffen auf dein Verständnis
Salto.bz

Abo holen

Bereits abonniert? Einfach einloggen!

Advertisement
Advertisement

Kommentar schreiben

Kommentare

Bild des Benutzers Francesco Cocca
Francesco Cocca 11.02.2019, 10:59

In relazione al contenuto dell'articolo in oggetto, desidero evidenziare la posizione dell'associazione nazionale Crescere Insieme, che rappresento dal 2008 in Alto Adige. Il ddl 735 ha il merito di aver sollevato un problema reale: la disapplicazione della legge 54/2006. Tale legge, lo rammento, prevede che il rapporto con i genitori debba essere equilibrato e continuativo, che entrambi i genitori si debbano prendere concretamente cura dei figli e che il mantenimento di regola sia diretto. Non certo diritto di visita, assegno e collocazione prevalente. La magistratura, invece, con il prevalente gradimento dell'avvocatura, si è inventata una prassi deviata, fedele al vecchio modello monogenitoriale, costringendo il Parlamento a cercare nuovi interventi riparativi, sui quali tuttavia la politica era disponibile all'accordo. Il diritto alla bigenitorialita' è dei figli e non è alienabile. Con il ddl del Sen. Pillon, la sorte dei diritti dei figli è rimessa agli umori e alla disponibilità dei genitori o del giudice. Lo si vede bene anche nell'aver conservato le forti limitazioni al loro ascolto introdotte dal decreto filiazione nonché nell'assurda limitazione a 25 anni degli obblighi di mantenimento dei figli. Il ddl 735, però, non va ritirato ma riscritto, per non accantonare problemi che esistono. Faccio presente, inoltre, che è falso che la mediazione sia obbligatoria. Lo è solo un primo incontro informativo. È falso che la mediazione esponga la donna a incontrarsi con un partner violento. Il primo incontro, l'unico obbligatorio, può essere individuale. È falso che in questo modo si perdano inevitabilmente dei mesi. Si continua il percorso solo se lo si vuole, solo se produttivo, altrimenti lo si chiude. È falso che se il mantenimento è diretto la donna si impoverisce. Come dire che le madri spendono per sé il denaro destinato ai bisogni dei figli. Grazie per l'attenzione, cordiali saluti. Cocca dott. Francesco Paolo - Referente provinciale associazione Crescere Insieme

Bild des Benutzers Michael Bockhorni
Michael Bockhorni 13.02.2019, 11:41

In dieser hitzigen Debatte fehlt es an kühlem Kopf und sachlicher Debatte. Das Scheidungsrecht samt Rechtspraxis in Italien ist längst reformbedürftig, wie die Verurteilungen durch den EuGH belegen. Weiters sind alle Mitgliedsländer des Europarates aufgerufen ihre Gesetzgebung an die Resolution vom 2079 vom 2.10.2015 anzupassen. Mehr dazu unter https://www.salto.bz/de/article/13022019/scheidung-auf-europaeischem-niveau

Advertisement
Advertisement
Advertisement