Ribalta
Marzia Rizzo
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Salto Alfternoon

Il Teatro la Ribalta ha vinto l'Ubu 2018

Il Teatro della Ribalta - Kunst der Vielfalt ha vinto il premio speciale UBU 2018 (I David del teatro) per la creatività, la qualità artistica e l'impegno politico.
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La compagnia teatrale Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt ha vinto due giorni fa il Premio Ubu Speciale 2018. La cerimonia di premiazione è avvenuta al Piccolo Teatro di Milano, trasmessa anche in diretta radio su Radio 3 Suite. Il Premio Ubu è considerato da molti come l'equivalente dei David di Donatello per il cinema, ovvero il premio nazionale più rilevante in assoluto. Istituito nel 1977 dal critico teatrale Franco Quadri, il nome del premio proviene dal titolo dello spettacolo Ubu Re del drammaturgo francese Alfred Jarry.

L'edizione 2018 ha visto il direttore artistico milanese Antonio Viganò - insieme agli altri membri della compagnia - alzare la coppa del premio speciale. "Un Premio che vogliamo condividere con chi, cinque anni fa, ha creduto a questa scommessa, a questa concreta utopia. Non era facile immaginare che in poco tempo questa “utopia” diventasse così concreta da potersi misurare, alla pari, con tutto il panorama culturale e teatrale Italiano", recita il comunicato stampa della compagnia.

 

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Al centro Antonio Viganò/ Foto: Marzia Rizzo.

La compagnia ha vinto “per l’alta qualità della ricerca artistica, creativa e politica in ambiti spesso marginali e con attenzione capillare alla diversità" - queste le motivazioni e i criteri che hanno portato alla vittoria Viganò e la compagnia. E infatti sono questi i punti chiave per capire quale sia l'importanza e l'azione politico-culturale della compagnia teatrale, che da anni ormai si occupa di inclusione unita alla bellezza artistica.

Da sei anni, infatti, la Ribalta gestisce l'Accademia Arte della Diversità, un laboratorio sperimentale di arte, lavoro e relazione con attori "di-versi", come recita la descrizione del progetto stesso. Mentre è dal 2015 che gestisce lo spazio T.RAUM: un luogo, una sede, una sala prove, uno spazio per progetti e per attori, "un luogo per delle residenze teatrali, un luogo per incontri e dibattiti, un luogo per laboratori artistici e un luogo dove i nostri artisti svantaggiati si professionalizzano".

 

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Foto: Marzia Rizzo.

Sui propri attori, la compagnia invece dice: "Per loro il teatro è una necessità, un ago per cucire relazioni, un atto politico, un luogo per il loro personale riscatto sociale, un luogo della comunità sia italiana che tedesca, un luogo dove si esplorano lingue e le varie forme del teatro. Rifiuta l’etichetta di "teatro sociale" perché tutto il teatro è tragicamente "sociale" perché si nutre dalla società, che è la sua culla e la sua prigione".

Impronte dell'anima, Minotauro, Il suono della caduta, fino all'ultima opera lirica teatrale Otello Circus, gli spettacoli del Teatro la Ribalta sono riusciti a farsi conoscere in tutto il paese, contando nel 2017 oltre 60 recite, e anche all'estero: ci sono state non poche tournée, anche internazionali e ovviamente l'attività della compagnia ormai non potrà che continuare, verso la bellezza, dentro al teatro.

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