Silvio Berlusconi
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Politica e mescalina

Berlusconi Presidente? Non scherziamo

La tesi psichedelica della candidatura dell'uomo di Arcore alla presidenza della Repubblica apre le porte della percezione anche a M5S e PD. Un riassunto di "carriera".
Kolumne von
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Gianluca Battistel10.01.2022
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Quando a gennaio di due anni fa, Silvio Berlusconi lanciò la propria candidatura alle elezioni europee del 26 maggio 2019, provai a riassumere per salto.bz la sua brillante carriera giudiziaria. Poiché la destra di questo sciagurato paese lo ha proposto come futuro capo dello Stato senza nemmeno scoppiare in una risata fragorosa, mi permetto di riproporne le tappe salienti.

Nel 1990, Berlusconi viene condannato dalla Corte d’Appello di Venezia per aver giurato il falso a proposito della sua iscrizione alla loggia massonica P2, ma il reato è estinto dall’amnistia del 1989.

Nel 1998 viene condannato in primo grado a 2 anni e 9 mesi per aver pagato tangenti alla Guardia di Finanza al fine di ammorbidire i controlli fiscali sulle sue società, in appello gli vengono concesse le attenuanti generiche facendo così scattare la prescrizione (va ricordato che l’Italia è l’unico paese occidentale oltre alla Grecia dove la prescrizione non decade una volta iniziato il dibattimento in tribunale).

Sempre nel 1998 viene condannato in primo grado a due anni e 4 mesi per aver versato 22 miliardi di lire a Bettino Craxi attraverso la società estera della Fininvest All Iberian, condanna prescritta in appello.

Poiché nel 2003, durante il secondo governo Berlusconi, il Parlamento depenalizza il falso in bilancio, il processo termina con l’assoluzione perché il fatto non costituisce più reato

Nel 2001 un secondo troncone del processo All Iberian lo vede imputato di falso in bilancio, per cui tra il 1989 e il 1996 sarebbero transitati nella società estera (che si avvale di un sistema occulto di almeno 64 società offshore) all’incirca 775 milioni di euro per finanziare operazioni illecite come la corruzione di magistrati e il finanziamento illecito ai partiti. Ma poiché nel 2003, durante il secondo governo Berlusconi, il Parlamento depenalizza il falso in bilancio, il processo termina con l’assoluzione perché il fatto non costituisce più reato.

Poi c’è il Lodo Mondadori. Nella lunga e complessa vicenda processuale scaturita dalla lotta tra il gruppo CIR-De Benedetti e Fininvest-Berlusconi per il controllo della Mondadori, nel 1990 un lodo arbitrale riconosce a De Benedetti la proprietà della casa editrice. La sentenza di appello riconsegna Mondadori a Fininvest, ma nel 1995 la magistratura di Milano accusa l’avvocato e braccio destro di Berlusconi Cesare Previti di aver comprato quella sentenza. Secondo gli inquirenti, nel 1991 All Iberian versa 2.732.868 dollari su un conto estero di Previti che giustifica il versamento come compenso per semplici servizi e prestazioni professionali. Pochi mesi dopo, attraverso l’intermediazione di un altro avvocato Fininvest Attilio Pacifico, 400 milioni di lire vengono consegnati in contanti al giudice Vittorio Metta, che guarda caso è membro della sezione civile della Corte di Appello di Roma che emette la sentenza sul Lodo Mondadori favorevole a Fininvest e che successivamente si dimette dalla magistratura per iniziare una collaborazione come avvocato proprio con lo Studio Previti. La sentenza definitiva della Cassazione condanna Cesare Previti e Attilio Pacifico a 1 anno e 6 mesi e l’ex giudice Vittorio Metta a 2 anni e 9 mesi (per chi non lo ricordasse, Previti nel 1994 viene proposto da Berlusconi come Ministro di Grazia e Giustizia, proposta respinta al mittente dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro). E Berlusconi? La sentenza di appello gli riconosce le attenuanti generiche e poiché i fatti risalgono al 1991, il reato viene prescritto. Tuttavia nel 2013, al termine della causa civile connessa, la Cassazione condanna il gruppo Fininvest a risarcire il gruppo CIR per una somma di 494 milioni di euro.

Il processo a Berlusconi, invece, viene prima fermato in seguito all’approvazione nel 2008 del Lodo Alfano, che sospende i processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato, per poi proseguire nel 2009 dopo che la Corte Costituzionale dichiara il Lodo Alfano incostituzionale.

Poi c’è il caso Mills. David Mills, un consulente per la finanza estera inglese della Fininvest, finisce a processo con l’accusa di aver ricevuto 600.000 dollari per testimoniare il falso nei processi sulle responsabilità di Berlusconi riguardanti le attività finanziarie estere del suo gruppo, lo stesso Berlusconi viene processato per corruzione in atti giudiziari. Mills viene condannato in primo e secondo grado ma nel 2010 la Cassazione dichiara prescritto il reato. Il processo a Berlusconi, invece, viene prima fermato in seguito all’approvazione nel 2008 del Lodo Alfano, che sospende i processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato, per poi proseguire nel 2009 dopo che la Corte Costituzionale dichiara il Lodo Alfano incostituzionale. Tuttavia, nel 2005 il Parlamento a maggioranza berlusconiana ha casualmente approvato la legge ex Cirielli che riduce da 15 a 10 anni i termini di prescrizione per il reato di corruzione in atti giudiziari. E così nel 2012 anche questo processo finisce prescritto.

Dell'utri, Berlusconi
Marcello Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi e co-fondatore di Forza Italia: Gli stretti rapporti di Dell’Utri con Cosa Nostra vengono accertati dalla Procura di Palermo e confermati nel 2014 dalla condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

 

Poi c’è il caso Dell’Utri. Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi fin dal 1974, nel 1982 diventa amministratore e successivamente presidente di Publitalia (la società di raccolta pubblicitaria della Fininvest) e nel 1984 amministratore delegato della stessa Fininvest. Nel 1974 Dell’Utri fa assumere Vittorio Mangano, mafioso pluriomicida che ai tempi è già oggetto di numerosi procedimenti penali per truffa aggravata, lesioni volontarie e tentata estorsione, presso la Villa San Martino ad Arcore di Berlusconi (Paolo Borsellino, due mesi prima di morire, definisce Mangano “testa di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord Italia”). Gli stretti rapporti di Dell’Utri con Cosa Nostra vengono accertati dalla Procura di Palermo e confermati nel 2014 dalla condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado si legge che Dell’Utri “ha intrattenuto a partire dalla metà degli anni Settanta sino alla fine degli anni Novanta rapporti diretti e personali con esponenti di spicco di Cosa Nostra [la Cassazione retrodata la cessazione di questi rapporti al 1992] e ha altresì svolto, nello stesso periodo, un’intensa e costante attività di mediazione tra questi e Silvio Berlusconi, attività di mediazione volta […] a sostenerne l’attività imprenditoriale e politica, in cambio di cospicue somme di denaro, che lo stesso Dell’Utri provvedeva a versare nelle casse di Cosa Nostra, così contribuendo a consolidare il potere del sodalizio criminale.” Va ricordato che nel 1993 Dell’Utri fonda Forza Italia insieme a Berlusconi, che nel 1996 viene eletto deputato, nel 1999 parlamentare europeo e nel 2001 senatore della Repubblica.

Poi c’è il caso Ruby. Karima El Marhroug detta Ruby, prostituta minorenne marocchina con assidue frequentazioni delle famose cene eleganti di Berlusconi, nel 2010 viene arrestata a Milano per il furto di 3.000 euro. Priva di documenti, viene portata in questura dove si accerta la sua minore età. Il magistrato di turno dispone quindi l’affidamento a un centro di accoglienza per minorenni, al che Berlusconi, che in quel momento si trova a Parigi, telefona personalmente al capo della Polizia per chiederne la liberazione con la motivazione che si tratterebbe della nipote di Mubarak, il Presidente egiziano. E siccome è convinto in buona fede che si tratti della nipote di Mubarak, a prenderla in questura Berlusconi manda la consigliera della Regione Lombardia Nicole Minetti, altra assidua frequentatrice delle note cene eleganti, che la riporta immediatamente a casa di una prostituta brasiliana con cui Ruby convive. Berlusconi finisce a processo sia per favoreggiamento della prostituzione minorile che per abuso d’ufficio. E viene assolto perché secondo i giudici non è ravvisabile una condotta costrittiva nei confronti del capo della Polizia e perché Berlusconi non sarebbe stato a conoscenza dell’età minore della ragazza. Ma poiché secondo la Procura di Milano Berlusconi avrebbe versato circa 10 milioni di euro tra bonifici, assegni circolari, rate di affitto, spese mediche e pagamenti in contanti ad almeno 13 ragazze che frequentavano le cene di Arcore per comprare il loro silenzio, l’incorreggibile filantropo viene nuovamente inquisito per corruzione in atti giudiziari. Il processo è ancora in corso.

Infine, nel 2013 la condanna definitiva a 4 anni (di cui 3 condonati dall’indulto) per frode fiscale legata alla compravendita di diritti televisivi, inchiesta nata da un filone del processo All Iberian. La legge Severino lo rende incandidabile per 6 anni. Ovvero, fino al 2019.

Che la destra proponga il suo nome come supremo garante della Costituzione non fa che rivelarne plasticamente lo spessore morale prima ancora che politico

Fin qui la ricostruzione. Che la destra proponga il suo nome come supremo garante della Costituzione non fa che rivelarne plasticamente lo spessore morale prima ancora che politico, e non ce ne sorprendiamo. Tuttavia, sentite qui cosa dichiarano a questo proposito i leader di PD e M5S (Matteo Renzi non si è espresso, probabilmente sopraffatto dalla commozione).

Enrico Letta, 14 dicembre 2021: “Il ruolo del presidente della Repubblica è unico, così lo hanno disegnato i costituenti. Rappresenta un arbitro, un motore, un garante che dà voce a tutti i cittadini. Da qui si capisce la delicatezza del profilo che deve avere il capo dello Stato e rivedendo i 12 presidenti viene fuori che non c’è mai stato nessun leader o capo politico. E non è un caso. Richiede una figura di spiccata sensibilità delle istituzioni.

Giuseppe Conte, 7 dicembre 2021: “C’è rispetto nei confronti di una figura che ha avuto un ruolo importante nel Paese. Ha fatto anche molte cose buone, ha interpretato la voglia di rinnovamento di una parte del Paese che si è identificata con lui. Ma complice anche un conflitto di interessi di cui è stato latore ci sono dei passaggi che non sono nel dna del Movimento 5 Stelle.

Insomma, avesse lasciato Forza Italia per tempo e si fosse liberato di Fininvest, Letta e Conte non avrebbero avuto riserve. Se vincendo le prossime elezioni parlamentari la destra proporrà Erode al Ministero dell’Infanzia, potrà contare su un’opposizione leale e costruttiva.

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Kommentare

Bild des Benutzers Federico Boffi
Federico Boffi 10.01.2022, 22:49

La candidatura di Berlusconi non è nemmeno commentabile, voglio continuare ad illudermi che sia una boutade dei partiti. Ma purtroppo averlo al Quirinale è una realtà ahimè verosimile...

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alfred frei 11.01.2022, 11:31

Berlusconi, imbarazzo a Bruxelles - al vertice disegna mutande da donna dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI > Repubblica > 12.12.2009
Silvio Berlusconi ne avrebbe combinata un'altra delle sue, una nuova gaffe internazionale in grado di suscitare ilarità o indignazione, a seconda dei punti di vista, da parte dei leader mondiali. Il primo ministro italiano, secondo quanto rivela il Mail on Sunday, ha scarabocchiato disegnini di "mutande femminili nel corso della storia" durante un recente vertice di capi di governo dell'Unione Europa a Bruxelles e poi ha passato i suoi bozzetti agli altri premier affinché potessero apprezzarli. I leader della Ue stavano discutendo le questioni relative al cambiamento climatico in vista del summit di Copenhagen, in particolare la possibilità di dare maggiori aiuti in denaro alle nazioni povere del Terzo Mondo per combattere gli effetti del surriscaldamento globale, quando hanno notato che Berlusconi era intento a vergare qualcosa con impegno su dei fogli di carta. In un primo momento, scrive il giornale domenicale britannico, pensavano che facesse dei calcoli per dare il suo contributo al dibattito sulla complessa trattativa. Ma poi si sono resi conto che il premier italiano stava invece disegnando mutandine femminili.Una fonte avrebbe detto al Mail che i disegnini, fatti passare di mano in mano agli altri leader presenti, includevano biancheria intima femminile usata da "donne egiziane, mutandoni dell'era vittoriana britannica, slip di seta di stile francese, tanga e g-string", sotto il titolo "Mutandine da donna attraverso i secoli" e poi ha messo in giro i suoi disegnini di mutandine femminili.Tra i leader che partecipavano alla discussione, svoltasi venerdì a Bruxelles, afferma il Mail on Sunday, c'erano il premier britannico Gordon Brown, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il premier irlandese Brian Cowen e la baronessa Cathy Ashton, nuovo ministro degli Esteri della Ue. L'articolo sul sito del giornale conservatore britannico ha provocato decine di commenti da parte dei lettori. "E' ora di constringerlo a fargli fare delle docce fredde", commenta uno. "Ci vuole un italiano per ravvivare gli incontri della Ue", scrive un altro. "Poveri italiani, che leader imbarazzante" è ancora un dei commenti pervenuti al Mail.

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