Enrico Letta
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Il caso

Quello pseudo-veto su Letta

Ipotesi candidatura dell’ex premier alla guida del Consiglio Ue. Di Maio: “Bizzarra fantasia”. Contrario anche Renzi. Il segretario locale Pd Huber: “Vicepremier miope”.
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Spunta il nome di Enrico Letta alla guida del Consiglio europeo - ipotesi subito respinta dal governo - e nel Pd ritorna il tifo settario.
I fatti: secondo quanto rivelato nei giorni scorsi dal quotidiano La Repubblica Francia e Germania gradirebbero l’ex Primo ministro come candidato alla presidenza del Consiglio Ue, una prospettiva che permetterebbe all’Italia di mantenere un posto apicale all’interno delle istituzioni comunitarie data la scadenza dei tre ruoli chiave ricoperti da Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo; Federica Mogherini, Alto rappresentante agli Affari Esteri europei, e Mario Draghi, numero uno della Banca centrale europea. 

La levata di scudi, nel pieno delle trattative in corso per l’assegnazione delle cariche, è stata immediata da parte di Luigi Di Maio: “Tutta la mia solidarietà, mai venuta meno, all’ex presidente del Consiglio Enrico Letta (e sapete a cosa mi riferisco…), ma nel ruolo di commissario Ue per l’Italia no, grazie”, ha scritto il vicepremier M5s in un post su Facebook (confondendo tuttavia Commissione e Consiglio europeo) in cui definisce la candidatura in questione una “curiosa e bizzarra fantasia” diffusa da alcuni giornali.

 

 

Ma contro Letta arriva anche la stilettata dell’antico rivale all’interno del Partito democratico, Matteo Renzi, durante la Repubblica delle Idee, ieri (9 giugno) a Bologna: “Enrico Letta è molto forte nelle redazioni dei giornali e poco nelle cancellerie”. La replica, piccata, non si è fatta attendere: “Volti pagina, guardi avanti - scrive su Twitter Letta rivolgendosi al senatore dem -. Si fanno cose interessanti e si sta anche meglio”. 

 

 

Dalla parte di Letta

 

Nel Pd diverse sono le voci che si alzano in difesa dell’ex premier e attuale professore alla Sciences-Po di Parigi, da quella di Romano Prodi, sempre dal palco della Repubblica delle Idee - “assicuro che Enrico Letta ha la stima di tutti in Europa” -, al segretario dem Nicola Zingaretti: “Ho paura che anche su questo pensando agli egoismi di partito, diranno di no, marginalizzando ancora di più il nostro Paese: preferiscono non fare avere postazioni di rilievo all’Italia piuttosto di difendere i loro interessi di partito”. Va qui ricordato che il presidente del Consiglio europeo viene eletto a maggioranza qualificata dall'organo stesso e anche in presenza di un veto del governo del proprio Paese.

 

Alessandro Huber
Fare quadrato. Alessandro Huber (segretario provinciale Pd): "Magari avessimo in questo Paese mille Letta al posto di un Di Maio o un Salvini pasticcioni"

 

Sulla linea di Zingaretti si pone il segretario provinciale del Pd Alessandro Huber, che non risparmia un duro attacco all’esecutivo e al vicepremier M5s: “I gialloverdi pensano di mettere qualche loro bandierina che magari (molto probabilmente) sarà marginale nei ruoli continentali, e inoltre non si smentisce il solito orizzonte brevissimo di Di Maio, politico incapace, in grado solo di puntare il dito contro gli altri - dichiara Huber a salto.bz -. Lega e 5 stelle stanno portando l’Italia all’isolamento, verso la crisi economica, Di Maio farebbe meglio a occuparsi dei disoccupati, dei licenziamenti Whirlpool e di Taranto, invece di criticare Letta. Magari avessimo in questo Paese mille Letta al posto di un Di Maio o un Salvini pasticcioni”.

Alla fine la Lega e i 5 stelle ci porteranno in serie C. Che fine misera ci fanno fare

Il giudizio tranchant dell'esponente del Pd locale sul governo provoca un'ultima riflessione: “Hanno perso le elezioni europee, sono soli e poco considerati a Bruxelles, e purtroppo temo che otterranno un commissario marginale. Letta, con la sua competenza, avrebbe invece potuto ottenere un incarico di prestigio sostenuto anche da Germania e Francia. Alla fine la Lega e i 5 stelle ci porteranno in serie C, in compagnia di Ungheria e Polonia. Che fine misera ci fanno fare”.

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