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Progetto conteso

In bici contro l’A31 Nord

Domenica 7 luglio si è tenuta nel vicentino “FantAstico!19”, festival della opere dell’ingegno creativo della Valle dell’Astico. Focus sulla nuova autostrada per Trento.
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Emanuele Curzel, professore associato di storia medievale all’università di Trento, e attivista nei comitati che si oppongono alla Valdastico Nord, è salito in bicicletta domenica 7 luglio per raggiungere il festival “FantAstico!19”, in programma a Forni di Valdastico, in provincia di Vicenza. 

Lo ha fatto, in solidarietà con il comitato vicentino che si batte da anni contro l’A31 Nord, un’opera grande quanto inutile: partito da Calceranica al Lago alle 8 del mattino, dopo aver partecipato a un dibattito ed aver pernottato, è poi rientrato lunedì 8 luglio in Trentino, “percorrendo una parte delle valli che potrebbero essere devastate dalla realizzazione” di questa infrastruttura, il cui iter ha avuto una accelerazione negli ultimi mesi, a partire da una presunta intesa tra Luca Zaia e Maurizio Fugatti, entrambi leghisti.

Emanuele Curzel, professore associato di storia medievale a Trento, è partito in bicicletta domenica per raggiungere il festival a Forni di Valdastico. In solidarietà con il comitato vicentino che si batte contro un’opera grande quanto inutile

 

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In sella: Emanuele Curzel in un incontro durante il suo tragitto in bici dal Trentino al Veneto per sensibilizzare sui rischi ambientali della Valdastico Nord. Foto: facebook/E.Curzel

 

Il ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli, quota M5S, appare schizofrenico: con la mano destra fa guerra ad Autostrade per l’Italia (Aspi), per il ponte Morandi di Genova, ma con la sinistra appoggia e accompagna il percorso intrapreso da Veneto e Trentino per trovare un accordo sul punto in cui l’A31 Nord dovrà ricongiungersi con l’A22 del Brennero, per poter così realizzare un’opera che garantirà in automatico un rinnovo della concessione per Abertis, società entrata dal 2018 nell’orbita di Atlantia, la holding dei Benetton che controlla anche Aspi.

Curzel ha diviso la propria pedalata in una decina di tappe, e ad ogni tappa ha legato una riflessione sulla Valdastico Nord: “Perché si chiedono informazioni a chi si batte contro l’A31, e non a chi è a favore? Dovrebbe essere chi la sostiene a convincere che va fatta e a spiegare come. Ma i suoi sostenitori usano motivazioni puramente ideologiche, che prescindono dalla realtà (se ne parla da troppo tempo’, ‘le strade portano progresso’, ‘meglio l’ipotenusa che i cateti’, fino al recente ‘va fatta e basta’), infantili (‘che bello essere a Venezia in un’ora’), fuorvianti o incomplete (‘verrà fatta con soldi privati’, ‘essendo in gran parte in galleria avrà impatto zero’, ‘è l’Europa che ce lo chiede’). Quando devono indicare tracciati spesso lo fanno in modo generico (un tratto di penna); quando entrano nel dettaglio disegnano prospettive di difficile realizzabilità” ha scritto sulla sua pagina facebook. 

 Perché si chiedono informazioni a chi si batte contro l’A31, e non a chi è a favore? Dovrebbe essere chi la sostiene a convincere che va fatta e a spiegare come (Emanuele Curzel)

 

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Sulla strada: la bici di Curzel a pian delle Fugazze. Foto: facebook/E.Curzel

 

A FantAstico!19 sono state raccolta una sessantina di firme in calce alla petizione che il coordinamento No Valdastico Nord - A31 ha lanciato anche su change.org, indirizzandola al presidente del consiglio della Provincia autonoma di Trento.

“Il recente, apparente, accordo tra Veneto e Trentino riguardo il prolungamento a Nord dell’Autostrada A31 costringe a risollevare il tema della necessaria, netta contrarietà ad un progetto che nulla porterebbe se non incalcolabili danni ambientali, che è in evidente violazione del protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, che non risolve ALCUN problema legato al trasporto delle merci e delle persone (andandolo anzi ad aumentare) e che disattende qualsiasi desiderio di utilizzo sano e ragionato dei fondi pubblici” spiega il coordinamento No Valdastico Nord. 

Tra le richieste, la revoca immediata della concessione autostradale di A4 Brescia-Padova, di cui fa parte anche l’A31, ad Abertis, società del gruppo Atlantia (Benetton)

Le richieste sono tre: la revoca immediata della concessione autostradale di A4 Brescia-Padova, di cui fa parte anche l’A31, ad Abertis, società del gruppo Atlantia (Benetton); l’abbandono definitivo del progetto di prolungamento a Nord dell’A31; l’istituzione di un tavolo di lavoro condiviso tra istituzione regionali, locali e comunità, per la messa in sicurezza dei territori. 

 

Valdastico Nord
Futura autostrada? La zona interessata a Valdastico Nord a Casotto, nel comune di Pedemonte (Vicenza). “Sotto la frana”, scrive Emanuele Curzel su Foto: facebook/E.Curzel

 

Secondo i comitati, la revoca sarebbe possibile dopo che il 21 gennaio 2019, con la sentenza 00499/2019, il Consiglio di Stato ha annullato la delibera del Cipe del 10 agosto 2016 che dava avvio alla progettazione definitiva del 12 “lotto funzionale” dell’opera tra Piovene Rocchette e Valdastico della lunghezza di 18,9 km, interamente in territorio veneto. 

Secondo Dario Zampieri, docente di geologia all’università di Padova, esisterebbe il pericolo di una frana del volume di 20 milioni di metri cubi di roccia che gravita sul tracciato

Tra le tappe di Curzel una è sotto la frana di Casotto, nel Comune di Pedemonte (Vicenza). Secondo Dario Zampieri, docente di geologia all’università di Padova, e consulente del Comune di Besenello (Trento), la cui azione ha portato alla sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2019, esisterebbe infatti il pericolo di una frana del volume di 20 milioni di metri cubi di roccia che gravita sul tracciato, proprio dove il progetto vorrebbe collocare un viadotto, uno svincolo, un centro di manutenzione, e anche un’area di servizio con autogrill.

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