Arno Kompatscher
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Barometro Afi-Ipl

Il “Patto” di Arno piace a metà

Imi e Irpef, gradimento differenziato dei lavoratori altoatesini alle proposte del governatore: ok l’aumento della no-tax area, ma si teme per la seconda casa.
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Il 74% dei lavoratori altoatesini è favorevole all’aumento della no-tax area per l’Irpef regionale da 28.000 a 33.500 euro, associata all’aumento dell’aliquota per i redditi oltre gli 85.000 euro annui, come ha proposto Arno Kompatscher. Lo riporta l’Afi-Ipl, l’istituto di promozione dei lavoratori, che ha analizzato la risposta dai dipendenti sudtirolesi agli interventi del “Patto per l’Alto Adige di domani”, annunciato a maggio dal governatore al termine della clausura di giunta. Minore invece il gradimento per l’applicazione differenziata dell’Imi, l’imposta sulla casa: il 58% appoggia la riduzione su abitazioni affittate a residenti al canone provinciale di locazione, il 56% l’aumento su quelle affittate a non residenti. Ma la variante combinata convince solo 4 lavoratori su 10. Molti temono infatti per la seconda casa.

 

Le tre proposte

 

Sono tre le proposte fatte dal presidente della Provincia per permettere anche ai lavoratori, stando alle sue parole, di “profittare maggiormente del successo economico della nostra terra”. In base allo schema, l’Imi viene ridotta per le case che “vengono volontariamente affittate al canone provinciale di locazione”, mentre la stessa imposta è destinata ad aumentare “significativamente sugli immobili sfitti o affittati a non residenti”.

 

 

Segue un’ulteriore riduzione dell’addizionale Irpef per i redditi medi e bassi, associata all’aumento del contributo chiesto ai redditi più alti. Quanto all’Irap, riservata alle imprese, “verrà in futuro legata all’adeguata retribuzione dei dipendenti da parte delle imprese beneficiarie”.

 

Cosa ne pensano i lavoratori

 

Il verdetto della platea interessata è differenziato, secondo l’istituto co-gestito da sindacati, associazioni e Provincia che ha dedicato all’argomento l’anteprima del Barometro Ipl, l’indagine condotta quattro volte l’anno su un campione di 500 dipendenti: se il 74% dei lavoratori approva l’aumento della no-tax area Irpef, dice la rilevazione, il 69% caldeggia l’incremento dell’addizionale per i redditi sopra gli 85.000 euro. Minore come detto il gradimento per le proposte sull’Imi. Per il ricercatore Friedl Brancalion è dovuto al fatto che molti lavoratori possiedono una seconda casa e quindi risentirebbero negativamente del vincolo di doverla locare al canone provinciale.

Molti lavoratori possiedono una seconda casa e quindi risentirebbero negativamente del vincolo di doverla locare al canone provinciale (Friedl Brancalion, Afi-Ipl)

Conclude il presidente dell’istituto Dieter Mayr che accoglie con favore gli interventi provinciali per sgravare i redditi bassi e combattere il fenomeno degli alloggi sfitti.

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