Advertisement
Maltrattamenti

Populismo versus élitarismo

Dietro la dicotomia alla moda si nasconde la vittoria dell'ultima élite, quella di chi è riuscito a farsi interprete dell'inesistente volontà generale.
Advertisement

Liebe/r Leser/in,

wieviel ist Ihnen unabhängiger Journalismus wert?

Dieser Artikel befindet sich im Salto-Archiv und ist nur für Abonnenten und Spender zugänglich.
Unterstützen Sie salto.bz und erhalten Sie Zugang auf über 5 Jahre kritischen Journalismus!
Sie besitzen noch kein salto.bz-Abo?

Mit (ab) einem Mini-Abo von 12 Euro für ein Jahr erhalten Sie Zugang zu allen Artikeln auf salto.bz. Wählen Sie jetzt Ihr Abo!

Selbstverständlich freuen wir uns auch über jede weitere finanzielle Unterstützung. Ihre Spendenbereitschaft hilft uns, auch weiterhin unabhängig bleiben zu können und die laufenden Kosten und notwendigen Investitionen zu tragen.

Jetzt ein Abo abschließen!

Sollten Sie bereits ein Abo auf salto.bz abgeschlossen haben, aber über keinen Zugang verfügen, melden Sie sich bitte einfach unter info@salto.bz

Redaktionelle Artikel, die auf salto.bz erschienen und vor 6 Monaten online gegangen sind, sind ab sofort kostenpflichtig. Vielen Dank für Ihr Interesse und Ihre Unterstützung!

Sind Sie bereits salto.bz-Abonnent? Melden Sie sich bitte unter info@salto.bz

Advertisement

Verknüpfte Artikel

Thema

Bitte melden Sie sich an, um Kommentare zu verfassen.

Kommentare

Bild des Benutzers Stephan Lausch

Scrivi: "... le nuove (élite) prosperano spacciandosi per interpreti di una volonté générale che non esiste, non è mai esistita e mai esisterà." Sono d'accordissimo che la volonté générale non è mai esistita, ma è proprio il parlamentarismo puro che si basa sulla concezione che l'insieme del Parlamento riesca a riprodurre la volonté générale. Così allora finora ci si è dato sempre l'assoluzione generale e ci si è legitimati in tutto l'operato del Parlamento e del Governo. La nuove élite, almeno per quanto essa scrive della propria intenzione nel contratto di governo per il cambiamento, non si spaccia affatto per interprete di una volonté générale ma prevede un profondo rinnovamento degli istituti di democrazia diretta (l'abolizione del quorum, l'introduzione del referendum propositivo e la trattazione obbligatoria in tempi brevi delle iniziative popolari), che certo, non sono la garanzia assoluta che si formi una volonté générale veramente generalizzata e ben fondata ma è, per quanto sappiamo e sia dimostrato dalla realtà, l'unico modo per la formazione di una consapevolezza su un tema e di conseguenza di una volontá almeno maggioritaria. Almeno come intenzione espressa in un documento di fondo allora non si tratta più un'élite che sa tutto alla meglio di tutto il popolo senza che questo abbia la possibilità di mettere in dubbio quanto viene fatto in nome del popolo ma una che è disposta ad imparare e di farsi mettere in questione nella propria interpretazione di un volere generale.

Advertisement

Meistkommentiert

Mach mit!

Registrieren oder Anmelden