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Immigrati e lavoro

A pelar pomi

Nei frutteti comincia presto il raccolto. Una buona occasione di lavoro per i nostri richiedenti asilo.
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A pelar pomi, a raccogliere le mele, siamo andati in molti, noi altoatesini. Ovvio, vivendo nella più vasta area di coltivazione della mela in Europa (18.000 ha). Un lavoro estivo, anche di breve durata, ma di soddisfazione economica per chiunque abbia voluto integrare o arrotondare il proprio reddito. Nella campagna di fondovalle dell’Alto Adige sono attive 7.000 imprese familiari di contadini che, nel tempo del raccolto, da metà agosto fino ad ottobre, hanno bisogno di aiuto: fino a 12.000 persone. Fra poche settimane si ricomincia ad assumere familiari, studenti, disoccupati, “dopolavoristi”, ma da soli non bastano e da anni ormai si cercano collaboratori anche da molto lontano.
Perchè non guardare anche qui vicino ed impiegare i richiedenti asilo, altrimenti forzatamente disoccupati e dipendenti dall’assistenza pubblica? Uno-due mesi di lavoro dipendente presso i nostri contadini sarebbe una bella occasione per imparare, inserirsi attivamente nell’economia locale, conoscere il nostro mondo del lavoro, capire di più della nostra società locale.
Sarebbe soprattutto la soddisfazione di guadagnarsi uno stipendio e di vedere, forse per la prima volta, una busta-paga. Io ricordo ancora con grande emozione quella prima busta-paga: mi sono sentito più indipendente e più “cittadino”. Lo auguro anche a loro, ai richiedenti asilo.
Il nostro sistema autonomistico può favorire questa opportunità di occupazione, ne ha i numeri, le competenze e, sono certo, anche la volontà politica.
Anche a pelar pomi ci si integra e si diventa cittadini.
(www.albertostenico.it)
 
 
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