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Il giovane tenore Jan Petryka
giovani critici

Strauss e compagni inaugurano il 2019

L'Orchestra Haydn ha inaugurato l'anno nuovo con una serie di concerti, l'ultimo al Forum di Bressanone il 5 gennaio
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E come da tradizione anche questo 2019 inizia a ritmo di musica, con il concerto di capodanno tenutosi in tutti i principali teatri della regione Trentino Alto-Adige dal 29 dicembre 2018 al 5 gennaio di quest’anno.

Siamo andate ad ascoltare l’orchestra regionale al Forum di Bressanone il 5 gennaio scorso.

Quale inizio migliore, se non una romantica Overture? Tra strette di mano, sorrisi e abbracci l’orchestra Haydn ha acceso nuovamente il clima di festa con Waldmeister: Overture composta da Johann Strauss Jr. e che andò in scena per la prima volta nel 1895. Il successo è immediato. Il pubblico si scalda in fretta e ammira con sguardo attento la maestria del direttore: attivo, presente ed energico.

Il programma ha ripreso la tradizione ed è stato eseguito in modo puntuale e brillante. I musicisti non hanno tradito le aspettative, trasmettendo euforia e mantenendo vivo l’interesse in tutta la sala. I brani presentavano un’alternanza tra decisione e dolcezza. Le dinamiche e l’interpretazione hanno reso possibile sentirsi parte della composizione stessa: come all’interno di una favola.

Ad aggiungere brio a questa serata è stato il tenore Jan Petryka, diplomato in violoncello alla Kunstuniversität Graz e in canto a Vienna. Si è esibito in quattro brani, tra primo e secondo tempo, mettendo in gioco la sua sensibilità e la sua passione. Il grande talento del tenore è sfortunatamente passato in secondo piano rispetto ai forse eccessivi volumi dell’orchestra, che, per quanto gradevoli, non hanno reso giustizia all’abilità di Petryka.

Tra i compositori protagonisti del concerto spiccano quelli della famiglia Strauss: Johann Strauss Senior e Junior e Josef Strauss. Non di minor importanza sono però quelli di Joseph Lanner, Franz Von Suppé e Robert Stolz.

L’alternanza tra brani strumentali e vocali ha mantenuto alta per tutta la durata della serata l’attenzione, ritrovandosi tra momenti di trattenuta emozione e fragorosi applausi.

L’incalzante Sperl Galopp op.42 di Johann Strauss Sr. conclude, a colpi di archi e fiati, un primo tempo particolarmente intenso, in cui si sono alternati brani complessi e lunghi ad altri brani  più brevi, ma non meno coinvolgenti, come ad esempio Jockey, Polka Schnell, op. 278. Poco più di un minuto e mezzo in cui emergono il carisma e la frenesia di Josef Strauss.

Al secondo tempo una sottile sfumatura di malinconia con un’altra famosissima Overture: Ein Morgen, ein Mittag, ein Abend in Wien: Overtüre di Franz von Suppé.
Dopo un’introduzione epica e grandiosa il secondo tempo procede all’insegna della tradizione, lasciando largo spazio agli archi, e alternando dei divertenti botta e risposta tra i flauti e le trombe.  Il concerto giunge quindi al termine con il sempreverde e ormai ritualistico brano da capodanno An der schönen blauen Donau di Johann Strauss Jr.

Il pubblico applaude entusiasta ai numerosi bis che l’orchestra ha preparato. Sembra non volersi alzare, quasi in forma di protesta per il concerto finito. Ma la festa continua e nella sala a lato si serve l’aperitivo per rimanere ancora un po’insieme.

 

Inutile dire che non sarebbe capodanno senza l’allegra compagnia della famiglia Strauss. Sono molti anni che ormai, in tutti i teatri d’Europa la famiglia viennese ha conquistato il monopolio del repertorio di inizio anno. Proprio per questo, ci permettiamo di lanciare un interrogativo: Fino a quando ci entusiasmeremo con i valzer di Strauss? Saremo ancora in grado nel 2020, nel 2021 o nel 2050 di farci gli auguri sulle note dei Viennesi, oppure a un certo punto ci sembreranno solo delle gradevoli e un po’ frivoli galanterie di un passato perduto per sempre? 

Intanto, aspettando di vedere come andrà, ci facciamo serenamente gli auguri.

Federica e Francesca Cavalli

Liceo Pascoli classe 4M (ed ex 5M) - indirizzo musicale

 

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