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Distretto militare

La leva del 2002

A Bolzano 557 “coscritti”. Il servizio militare obbligatorio non è stato abolito, ma sospeso. Il lavoro nascosto dei Comuni per gli elenchi: “Qualcuno chiama spaventato”.
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È riservata agli uomini, quelli giovani - e fino a 45 anni si può essere richiamati. Le donne sono escluse. Non è la cosa più al passo con i tempi e la parità di genere, ma non è affatto un residuo del passato: la leva obbligatoria in Italia (oggetto talvolta di dibattiti sul suo reintegro) non è stata abolita, come pensa la maggior parte dei cittadini, ma dal 2005 è solo sospesa in modo permanente. Pronta per essere riattivata in qualsiasi momento qualora le circostanze lo richiedano. E infatti gli uffici anagrafe di tutta la regione devono tenere aggiornate le liste per classi di età, comunicando le variazioni al distretto militare di Trento, a cui fa capo il sistema in Trentino Alto Adige. Il Comune di Bolzano come gli altri municipi ha da poco inviato l’elenco dei “coscritti” nati nel 2002 (coloro che compiono i 17 anni nel corso del 2019): si tratta di 557 giovani, mentre fino a diversi anni fa erano molti di più.

 

A livello amministrativo la leva è una procedura in essere. Riguarda i giovani di cittadinanza italiana residenti nel territorio comunale. L’elenco viene inviato ogni anno al distretto militare di Trento. Così fanno tutti i Comuni della regione (Barbara Pece, Comune di Bolzano)

 

Un lavoro sottotraccia

 

Per il personale degli enti locali è un lavoro costante, che rimane tuttavia sottotraccia. “A livello amministrativo la leva è una procedura in essere” spiega Barbara Pece, addetta all’ufficio leva nell’anagrafe di Bolzano. “Riguarda i giovani di cittadinanza italiana residenti nel territorio comunale alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. L’elenco viene approntato su supporto digitale e cartaceo. Le variazioni solitamente si fanno nel mese di marzo e poi viene stampato”. 

 

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I faldoni con le liste di leva per classi di età e dei relativi aggiornamenti conservate all’ufficio anagrafe del capoluogo altoatesino. Foto: Comune di Bolzano

 

I nomi al distretto di Trento

 

Il documento è importante perché in caso di guerra - circostanza fortunatamente remota ma non impossibile - stabilisce chi finisce sotto le armi e chi no. I nominativi vengono mandati al distretto militare di Trento, competente per la regione, in doppia copia. Così fanno tutti i Comuni del Trentino e dell’Alto Adige. Gli aggiornamenti sono inclusi. “Ad esempio, possono avvenire casi di perdita dei diritti politici, oppure cambi di sesso” spiega la funzionaria. Ma nel testo finiscono anche gli “Aire”, gli iscritti all’anagrafe italiani residenti all’estero, di ciascun Comune. 

Negli aggiornamenti possono figurare casi di perdita dei diritti politici, oppure cambi di sesso. Il numero di persone incluse è diminuito, negli anni 1975-1980 avevamo fino a mille persone l’anno

Per Bolzano la lista del 2002 contiene 557 nominativi, di cui gli Aire sono una trentina. Negli ultimi anni la soglia è di poco sopra le 500 unità, ma in passato erano molte di più, attorno ai 900-1.000 ad esempio negli anni 1975-1980. “Avevamo doppi volumi, per i nati del boom demografico post bellico” continua Pece. 

 

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Copricapi militari: la sezione leva obbligatoria dell’ufficio anagrafe di Bolzano aggiorna costantemente gli elenchi inviati al distretto militare di Trento

 

Mobilità sociale e geografica

 

La funzionaria spiega com’è cambiato il lavoro dell’anagrafe per queste finalità. La scarsa mobilità geografica rispetto a oggi rendeva l’attività più semplice. “La nostra prassi prevede che verso giugno si acquisiscano i registri di stato civile. Occorre però svolgere gli aggiornamenti perché la gente si muove tanto in confronto al passato. All’epoca c’era molto meno movimento di giovani, che tendevano a rimanere nel proprio Comune”. 

Noi continuiamo a fare il nostro, come uffici anagrafe. I ragazzi neanche ci pensano. Ogni tanto chiama qualcuno, o qualche mamma, che si spaventa, soprattutto vedendo l’elenco di leva affisso in strada

Il lavoro per tenere validi i registri, in modo da far arrivare a destinazione un’ipotetica cartolina precetto, passa in sordina. Ma non ha perso valore. “Noi continuiamo a fare il nostro, come uffici anagrafe - conclude Pece -. I ragazzi neanche ci pensano. Ogni tanto chiama qualcuno, o qualche mamma, che si spaventa, soprattutto vedendo l’elenco di leva affisso in strada. Spieghiamo appunto che la leva non è stata abolita, ma sospesa”.

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