Belfast
Screenshot
Advertisement
Advertisement
salto afternoon

Belfast

Stasera al Capitol una proiezione “speciale” della pellicola di Kenneth Branagh, un cine-memoir malinconico e imperfetto, ma senza dubbio il suo film più personale.
Von
Bild des Benutzers Sarah Franzosini
Sarah Franzosini12.05.2022
Advertisement

Sull’attenti: stasera, ore 20 al Capitol, sarà possibile rivedere al cinema - in lingua originale con sottotitoli in italiano - Belfast, il film di Kenneth Branagh vincitore del premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Dopo la proiezione è previsto un dibattito con Georg Grote, storico presso l’Istituto sui diritti delle minoranze di Eurac Research. La pellicola si inserisce nella rassegna cinematografica “Minoranze.Altrove” in collaborazione con il Center for Autonomy Experience e l’Associazione per i popoli minacciati. E poi non dite che a Bolzano non succede mai niente.

Belfast

 

Cos’è

È un film semi-autobiografico che narra l’infanzia del regista Kenneth Branagh, nato e cresciuto a Belfast, nell’Irlanda del Nord, prima di trasferirsi nel Berkshire, in Inghilterra, nel 1969. La pellicola descrive un periodo tumultuoso e violento nell’Irlanda del Nord, ma lo fa attraverso gli occhi di un bambino di nove anni.

La strada dove vive il piccolo Buddy (Jude Hill) è piena di case a schiera e bambini che giocano a calcio, madri che chiacchierano sull’uscio e chiamano i loro figli per il pranzo. Una mattina d’estate una folla appare da dietro un angolo, con uomini mascherati che lanciano molotov e danno fuoco alle auto. È l’alba delle August Riots (“rivolte di agosto”), e dei Troubles, il conflitto che per quasi trent’anni ha lacerato l’Irlanda del Nord.

Belfast è la comfort zone di Buddy fino a che non può più esserlo

I militanti vogliono i cattolici fuori da questo quartiere in gran parte protestante. Anche la famiglia di Buddy lo è. Lavorando in Inghilterra suo padre (Jamie Dornan) si allontana spesso dalla famiglia, con grande sconforto di Buddy, di suo fratello maggiore (Lewis McAskie) e della sua grintosa mamma (Catríona Balfe). A dare sostegno al bambino ci sono i suoi adorati nonni (Ciarán Hinds e Judi Dench) con le loro lezioni di vita. Le scene tra i due anziani sono, fra l’altro, tra i più bei ritratti di un matrimonio duraturo rappresentati sullo schermo.
Belfast è la comfort zone di Buddy fino a che non può più esserlo. Ed è allora che la famiglia comincia a pensare di emigrare.

BELFAST | Official Trailer


Com’è

È un romanzo di formazione, un cine-memoir in bianco e nero (a parte qualche piccola esplosione di colore) impregnato di malinconia, e sicuramente il film più personale di Branagh. Una lettera d’amore a un luogo e a un periodo cruciale della sua infanzia, e alle persone che hanno contribuito a plasmarlo. “For the ones who stayed. For the ones who left. And for all the ones who were lost” è la dedica che il regista affida ai titoli di coda.

Buddy sperimenta la sua prima cotta, guarda i western alla TV, adora i film in technicolor al cinema, passa il tempo con i suoi nonni, si sforza di capire i Troubles e supplica gli adulti di cui si fida di illuminarlo. Per quanto ne sa, la sua famiglia protestante ha sempre vissuto fianco a fianco con i vicini cattolici, ma quella mattina di agosto lo costringe a vedere il mondo sotto una luce diversa.
Un problema del film, tuttavia, è che non fornisce abbastanza background sul clima sociopolitico dell’epoca, non tutti gli spettatori potrebbero ricordare la storia e non basta ricorrere ad alcuni spezzoni di telegiornali per cercare di riempire il “gap”.
Branagh evita la politica per concentrarsi sul dramma familiare, opta per il romanticismo piuttosto che per il realismo con il risultato di una semplificazione eccessiva dello sconvolgimento in atto.

Il film manca dolorosamente di un punto di vista e non lascia veramente il segno. Per intenderci: siamo lontani dal capolavoro di Alfonso Cuarón, Roma. A bilanciare però c’è il cast, formidabile: i personaggi principali sono così ben interpretati che è difficile non essere coinvolti nelle loro vite quotidiane, tra momenti di umorismo e pathos. Verso la fine una sequenza musicale notevole porta un bel carico di punti al film.
In Belfast Branagh ha riversato una valanga d’amore, ed è evidente che si tratta di un progetto molto speciale per lui, peccato che non riesca davvero a trasmettere al suo pubblico perché sia così speciale.

Voto: ***

Unterstütze unabhängigen und kritischen Journalismus und hilf mit, salto.bz langfristig zu sichern! Jetzt ein salto.abo holen.

Advertisement

Weitere Artikel zum Thema...

Competencia Oficial
Screenshot
salto afternoon

Competencia Oficial

Apollo 10 1⁄2: A Space Age Childhood
Screenshot
CODA
Screenshot
salto afternoon

CODA

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement