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Scuola/Schule

Eine neue Schule per un nuovo Alto Adige

Desideriamo che l’Alto Adige riparta? Ci serve una grande innovazione: Welche Sprache, welche Kultur soll den jungen Menschen vermittelt werden? Warum nicht beide?
Community-Beitrag von Andrea Dalla Serra & Ivan Gufler12.06.2020
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Al sistema scolastico locale serve una grande innovazione, è necessaria una novità forte, radicale e concreta.

Per innovare il sistema scolastico nella nostra provincia è necessario però compiere un primo grande passo: unire sotto un’unica grande scuola i tre gruppi linguistici.

Kein Neustart ohne Fortschritt

Non c'è Alto Adige senza una scuola unita

Ein Skandal, dieser Vorschlag. Nicht wahr?

Denn was passiert dann nur mit unserer schönen monolingualen Kultur, wenn wir plötzlich alles vermischen?

Gar nichts passiert damit. Denn Südtirol ist längst kein Ort mehr, wo es italienische  österreichisch-deutsche und räteromanische Kultur und Sprache gibt, strikt getrennt nach bestimmten Kriterien.

Natürlich, aufgrund von historischen Begebenheiten gibt es kulturelle, sprachliche Unterschiede zwischen den Südtirolerinnen und Südtirolern. Watten oder giocare a calcio? Babbo Natale oppure Christkindl?

In Südtirol, der Grenzregion zwischen Norden und Süden, muss die Antwort klar sein: Warum nicht beides?

Das gleiche muss für unsere Schulen gelten: Welche Sprache, welche Kultur soll den jungen Menschen vermittelt werden? Ganz einfach: Warum nicht beide?
Südtirol ist ein Ort, wo es eine neue, einzigartige Kultur gibt. Nämlich die einzigartige Mischung aus den ehemals strikt getrennten, einander fremden Gruppen. Das ist unsere Kultur, die Südtiroler Kultur.

Und diese Kultur muss auch den Eingang in unser Bildungssystem finden.

Lezioni scolastiche in compresenza, materie in L2, scambi di insegnanti tra le scuole, pause in comune e la realizzazione di progetti interculturali sarebbero solo alcune idee concrete per istituire una scuola unica. Tenendo conto delle esigenze di tutti dobbiamo essere in grado di formare una istituzione scolastica “altoatesina”. La volontà di conoscere e vivere insieme a tutti i gruppi linguistici è una volontà forte che non può essere limitata da interessi ed esigenze politiche. L’Alto Adige ha bisogno di una rivoluzione culturale che deve essere percepita dal mondo politico. Quest’ultimo deve, con lungimiranza, formulare idee concrete per inserire questo cambiamento all’interno delle nostre istituzioni.

Dobbiamo essere in grado di creare le circostanze per vedere le giovani generazioni non solo crescere insieme, ma, insieme, costruire il presente

Italiani, tedeschi e ladini non più da percepire come studenti e persone da dividere, ma come soluzioni alle diverse criticità del mondo della scuola e della nostra regione.

In diesem Land werden junge Menschen von Kind an getrennt, in Schubladen gesteckt.
Ist das wirklich die Lösung für gesellschaftlichen Probleme? Verhindert man so Spannungen zwischen den Menschen?

Der Erhalt der Mauern zwischen den Sprachgruppen löst keine Probleme, sondern schafft sie: Vorurteile. Nationalismen. Engstirnigkeit.

Jungen Menschen muss die Gelegenheit gegeben werden, schon von Beginn an zu erfahren, dass dieses Land nicht auf Vorurteilen, Nationalismen oder Engstirnigkeit basieren darf. Sondern auf Vielfalt, Respekt und Zusammenhalt, ungeachtet von Sprache und Kultur.

In questo periodo di lockdown il mondo scolastico è stato notevolmente sollecitato da molteplici problemi e complicanze che sarebbero potute essere risolte tramite una vera e propria collaborazione interculturale. I problemi a cui ad esempio è sottoposto il sistema scolastico tedesco sono simili a quelli a cui possono essere sollecitate le scuole ladine ed italiane, gli stessi problemi necessitano delle stesse risposte e risoluzioni, quindi perché non affrontarli insieme? 

Il tema dell’unione delle scuole in Alto Adige è rimasto a lungo sospeso nel dibattito pubblico locale, ma è fondamentale in questo momento iniziare a concretizzare una soluzione e porre solide fondamenta affinché la scuola che unisce e non divide non rimanga un’utopia.

Ein Südtirol, in dem alle Sprachgruppen miteinander leben, nicht nur nebeneinander. Das ist der etwas utopische Südtiroler Traum, für die Zukunft.

Doch wie erreicht man eine solche Zukunft?
Ganz einfach: In der Schule entscheidet sich, wie unser Land, unsere Gesellschaft in Zukunft aussehen werden. Was sich dort, in der schulischen Welt, etabliert, wird sich später in der Gesellschaft etablieren. Was in dieser Welt aber fremd und unmöglich scheint, wird es auch in Zukunft bleiben.

Deutsch-, italienisch- und ladinischsprachige Jugendliche müssen miteinander lernen, und auch voneinander. Nur so werden sie schlussendlich nicht nur nebeneinander leben. Sondern miteinander.

Welche Sprache, welche Kultur soll den jungen Menschen vermittelt werden? Ganz einfach: Warum nicht beide?

"Il tutto è diverso dalla somma delle sue parti - Das Ganze unterscheidet sich von der Summe seiner Teile”. L’insieme delle tre parti scolastiche sarà maggiore della somma delle singole tre scuole; perché maggiore sarà la socialità e la coesione; perchè illimitate saranno le opportunità che questo cambiamento porterà con sé.

Es gibt kein Alto Adige, und kein Südtirol daneben. Sondern nur eines, ein einziges Land, dass aus drei wundervollen, eigenen Teilen besteht. Auf den drei Sprachgruppen baut dieses Land auf, nicht umgekehrt. Die Südtiroler Schule sollte ebenso auf den drei Sprachgruppen aufbauen, und nicht durch sie getrennt werden. Die Schülerinnen und Schüler in diesem Land eint viel mehr, als sie trennt. Diese Einigkeit muss sich im Bildungssystem wiederspiegeln.

La Scuola è socialità. L’emergenza coronavirus l’ha evidenziato come mai prima d’ora era stato fatto. Si è respirato in questo periodo un grande sentimento di vicinanza tra le persone, questo è un fenomeno che non deve morire con la fine dell’emergenza. Attraverso la scuola passa il futuro; è soltanto da questa che potremmo costruire un territorio più coeso e unito.

L’Alto Adige del domani non può che non avere alla base l’unione tra i diversi gruppi linguistici. Qualsiasi sarà lo scenario futuro dell’Alto Adige, la scuola non potrà dimenticarsi di tutto ciò, sarebbe un errore che le attuali generazioni non potrebbero permettersi.

Deutsche Schulen, Italienische Schulen, Ladinische Schulen. Einen echten Ort des Austausches, der Vielfalt und des Zusammenlebens, die reale Verwirklichung des Südtiroler Traums, kann es nur in einer Schule geben: In der Südtiroler Schule.

A cura di Andrea Dalla Serra und Ivan Gufler.

Uno di madre lingua italiana, der andere deutschsprachig. Ma entrambi Südtiroler Oberschüler.

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Kommentare

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diego maniacco 16.06.2020, 22:40

Cara generazione chiamata a dare l'esempio: qui la lezione la prendiamo dai più giovani. Meditiamo tutti e, cari uomini politici alla guida di questa provincia, leggete e meditate.

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Claudio Baroni 19.06.2020, 22:10

Grazie per aver illustrato così chiaramente i termini della questione.

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Hans Drumbl 20.06.2020, 20:38

Per parlare dei nostri problemi in una visione per il domani bisogna partire dal presente. Il presente che si manifesta per esempio nel Gastbeitrag di qualche settimana fa, che mi è capitato di leggere proprio oggi: https://www.salto.bz/de/article/23052020/jugend-entwicklung-fly-corona. Verwahrlostes Deutsch auf allen Ebenen der Diglossie. Nur die 12-jährige Nadia gibt ein Zeichen für die Zukunft, wenn sie "persone decedute" schreibt, wo sie an "morti" denkt, aber einen Stil für ihr öffentliches Sprechen sucht. Sie wird ihn finden. Was ist mit den anderen?

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