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La sentenza

La scuola non doveva chiudere

Ricorso genitori, tegola del Tar sulla Provincia: la chiusura delle scuole decretata a novembre con l’ordinanza n. 69 del presidente Kompatscher è “illegittima”.
Von
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Sarah Franzosini13.01.2021
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Non è finita bene la storia della chiusura delle scuole per Arno Kompatscher. I fatti: tra le ordinanze-fiume con le misure anti-Covid degli scorsi mesi, firmate dal governatore dell’Alto Adige, una, la n.69 del 12 novembre scorso, stabiliva in uno specifico punto che da lunedì 16 a venerdì 20 novembre compreso sarebbe stata sospesa l’attività didattica in presenza nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di I grado (le superiori avevano già attivato la didattica a distanza); mentre nelle zone rosse del resto d’Italia restavano aperte. Una decisione che aveva fatto infuriare diversi genitori che, insieme alle associazioni Wnet-Networking Women e Väter Aktiv Sozgen Onlus, avevano deciso di rivolgersi al Tar, il quale, pur non concedendo la sospensiva dato che l’ordinanza sarebbe scaduta dopo pochi giorni, aveva offerto spiragli in merito al ricorso.

 

L’esito

 

La sentenza ora è arrivata. Il ricorso stesso è stato dichiarato inapplicabile per sopravvenuta carenza di interesse nel merito della controversia, ma una soddisfazione per i ricorrenti c’è: per i giudici infatti il provvedimento impugnato è stato considerato “illegittimo”; la chiusura della scuola non aveva alcuna giustificazione. Si sarebbe dovuta effettuare preventivamente una “indagine completa dei fatti, basata su dati oggettivi e scientificamente provati”, si legge nelle motivazioni della sentenza.

E ancora: il provvedimento nella fattispecie fonda “l’introduzione temporanea della didattica a distanza in tutte le scuole esclusivamente sul riferimento al fatto che la situazione infettiva è ulteriormente peggiorata su tutto il territorio nazionale, con conseguente notevole congestione delle strutture sanitarie”.

Secondo il Tribunale amministrativo regionale prima di emettere l’ordinanza si sarebbero dovuti raccogliere dati sul numero di nuove infezioni tra i bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni e ottenere inoltre informazioni dai presidi degli istituti scolastici. Non si è poi “tenuto conto del fatto che nelle scuole si stanno già seguendo i protocolli di sicurezza elaborati con le autorità pubbliche per prevenire il coronavirus e che sono in vigore speciali norme che regolano la quarantena”.

La Provincia è stata quindi condannata a rimborsare ai ricorrenti le spese legali per una cifra pari a 3mila euro.

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Kommentare

△rtim ୍℘୍stロ 13.01.2021, 13:37

Was nun? Müssen diese als Schultage (im Juni) nachgeholt werden?

Bild des Benutzers Massimo Mollica
Massimo Mollica 13.01.2021, 13:55

E io che mi sono infettato grazie a mio nipote di 6 anni, che l'ha presa a scuola, cosa dovrei dire? Mah, scusate ma voglio scendere! Siamo in mezzo a gente che se ne frega di tutto e tutti! Un pensiero alle 600 e passa persone altoatesine/sudtirolesi che sono morte nella loro solitudine non riuscendo più a respirare...

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Klemens Riegler 14.01.2021, 00:19

Super Gerichtsbarkeit! Vielleicht sollte man noch weitere "TARs" einrichten, damit man noch weitere Instanzen mit dem selben Thema beschäftigten könnte. "La legge é uguale per tutti frutti"

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