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Politica

Dove zoppicano le anatre

Le elezioni comunali pongono un problema politico, ma anche e soprattutto giuridico. È ora di ripensare la legge elettorale per i comuni altoatesini?
Von
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Francesco Palermo13.05.2015
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Kommentare

Bild des Benutzers Alessandro Stenico
Alessandro Stenico 14.05.2015, 07:51
Come sempre un contributo che tocca a fondo la problematica di questa legge elettorale zoppa che ha generato in parte risultati discutibili. L’elezione diretta dei sindaci nei comuni sotto i 15.000 abitanti ha dato almeno la possibilità all’elettore di scegliersi un candidato sindaco diverso dai schieramenti al quale egli si collegava e questa possibilità ha scardinato logiche di potere che altrimenti rimanevano immutate. Un premio di maggioranza del 20% potrebbe essere un contribuito per garantirgli la governabilità. Nei comuni sopra i 15.000 abitanti il discorso è diverso, innanzitutto avrei insistito nella riduzione del numero dei consiglieri, a Bolzano 30 sarebbero stati più che sufficienti e avrebbero generato più aggregazioni e non una miriadi di partiti ad personam (18 nel nuovo consiglio comunale) a questo avrei aggiunto il voto disgiunto per l’elezione del sindaco e anche in questo caso un premio di maggioranza limitato. La problematica di garantire la presenza delle minoranze mi sembra in parte superata dalla nostra società, non esiste più solamente un voto etnico, gli elettori hanno dimostrato di superare gli steccati. La presenza in giunta dei rappresentanti dei gruppi linguistici di minoranza dovrebbe comunque rimanere immutata. Spero comunque che si intervenga presto nella materia e di non tornare a rivotare in autunno con la stessa legge che generebbe gli stessi risultati caotici e difficilmente gestibili.
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