Il bacio
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Vorausgespuckt

Un consiglio da Boomer

Non si producono più preservativi come una volta, la pratica del sesso si è spostata in rete e anche le relazioni a distanza restano tali. Come sopravvivere?
Kolumne von
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Gabriele Di Luca14.01.2022
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La notizia magari non è di quelle così sensazionali da innescare un grande dibattito, certamente però è significativa. La riprendo da un'agenzia d'informazione al suo livello basico: «Il Covid manda in crisi anche l'industria dei preservativi. A renderlo noto l'amministratore delegato del più grande produttore mondiale di condom, la Karex, che ha registrato un crollo delle vendite fino al 40 per cento. Ma durante la pandemia la richiesta di prodotti medicali cresce. E così l'industria malaysiana ripiega sui guanti da lattice, lanciando due nuove linee di produzione per 500 milioni di pezzi annui». Insomma, scende in picchiata la quota dei rapporti sessuali occasionali o richiedenti un certo livello di protezione, e sale il fatturato relativo alla vendita di oggetti che, al contrario, segnalano e prolungano la lunga quarantena (anche sessuale) nella quale è stata catturata la nostra vita.

Dopo la DAD ecco la SAD

Ma si dirà: anche se imbrigliata, ostacolata, resa più telematica che mai, la libido (se non tramortita o sublimata) dovrà pur trovare una via per esprimersi, per scavare i canali di cui ha bisogno per emergere. Da questo punto di vista vengono senz'altro in soccorso (e si potrebbe discutere se si tratti di un soccorso omicida) gli strumenti tecnologici che – nell'epoca dei distanziamenti forzati o comunque indotti – hanno progressivamente spostato il volume delle relazione tra gli esseri umani “in remoto”. A fianco della famigerata DAD (didattica a distanza) ecco che abbiamo allora una cospicua attività di SAD (sesso a distanza, sexting), acronimo che non ha nulla a che fare col trasporto locale sudtirolese (Società Automobilistica Dolomiti) ma con l'aggettivo inglese che circoscrive il fenomeno psicologico e sociale della tristezza: Seeing too much sadness hath congealed your blood, and melancholy is the nurse of frenzy, scriveva già Shakespeare senza avere neppure avuto un'esperienza su Tinder.

Sceglietevi gente che potreste incontrare davvero

Eppure. Possiamo solo lamentarci di questa tendenza e non coglierne alcuni – eventuali – aspetti positivi? Diceva un grande moralista spagnolo al crepuscolo del Siglo de Oro: «Qualcosa di buono dovrà essere, dal momento che soddisfa tanti e, anche se non si sa spiegare perché, se ne gode». Lui comunque parlava dell'eccentricità, ammonendo di non essere gli unici a condannare ciò che a tutti piace (Baltasar Gracián, Oracolo manuale ovvero l'arte della prudenza, Adelphi 2020, pag. 132). Il discorso evidentemente cambia se il piacere del quale parliamo diventa un vicolo cieco, una possibilità limitata e – sottratta al concerto delle altre (potersi vedere è comunque meglio del non poterlo fare, neppure il peggior misantropo oserà contraddirmi) – comincia ad evolvere un habitus, una seconda pelle dalla quale risulta poi difficile liberarsi. Per questo motivo un consiglio da Boomer: agganciate pure chi volete sulle piattaforme online e dedicatevi a tutto il sesso a distanza che volete, ma almeno sceglietivi gente che poi potrete incontrare, invitare a cena se ne avete voglia, e poi spogliare a casa vostra, senza troppi problemi. Quando tutta questa storiacca – speriamo presto – sarà passata.

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