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Il caso

Fraccaro e lo stadio della Roma

Bufera sulla grande opera capitolina. Il nome del Ministro spunta in un’intercettazione su Lanzalone, uomo di fiducia dei vertici M5s e ora ai domiciliari.
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Non è ancora stata posata la prima pietra che già si allungano le ombre sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Nove persone sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di “associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma”, 16 sono in tutto gli indagati. La società sportiva della Roma è estranea ai fatti. L’inchiesta della Procura di Roma coinvolge trasversalmente Forza Italia, il Pd e i 5 Stelle, oltre a imprenditori e manager, posta, naturalmente, la presunzione d’innocenza. 

 

Stadio

Il nuovo Stadio della Roma che dovrebbe sorgere nell’area di Tor di Valle, ma già si parla di una possibile sospensione dell'iter burocratico per approvare la costruzione della struttura.

 

Il nome più altisonante è quello dell’avvocato Luca Alfredo Lanzalone, attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%), che aveva già lavorato per le giunte Pd di Genova e di Crema e che nel 2016 verrà “sedotto” dal Movimento 5 stelle. Sarà lui, insieme a Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, attuali ministri per i Rapporti con il parlamento e Giustizia, ad attenuare il contraccolpo sulla giunta grillina a Roma dopo l’arresto dell’allora braccio destro della sindaca Virginia Raggi, Raffaele Marra. Lanzalone, consulente per il M5S sullo stadio, è finito ora ai domiciliari. “Mi aspetto che si dimetta dalla guida dell’Acea”, ha detto a Rtl il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, sottolineando che chi è agli arresti domiciliari non può rimanere in quella carica, “da noi chi sbaglia paga”, ha aggiunto. 

 

L’intercettazione

 

Il costruttore nonché proprietario dei terreni di Tor di Valle su cui dovrebbe sorgere lo stadio Luca Parnasi, che attualmente si trova in carcere insieme a 5 suoi collaboratori, intercettato durante una cena, ha affermato che “Lanzalone è stato messo a Roma da Grillo per il problema stadio insieme al professore Fraccaro e Bonafede”. Come riporta Il Manifesto, “la circostanza è confermata da Cristina Grancio, consigliera comunale espulsa dal M5S proprio per aver espresso posizioni critiche sulla grande opera. «Lanzalone ci fu presentato da Fraccaro e Bonafede – ricorda Grancio – Vennero un giorno in commissione urbanistica»”. L’entourage di Fraccaro, interpellato da salto.bz, fa sapere che nel merito dell’intercettazione non c’è nulla da commentare, “è un dato insignificante”.

Riferendosi a Lanzalone ieri il ministro Fraccaro aveva affermato: “Lo conosco perché è stato un consulente apprezzato in varie fasi delle nostre attività politiche. Non sono mai contento quando una persona in sé viene indagata, ma se qualcuno ha sbagliato è giusto che ne risponda. Dobbiamo però capire quali sono i motivi degli arresti. Solamente dopo un'analisi attenta si potranno esprimere dei commenti sensati. Ovviamente se qualcuno ha voluto fare il furbo io sono contento che una magistratura sia intervenuta”.

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