Ospedale, Bolzano
Azienda sanitaria dell'Alto Adige/Ivo Corrà
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La petizione

Un plebiscito per Tait

Una lettera firmata dai responsabili di 64 "strutture semplici" su 70 chiede a Zerzer e Bertoli di fermare il trasferimento del direttore di comprensorio.
Von
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Fabio Gobbato14.09.2021
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Se qualcosa non funziona in una struttura complessa come un comprensorio sanitario, il "vertice supremo" ha pieno diritto ad operare una scelta all’insegna della discontinuità come sarebbe l'avvicendamento definitivo tra Irene Pechlaner, oggi a Merano, e Umberto Tait, direttore del comprensorio di Bolzano, o il "licenziamento" di uno dei due. Ma una "discontinuità a tempo determinato" (di 12-18 mesi) è un provvedimento che suona quasi farsesco. Se ci si pensa a fondo, fa sorridere. Ed è ovvio che si presti alle più svariate interpretazioni e che la motivazione ufficiale del “rispetto della normativa anticorruzione”, che prevede la rotazione dei dirigenti, non convinca nessuno. Anche perché, stando alle ultime notizie, "il valzer" riguarderà solo 2 comprensori su 4. E ora che manca un mese all'ora X, all’ospedale di Bolzano si assiste ad una vera e propria levata di scudi per bloccare il trasferimento di Umberto Tait. Ma andiamo con ordine.

Del cambio al vertice dei comprensori dell’Azienda sanitaria altoatesina si parla da 18 mesi, esattamente da febbraio 2020. Ma è piuttosto recente la scoperta che non si farà lo scambio tra Christine Zelger (Bressanone) e Walther Amhof (Brunico), dato che i due erano contrari (sic!) e Amhof è vicino alla pensione. Resta però in ballo, anche se pure loro sono contrari, l’avvicendamento finora più discusso, quello tra Umberto Tait e Irene Pechlaner, da Bolzano a Merano e viceversa. Discusso per ragioni politico-etniche, come ormai “normale”, a queste latitudini. La lettura più facile, scontata, è: Tait, unico italiano, viene fatto fuori dal comprensorio più importante a maggioranza italiana e al suo posto viene messa una dirigente di lingua tedesca. Robe tristi: da dire e anche da immaginare. Non è questo il caso, le ragioni vere nessuno mai le dirà, ma è inutile far finta che queste dinamiche non siano inscritte nel DNA dell’autonomia stessa, che è orgogliosamente costruita in base ai principi di spartizione etnica delle risorse e del potere. Quindi, la polemica etnico-politica è ogni volta inevitabile anche se poi magari le scelte non sono neppure dettate da ragioni etniche.

Ad ogni modo dopo la lettera dei primari di Merano e Silandro del luglio 2020 che chiedevano di non spostare la “loro” direttrice, quella di un folto gruppo di primari dell’Ospedale di Maurizio che a febbraio 2021 chiedeva di lasciare al suo posto Tait, ora, a difesa sempre di quest’ultimo arriva un vero e proprio plebiscito. La lettera firmata dai responsabili di 64 strutture semplici su 70 del comprensorio sanitario di Bolzano è stata protocollata il 9 settembre ed  è indirizzata al direttore generale Florian Zerzer e al direttore sanitario Pierpaolo Bertoli, anche lui fresco di "rimozione" per fare spazio a Josef Widmann, per molti anni primario di chirurgia a Bressanone, nonché cugino dell’assessore alla sanità Thomas Widmann.

La lettera dei medici è scritta in due versioni, una italiana e una tedesca. Esprime apprezzamento per l’operato di Tait, mette in guardia sui rischi di cambiare il vertice in un momento in cui la pandemia non è per nulla archiviata, specifica a più riprese che non si tratta di una questione politica o etnica ma della necessità di avere continuità in un periodo complicato e, ovviamente, poi, che non vi è nulla da ridire sulle qualità professionali di Irene Pechlaner. La lettera è ora anche sul tavolo del presidente Arno Kompatscher, l’unico che, a detta degli estensori, può fermare il tourbillon di trasferimenti.

Perché mai il Landeshauptmann dovrebbe decidere di infilarsi in un ginepraio del genere? Al di là dei noti contrasti con l’assessore Widmann, una ragione per farlo sarebbe quella di voler smentire con un atto concreto le illazioni seguite a quanto avrebbe dichiarato a margine di un’assemblea Svp a Varna ancora nel 2018: “L’ospedale è stato lasciato per troppo tempo all’altro gruppo linguistico, adesso ce lo riprendiamo”. Questa la frase allora attribuita da Rai Suedtirol al presidente, che in realtà è conosciuto per essere equidistante e molto prudente sulle questioni etniche. Una dichiarazione che successivamente Kompatscher aveva spiegato essere state male interpretate, ma che riletta alla luce dell'annunciato trasferimento di Tait, per 18 mesi è suonata come profetica. A prescindere dalle reale motivazioni che non sapremo mai, se si rivelerà definitivamente tale, resta ormai poco per scoprirlo. Nel medio termine, comunque, lo scenario dovrebbe di nuovo mutare. Dopo il "periodo di discontinuità" con Pechlaner a Bolzano dovrebbe subentrare Luca Armanaschi, attuale coordinatore amministrativo, che ha un curriculum invidiabile ed è considerato un "pupillo" dell'assessore Thomas Widmann.

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Kommentare

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Max Benedikter 15.09.2021, 08:21

Mah! Che dire? Ha ragione Gobbato. Questo avvicendamento non ha soltanto radici etniche. L'ultima dinamica di cui ha bisogno l'ospedale di Bolzano è un conflitto etnico tra i medici. La grandissima maggioranza dei primari (con poche recenti eccezioni) lo sa e non distribuiscono incarichi interni su base etnica, anche se loro stessi, ahimè sono stati scelti spesso per il contenuto della loro dichiarazione di appartenenza etnica.
Ma che i primari difendano ora chi è stato l'artefice della loro nomina rasenta il ridicolo. In tedesco si parlerebbe di una mossa "mit Stallgeruch".

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Manfred Gasser 15.09.2021, 09:42

Egal , ob Tait oder Pechlaner, an der öffentlichen Wahrnehmung wird sich nichts ändern, Bozen ist das italienische Krankenhaus, und Meran das deutsche.

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Max Benedikter 15.09.2021, 15:07

Das stimmt so überhaupt nicht.

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Manfred Gasser 15.09.2021, 15:35

Könnten Sie bitte erläutern, was genau so nicht stimmt?

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Regis Anton 15.09.2021, 18:43

Oltre alle lodi per questo dirigente, bisognerebbe anche ricordare altri episodi che lo hanno visto protagonista:
- di qualche anno fa la vicenda del sesso in ufficio con collaboratrice (fonte Tageszeitung)
- condanna della corte dei conti (con dolo) per consulenza stipulata con dipendente pensionato (complice la stessa dirigente di cui sopra)
- recente disdicevole episodio clientelare in piena emergenza pandemica per aver fatto vaccinare la moglie non rispettando le categorie con priorità;
... direi non proprio esemplare il suo pedigree...

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