Diego Nicolini, 5 stelle, M5s
Diego Nicolini M5s
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Rendiamo il Parlamento più efficiente

Perché votare SÌ al referendum sul taglio dei parlamentari: è una riforma di buon senso, il primo passo per far crescere la nostra democrazia. L’autonomia si rafforza.
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Diego Nicolini15.09.2020
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Quella che verrebbe confermata con un SÌ è prima di tutto una riforma di grande buon senso - promossa per rendere il Parlamento più efficiente ancor prima dei risparmi - che è stata portata avanti praticamente da tutte le forze politiche negli ultimi 40 anni. Nell’ultimo passaggio alla Camera a ottobre 2019 è stata approvata dal 97% dei deputati presenti. Per tale ragione, un capovolgimento così drastico dovuto alla vittoria dei NO dimostrerebbe proprio il gap di rappresentanza democratica di quella che consideriamo giustamente la nostra principale istituzione, la cui supremazia rispetto a tutte le altre garantisce lo Stato di diritto.

Ci sono motivazioni per votare no (poche), ci sono motivazioni per votare sì (molte, ma molte di più). Dal 1983 con la commissione Bozzi, ovvero da 40 anni, si susseguono commissioni bicamerali di riforma costituzionale, passando da De Mita, Jotti, D’Alema, Violante, Letta, Berlusconi, fino alla recente Renzi-Boschi: tutte come denominatore comune hanno avuto la riduzione del numero dei parlamentari, oltre al fatto di ad avere fallito nei loro propositi! Questo perché gli esperti legali nominati di volta in volta hanno sempre oggettivamente ipotizzato che un Parlamento più snello potesse lavorare meglio.

In questi giorni alcuni nostri competitor hanno sparso in giro anche la fake news secondo cui dopo il dimagrimento saremmo in Europa quelli con meno parlamentari. Invece ci avviciniamo al contrario: anche dopo la riforma avremo comunque la seconda assemblea più grande d’Europa ed in media più parlamentari rispetto agli altri grandi Stati. D’altronde, se valesse la regola che più eletti per cittadino equivalgono ad una maggiore rappresentanza democratica, allora l’Ungheria attualmente con i suoi 200 parlamentari per i neanche 10 milioni di cittadini sarebbe il faro democratico dell’Europa, ma ahìnoi sappiamo che non è così! Falso anche dire che ci rimetteranno le opposizioni o le minoranze. Tutt’altro: il taglio lineare non privilegia i più forti e vi sono correttivi per le minoranze, come nella nostra provincia.

Una riforma buona per il bene dei cittadini e che risulta un po’ difficile da digerire per le cariatidi politiche e per chi difende i privilegi di pochissimi

No dunque agli slogan, sì a una politica che ragiona e argomenta nel merito. Una riforma buona per il bene dei cittadini e che risulta un po’ difficile da digerire per le cariatidi politiche e per chi difende i privilegi di pochissimi. Diciamolo poi chiaramente, la maggior parte dei No arriva da chi è accecato dai successi del movimento 5 stelle ed osteggia a prescindere una qualsiasi loro proposta o ipotizzabile vittoria.

In effetti il M5s ha smascherato uno spaventoso conflitto di interessi: tutti quelli che fanno politica vorrebbero diventare parlamentari. Per fare il bene dei cittadini servono persone disposte a rinunciare ai privilegi, non politici che fanno di tutto per mantenerli. Servono persone altruiste, non egoiste.

La vittoria del Sì è soprattutto un innesco che obbligherà il Parlamento a continuare una serie di riforme di conseguenza indispensabili. Tra le principali la modifica della legge elettorale e la modifica dei regolamenti parlamentari, ovvero del modo in cui le Camere lavorano - un elemento che però non incide sulla loro competenza, che rimane centrale. Una possibile vittoria dei No provocherà al contrario instabilità, per il fatto che risulterebbe una smentita della volontà del Parlamento attuale. Ancora, lascerà intatto non solo questo Parlamento pleonastico, ma anche una legge elettorale con liste blindate. Inoltre, metterà una pietra tombale sull’impellente bisogno di riforme per l’Italia.

Per le ricadute a livello territoriale possiamo votare No solo se siamo anti-autonomisti: la riforma porterà significativamente maggior peso alla nostra provincia di Bolzano, rispettando anche la quota di minoranza italiana. È nel Senato che il peso della nostra autonomia si è fatto sempre determinante e se leggiamo i numeri questo peso aumenterà sensibilmente rispetto a prima, in quanto mentre nel resto d’Italia si taglia per un 36,5%, in Alto Adige si taglia di nemmeno un 15% (da 7 a 6 senatori su base regionale) quindi il peso alla fine aumenterà di oltre il 35%!

 

Diego Nicolini è consigliere provinciale del movimento 5 stelle a Bolzano.


Domani (16 settembre) l’intervento a favore del NO di Donatella Trevisan, esponente dei Radicali - +Europa

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Kommentare

Bild des Benutzers Karl Trojer
Karl Trojer 16.09.2020, 10:14

Voterò per il SI, al fine di sostenere il presidente dei ministri Conte e per rendere possibile una prossima e vera riforma più democratica della legge sulle elezioni.

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