Kompatscher-Urzì
Facebook
Advertisement
Advertisement
La polemica

“Fuori le carte”

Meloni (FdI) a Gentiloni: “Alto Adige a sovranità limitata?”. La miccia: uno scambio di note, reso noto da Kompatscher, fra il premier e Kern. Urzì: “Fatto gravissimo”.
Von
Bild des Benutzers Sarah Franzosini
Sarah Franzosini17.02.2018
Advertisement

Galeotta fu la serata del 7 febbraio scorso, un incontro tenutosi al Teatro comunale di Bolzano dal titolo “Wo steht Südtirols Autonomie?”, organizzato dalle Vereinigte Bühnen Bozen. Sul futuro dell’autonomia avevano incrociato le loro opinioni Arno Kompatscher, Riccardo Dello Sbarba, Pius Leitner, Alessandro Urzì, Liliana Di Fede e Sabina Frei.

La nota che stona

In un passaggio il governatore Kompatscher, rispondendo a Leitner il quale sosteneva che l’Alto Adige si trova in un periodo storico “post-autonomistico”, spiegava che la storia dell’autonomia non si è conclusa nel 1992 con la quietanza liberatoria ma è ancora in divenire e dunque per nulla un affare chiuso, ricordando, a tal proposito, un doppio scambio di note fra il governo italiano e quello austriaco. Il primo, noto alle cronache, è quello fra Matteo Renzi e Werner Faymann in occasione del patto di garanzia che nel 2014 ha stabilito gli impegni finanziari dell’autonomia locale nei confronti dello Stato nazionale.

Il Governo Gentiloni intende unilateralmente limitare la sovranità italiana sull’Alto Adige introducendo la prassi della richiesta formale di assenso da parte dell’Austria sulle modifiche dello Statuto di Autonomia per la regione Trentino Alto Adige?

Il secondo - reso pubblico per la prima volta dallo stesso Landeshauptmann proprio durante la discussione al teatro civico bolzanino - è quello fra Paolo Gentiloni e il cancelliere uscente Christian Kern poco prima delle elezioni austriache dello scorso ottobre. Ed è su questo punto che batte, ora, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (ogni cartuccia è buona in campagna elettorale), la quale annuncia la ferma intenzione di porre al presidente del Consiglio il seguente interrogativo: “Il Governo Gentiloni intende unilateralmente limitare la sovranità italiana sull’Alto Adige introducendo la prassi della richiesta formale di assenso da parte dell’Austria sulle modifiche dello Statuto di Autonomia per la regione Trentino Alto Adige?”.

Paladini della sovranità

Rincara la dose - avendo denunciato lo stesso punto sollevato da Meloni in un’interrogazione presentata in consiglio provinciale - il coordinatore regionale di FdI nonché capolista nel listino proporzionale alla Camera Alessandro Urzì: “Kompatscher nel corso del dibattito ha riferito a sorpresa di avere avuto precise informazioni dalla Presidenza del Consiglio dei ministri sul fatto che l’Italia avrebbe richiesto l’approvazione preventiva da parte dell’Austria di una leggera modifica dello Statuto di Autonomia in materia di rappresentanza della minoranza ladina negli organi istituzionali in provincia di Bolzano”. E ancora: “Al di là del merito è il principio annunciato dal governatore Kompatscher ad avere impressionato, se quanto riferito dal Presidente Kompatscher corrispondesse al vero ciò prefigurerebbe la creazione di un precedente per l’Italia per cui l’Austria avrebbe titolo anche per il futuro di potere ingerire in questioni interne allo Stato italiano limitandone sostanzialmente la sovranità. Questo sarebbe il senso del carteggio e delle assicurazioni reciproche intercorsi fra Gentiloni e Kurz (Kern, non Kurz, secondo quanto affermato da Kompatscher, ndr)”. 

L’attacco è su due fronti: da una parte Urzì incalza Kompatscher esortandolo a esibire le carte di cui ha parlato, dall’altra Meloni chiede conto al governo. “Sulla base di quale autorizzazione il premier Gentiloni, stando alle parole del governatore Kompatscher, eludendo il ruolo del Parlamento italiano, unico titolare delle modifiche dello Statuto di autonomia in concorso con le realtà territoriali coinvolte, si sarebbe sentito nella condizione di affermare la prassi dell’approvazione preventiva da parte dell’Austria di leggi italiane?”, domanda Urzì. “Un fatto gravissimo - tuona infine - tanto più solo pochi giorni l’annuncio da parte del governo austriaco di volere estendere unilateralmente la propria cittadinanza a cittadini di lingua tedesca e ladina (e solo ad essi) della provincia di Bolzano, creando una sorta di estensione unilaterale della propria sovranità sull’Alto Adige. E ciò mentre l’Italia rinuncerebbe ad una parte di essa…”.

 

Der Lockdown ist vorüber. Die Krise ist es nicht. Mit einem salto-Abo unterstützen Sie unabhängigen und kritischen Journalismus und helfen mit, salto.bz langfristig zu sichern!

Advertisement

Weitere Artikel zum Thema...


LPA

Minister Kurz empfängt Landeshauptmann Kompatscher in Wien

Außenpolitik

Besuch in Wien

Advertisement

Kommentar schreiben

Kommentare

Bild des Benutzers alfred frei
alfred frei 17.02.2018, 09:59

Scheingefechte. In Wahrheit: Österreich und Italien verpflichten sich hoch un heilig, Südtirol in seinen Autonomiebestrebungen voll und ganz zu unterstützen und in einen neuen europäischen Einigungsprozess auf regionaler Ebene einzubinden. Oder nicht ?

Bild des Benutzers Massimo Mollica
Massimo Mollica 17.02.2018, 10:14

Non capisco la logica di questa campagna elettoroale da parte di "Fratelli d'Italia"!
Quello che loro accusano non fa altro che spingere i sudtirolesi di lingua tedesca a votare compatti SVP. E di conseguenza Maria Elena Boschi, che è diventata per i partiti della destra italiana il male assoluto (la Mafia non è nulla in confronto!).
Se smettesero di fare propaganda e iniziassero per la prima volta a fare politica forse ci si potrebbe confrontare. Ma secondo me è impossibile.

Bild des Benutzers Martin B.
Martin B. 17.02.2018, 13:11

Wenn es nur so wäre wie es die Rechts-Italienischen Parteipropagandisten hier breittreten.

Advertisement
Advertisement
Advertisement