Köllensperger, Holzeisen, Pizzarotti
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Europa 2019

“Da soli nessuna chance”

Pizzarotti a Bolzano con Holzeisen del Team K: “Unificare gli obiettivi europei o l’Italia sarà schiacciata”. La novità: presto la lista di Köllensperger cambierà nome.
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Team K, nemesi della Svp. Una narrazione che ha fruttato un bottino di voti alle ultime elezioni provinciali e sulla cui scia la lista civica interetnica guidata da Paul Köllensperger spera di capitalizzare il consenso anche alle europee di domenica 26 maggio “malgrado una legge elettorale proibitiva e per fare un secondo eurodeputato altoatesino oltre il già sicuro Herbert Dorfmann, esponente della potente lobby dei contadini e candidato di una Volkspartei che ha deciso di andare a braccetto con la stessa Forza Italia della nemica giurata Michaela Biancofiore e con la Mussolini a bordo”, attacca il leader di Team Köllensperger che poi annuncia una novità: il movimento cambierà nome, “siamo un gruppo, non è giusto che la lista continui a portare il mio cognome”.

 

La polaroid dell’Europa

 

Gli ultimi scampoli della campagna elettorale si giocano sulle sfilate dei “big” venuti da fuori provincia. Ieri sera (15 maggio) nella sala Fronza del Teatro Cristallo a Bolzano, insieme a Köllensperger (fiducioso, sondaggi alla mano, di poter arrivare al 4% nazionale), e alla candidata del Team Renate Holzeisen - che ha di recente ottenuto il sostegno della Commissaria Europea per la concorrenza e capolista per la Presidenza della Commissione Europea, Margrethe Vestager - c’era anche il compagno di avventura per queste comunitarie, Federico Pizzarotti, capolista di +Europa nella circoscrizione Nordest, nonché leader di Italia in Comune, soggetto politico nato con l’intenzione di riunire sotto un unico cappello liste civiche, sindaci e in generale amministratori locali.

Il primo cittadino di Parma che con il leader di Team K condivide un pezzo di storia politica, avendo entrambi lasciato il Movimento 5 stelle, snocciola alcuni dei punti del suo programma, dal Parlamento con potere di iniziativa legislativa a un unico Statuto dei lavoratori, dall’abolizione del diritto di veto tra Stati nel Consiglio dei Ministri dell’Unione europea all’equa redistribuzione dei migranti fra i paesi membri passando per una necessaria transazione ecologica dell’industria e dei trasporti. “Dobbiamo muoverci nel mondo come Europa, come Stati uniti d’Europa, unificare i nostri obiettivi, solo così possiamo essere più competitivi, altrimenti l’Italia, da sola, resterà schiacciata - ragiona Pizzarotti -. La volontà di modificare le regole del gioco a Bruxelles è ciò che ci accomuna all’interno del gruppo dell’Alde”.

Dobbiamo muoverci nel mondo come Europa, come Stati uniti d’Europa, unificare i nostri obiettivi, solo così possiamo essere più competitivi, altrimenti l’Italia, da sola, resterà schiacciata

Dal canto suo Holzeisen, avvocato tributarista e dottore commerciale, già candidata alle europee del 2009 con i Verdi, non manca di criticare la scelta degli ex compagni di partito di non volersi apparentare con il Team K, “una mossa che non trovo molto sensata”. La “dama in rosso” torna poi sui suoi cavalli di battaglia, la trasparenza e la lotta agli abusi di potere sia in Alto Adige che in Europa e alla necessità, in pieno spirito europeo, di un’educazione multilingue in provincia. Ma non vengono trascurati nemmeno gli obiettivi climatici (“la contrapposizione fra politica e coscienza ecologica è illogica e senza futuro”), il capitolo degli investimenti nella digitalizzazione e la convinzione di dover puntare su una maggiore formazione in campo umanistico

 

La voce del popolo

 

Sollecitati dal pubblico in sala sul tema dell’immigrazione Pizzarotti ha parlato dell’esigenza di un percorso responsabile in cui ognuno, in Europa, deve fare la sua parte “dato che fino a questo momento la gestione del fenomeno è stata evidentemente fallimentare. Il problema non è il numero dei profughi ma il rispetto delle regole, ma è più facile discriminare piuttosto che lavorare sulla legalità, un principio cardine che molto spesso si dimentica”. Gli fa eco Holzeisen che richiama l’attenzione su un punto spesso accuratamente ignorato e cioè il dovere di accertare le cause della fuga dei migranti, specie dal continente africano, e che attengono anche alle “responsabilità dei gruppi di interesse europei ma anche della Cina in questi paesi, a maggior ragione dunque la comunità europea dovrebbe impegnarsi per aiutare le persone che scappano ad avere un futuro nelle loro terre”. 

Il problema non è il numero dei profughi ma il rispetto delle regole, ma è più facile discriminare piuttosto che lavorare sulla legalità, un principio cardine che molto spesso si dimentica

A chi poi, fra gli astanti, ricorda il fallimento della Costituzione europea la candidata del Team K cita la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che ha lo stesso valore dei trattati e che va osservata in tutti gli stati membri, “purtroppo però è un documento praticamente sconosciuto, spesso anche da chi dovrebbe applicarlo”. A chiudere il dibattito una puntualizzazione di Paul Köllensperger sull’adesione del suo movimento al gruppo Alde: “Al suo interno c’è una vasta gamma di attori, dal liberismo di sinistra in cui noi ci riconosciamo, al neoliberismo che invece non ci rappresenta affatto. Deve essere chiaro da che parte stiamo”.

 

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Kommentare

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Martin Daniel 17.05.2019, 10:53

"La volontà di modificare le regole del gioco a Bruxelles è ciò che ci accomuna all’interno del gruppo dell’Alde" - allerdings geht dieser Wille in völlig gegenteilige Richtungen. Wer Christian Lindner und der FDP mit den "Stati Uniti d'Europa" kommt, wird ein gelbes Wunder erleben!

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