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Azienda sanitaria Alto Adige
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Lungodegenti, il sostegno è realtà

Pazienti in stato vegetativo, diventa operativa l’esenzione dei costi per le famiglie. Pubblicati i dettagli per chiedere i rimborsi. L’esame in team e i ricorsi.
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Stefano Voltolini16.09.2020
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L’ultimo passo verso la copertura totale dei costi, da parte del servizio pubblico, per le cure dei pazienti ricoverati in stato vegetativo in provincia di Bolzano. Lo ha compiuto L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, che sulla base della delibera della giunta provinciale del 9 giugno 2020, valida con effetto retroattivo fino all’aprile 2017, ha stabilito le modalità di presentazione della richiesta di sostegno finanziario e creato le unità per il trattamento delle richieste e dei ricorsi. Viene dato così seguito al provvedimento con cui l’esecutivo Kompatscher ha deciso l’adeguamento all’ordinamento nazionale che, come precisato dalla Rai, prevede il rimborso delle spese per i lungodegenti. A sollevare la questione dell’eccessivo peso lasciato alle famiglie, costrette a pagare quote fino a 1.600 euro al mese, era stato Maurizio Puglisi Ghizzi, consigliere comunale di Casapound, nonché oggi candidato sindaco, che aveva denunciato pubblicamente la situazione della moglie ricoverata in una struttura bolzanina.

 

Esenzione, le tappe precedenti

 

La delibera di giunta era arrivata a ridosso dell’estate, dopo la mobilitazione, nei mesi di gennaio e febbraio, dei familiari dei pazienti, appoggiati a livello di consiglio provinciale da Alessandro Urzì. Il consigliere di Alto Adige nel cuore-Fdi aveva presentato un’interrogazione chiedendo come mai in provincia di Bolzano i lungodegenti fossero “equiparati agli anziani che vivono in casa di riposo, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato numero 339 del 2015 sancisca che le spese per il ricovero dei malati in coma vigile, alimentati da una sonda, siano a carico dello Stato”.

Lo scorso 9 giugno la decisione del governo provinciale, che ha stabilito la totale copertura da parte del servizio sanitario provinciale per l’assistenza di pazienti con gravi compromissioni neurologiche nelle strutture residenziali di accoglienza. “Il provvedimento interessa soggetti con gravi e irreversibili compromissioni neurologiche quali: stato vegetativo, stato di minima coscienza, mutismo acinetico, sindrome di Locked-in. Queste persone sono esentate da qualsiasi onere relativo alla degenza in strutture sociosanitarie. La misura è retroattiva fino all’aprile 2017”. Questo quanto precisato da Palazzo Widmann che ha delegato i dettagli sulle modalità per la presentazione delle richieste all’Azienda sanitaria.

 

La procedura per le richieste

 

A tre mesi di distanza l’indicazione è stata eseguita. Sul suo sito web Sabes ha precisato tutti i dettagli, i moduli da compilare (anche per un eventuale ricorso) e i certificati richiesti. La richiesta di sostegno spetta ai rappresentanti legali dei pazienti.

In sintesi, come stabilito nella delibera la domanda è valida per le persone ricoverate “in stato vegetativo, stato minimamente conscio, mutismo acinetico e Locked-in sindrome”. La richiesta di “inquadramento clinico di paziente con grave ed irreversibile compromissione neurologica” deve essere completa di:

Modulo relativo alla richiesta di “inquadramento clinico di paziente con grave ed irreversibile compromissione neurologica” (compilato in tutte le parti)

Referto di visita da parte di un neurologo (paziente adulto/a) o referto di visita da parte di un neurologo/neuropsichiatra infantile (paziente in età pediatrica) del servizio sanitario nazionale

La richiesta va inviata alla mail suac@asdaa.it o alla mail certificata (Pec) bewertung.valutazione@pec.sabes.it

In entrambi i casi il destinatario è la segreteria dello sportello unico di assistenza e cura e dell’unità di valutazione multidimensionale (SUAC-UVM) con sede in piazza Loew Cadonna 12, Bolzano.

L’unità di valutazione multidimensionale, che tratta la richiesta - precisa l’Azienda -, sarà composta da neurologi, geriatri, fisiatri, infermieri e assistenti sociali. Dopo 12-18 mesi sarà effettuata una seconda valutazione. 

Se la richiesta viene respinta, si può presentare ricorso preferibilmente via mail: rekurse.ricorsi@sabes.it. A tale scopo è disponibile anche il seguente indirizzo mail certificato (Pec): rekurse.ricorsi@pec.sabes.it. Il ricorso infine può essere presentato anche direttamente allo sportello della commissione ricorsi.

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Kommentare

Bild des Benutzers Manfred Gasser
Manfred Gasser 16.09.2020, 12:37

Für meine Familie wäre es jetzt also finanziell besser, wenn meine Mutter, seit 4 Jahren im Altersheim, Pflegestufe 3, ins Koma fällt und noch kostspieliger behandelt werden muss. Kann mir das jemand logisch erklären?

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