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Avvenne domani

Quelle antiche magie

Una mostra per rivivere le tradizioni dei popoli alpini.
Kolumne von
Bild des Benutzers Maurizio Ferrandi
Maurizio Ferrandi17.10.2020
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Ci avviciniamo, giorno dopo giorno, a quel periodo dell’anno nel quale la luce sembra raggrinzirsi progressivamente, per lasciare spazio ad una tenebra che noi, uomini dell’era moderna, abbiamo imparato ad esorcizzare con il miracolo dell’elettricità, ma che, sino a non molti decenni or sono, era fiocamente squarciata solo dal pallido riflesso di una lanterna o di una fiaccola. Erano i mesi in cui, soprattutto tra le montagne dove il tramonto anticipa ancora di più il proprio accadere, le popolazioni esorcizzavano i fantasmi di un’oscurità che prefigurava quella della morte con tutta una serie di riti antichissimi, risalenti alla notte dei tempi, ad una simbologia pagana ben collegata al divenire del calendario solare.

È una catena di rappresentazioni magiche più o meno ancora vive lungo tutto l’arco alpino e che ora ci vengono restituite, con la splendida rappresentazione della fotografia, in una mostra aperta, per iniziativa del Comune di Bolzano e del CAI nelle sale del Museo Civico.

Sono 78 immagini di grande formato realizzate nel corso degli anni da uno dei fotografi italiani che più ha seguito nel loro svolgersi questa ritualità antica. Stefano Torrione ha dedicato il proprio impegno di realizzatore ai temi della ricerca geografica ed etnografica. Da oltre vent’anni percorre le Alpi documentando queste tradizioni, quelle che rischiano di sparire cancellate da una modernità livellatrice che ha imposto quasi come obblighi sociali ricorrenze estranee alla nostra cultura ma accattivanti sul piano consumistico come Halloween, e quelle che invece recuperano nuova forza proprio nel richiamo alle antiche usanze.

C’è molto Alto Adige nella mostra “Alpimagia” visitabile liberamente al Museo nei prossimi mesi. Ci sono ovviamente le immagini di uno dei riti pagani più antichi come l’Egetmann di Termeno, di un altro fenomeno in forte crescita come quello dei Krampus. Ci sono però anche le tradizioni simili o differenti, dalla Liguria sino al Friuli ed ogni storia merita di essere vista e raccontata con le parole scritte dal noto narratore di montagna Paolo Cognetti.

È una mostra, quella di Bolzano, che vale assolutamente una visita, arricchita com’è dall’esposizione di alcune preziose maschere rituali tratte dalle collezioni del Museo. C’è tempo, per ammirarla, sino alla fine del mese di aprile, quando la luce avrà trionfato, per una volta ancora, sul buio, sulla paura.

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