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L'energia di Alicante

La Spagna mette un tetto al prezzo del gas per l'energia elettrica e intanto investe nelle comunità energetiche. A partire da Crevillent.
El_Realengo
Foto: El Mundo

Nei discorsi sulla transizione energetica, il metano è sempre stato dipinto come il "fossile buono” che può accompagnare la buona uscita verso le rinnovabili – anche se da anni le associazioni ambientaliste indicano questa scelta più come un vincolo al passato che uno slancio verso il futuro. Ma con l’impennata dei prezzi del gas, il tema di un’indipendenza energetica si è prepotentemente fatto spazio, facendo parlare di qualcosa che da anni si sta consolidando sullo sfondo delle politiche europee: le comunità energetiche.

Nel 2019, infatti, l’Unione Europea ha emesso il Clean Energy for all Europeans package (CEP), un pacchetto di direttive volte alla promozione dell’energia rinnovabile e dell’efficientamento energetico. Due direttive (RED II e IEMD) riguardano in maniera particolare l’autoconsumo collettivo e le comunità energetiche.

Indicando con il termine ”autoconsumatore di energia rinnovabile” il cliente finale che produce energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo (e che può immagazzinare e vendere), si parla di “autoconsumo collettivo” quando due o più autoconsumatori agiscono collettivamente e si trovano nello stesso edificio o condominio.  La “Comunità energetica rinnovabile” (CER) è invece un soggetto giuridico che si basa sulla partecipazione aperta e volontaria. È un soggetto autonomo e controllato da azionisti o membri che sono persone fisiche, piccole o medie imprese, cooperative o autorità locali. La direttiva pone un vincolo di località e prossimità geografica ai membri della CER richiedendo che questi si trovino nelle vicinanze degli impianti di produzione della comunità.

 

La provincia di Alicante ha una spinta rinnovabile

 

I costi dell’energia elettrica in Spagna negli ultimi due anni sono raddoppiati e, come in diversi stati europei, alla fine del 2021 il governo è intervenuto sulla tassazione che pesa sul prezzo dell’energia. Il 26 marzo 2022, Spagna e Portogallo hanno ottenuto la possibilità di imporre un tetto al prezzo del gas per via dell'isolamento del mercato elettrico dei due paesi rispetto a quello dell'Unione Europea. Non stupisce quindi che proprio la Spagna investa molto nello sviluppo delle comunità energetiche.

Crevillent è un comune di circa trentamila abitanti della provincia di Alicante, nella comunità Valenciana. Il 95% dei suoi abitanti fa parte della Cooperativa Eléctrica San Francisco de Asís (oggi Enercoop), la più grande cooperativa energetica spagnola, nata nel 1925 per alimentare il settore tessile della città e che ha coinvolto nella propria produzione di energia fonti rinnovabili, come idroelettrico e fotovoltaico.

Il legame tra la città valenciana e l’indipendenza energetica si fa più stretto dal 2019, quando a Crevillent nel 2019 nasce COMPTEM (Comunidad Para la Transición Energética Municipal), il primo progetto di comunità energetica presentato in Spagna promosso da Enercoop. Il progetto pilota parte a El Realengo, frazione di Crevillent di 307 abitanti, con l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto di un padiglione. Ai 300 pannelli, con una potenza di picco di 120 kW, sono associate delle batterie a ioni di litio da 240 kWh, che permettono di accumulare l’energia nei momenti di maggiore produzione per poterla utilizzare successivamente.

 

La realizzazione dell’impianto, che è in grado di coprire il 50% del consumo della frazione, è stata preceduta da un processo partecipativo che ha coinvolto la popolazione di El Realengo. Per finanziare il progetto sono stati investiti 400.000 euro, di cui 300.000 ottenuti partecipando al progetto europeo Merlon (all’interno del piano Horizon 2020).

L’energia prodotta da una comunità energetica è vantaggiosa perché non ci sono spese di trasporto e perché le direttive europee prevedono degli incentivi all’autoconsumo. A El Realengo, metà dei benefici economici dell’impianto verranno utilizzati per pagare il finanziamento bancario e l’altra metà si tradurrà in un risparmio in bolletta del 15% circa, mentre quando il prestito sarà ripagato, la percentuale aumenterà fino al 25-30%.

 

Nuovi investimenti

 

Nel 2021, il consiglio provinciale di Alicante ha annunciato una linea di aiuti per promuovere l'uso di energia fotovoltaica e favorire l'autoconsumo elettrico attraverso la costituzione di comunità energetiche locali. Il pacchetto di investimenti, destinato in particolar modo ai comuni di piccola dimensione, punta a coprire i costi amministrativi e giuridici che costituire una comunità energetica comporta. La provincia ha stanziato 16,5 milioni di euro per progetti di aumento dell’efficienza energetica, come installazione di fotovoltaico per autoconsumo, punti di ricarica per auto elettriche ed efficientamento termico degli edifici pubblici. La misura è rivolta ai 29 comuni che non hanno beneficiato degli 8 milioni stanziati dalla provincia nel 2019.

 

 

Tra i comuni che che hanno avuto accesso ai finanziamento del 2019 c'è anche Altea, a circa un'ora da Crevillent, che il 2 marzo 2022 ha lanciato l’iniziativa “Altea zero emissions”. A partire da esperienze già in atto nella comunità valenciana, il comune di Altea ha promosso uno studio iniziale delle superfici pubbliche più adatte per accogliere i pannelli solari, tra le quali il tetto del Centro Cultural Altea La Vella e il centro sportivo comunale (un'iniziativa simile è promossa dalla provincia di Bolzano nel Klimaplan).

 

Fare energia, fare comunità

 

Le comunità energetiche hanno un ruolo sociale: l’energia a un costo più basso di quello di mercato permette anche alle fasce più vulnerabili della popolazione di avervi accesso, contrastando il fenomeno della povertà energetica. Si guarda con interesse alle CE anche dal punto di vista dello spopolamento dei territori: un’energia più economica potrebbe spingere le persone che se ne sono andate a tornare, o attirarne di nuove. La pandemia ha mostrato il fianco scoperto dei territori periferici, vuoti e quindi improvvisamente attraenti come fuga dalle città in lockdown, poveri di servizi e di abitanti. La produzione di energia decentrata può essere una spinta per uno sviluppo sostenibile delle zone spopolate, perché per avere i vantaggi economici della comunità energetica bisogna essere prima di tutto una comunità.