Chronik | L'intervista

“Sparkasse, parliamone”

L’avvocato Massimo Cerniglia sui risarcimenti, il tempo “conquistato” e il processo penale: “Lotteremo, abbiamo argomenti giuridici forti”. Poi l’appello alla banca.
Cerniglia, Massimo
Foto: Studio Cerniglia

salto.bz: Avvocato Cerniglia, la buona notizia è che tutti gli azionisti che hanno comprato le azioni della Cassa di risparmio di Bolzano nel 2008 e hanno subito violazioni di legge da parte della banca possono ancora intraprendere azioni legali per il risarcimento dei danni. Come si è arrivati a questo punto?

Massimo Cerniglia: Dopo la sentenza emanata pochi giorni fa, precisamente il 24 dicembre 2020, dalla giudice Silvia Rosà si è stabilito un principio - già consolidato peraltro dalla Suprema Corte di Cassazione -: il termine di prescrizione non decorre dall’acquisto del titolo, il 2008 in questo caso, ma dal momento in cui il consumatore percepisce il danno. E il danno è stato percepito, secondo la sentenza della giudice, alla fine del 2014, quando il valore del titolo è stato notevolmente deprezzato - parliamo di una riduzione del 50% - e si è stabilito che non si potessero vendere più di 50 titoli. Le azioni inoltre erano state classificate come a rischio “alto” e non più “medio”. In quel momento, secondo il ragionamento del giudice, e anche della Cassazione, il consumatore si è reso conto che aveva maturato un danno. E nel momento in cui si è consumato il danno e il consumatore può far valere il proprio diritto risarcitorio scattano i dieci anni entro i quali poter proporre l’azione giudiziaria per eventuali inadempienze da parte della Cassa di Risparmio. Per farlo gli azionisti hanno tempo fino alla fine del 2024 - inizio 2025. E aggiungo una cosa.

A prescindere da come vada il processo penale resta inalterata l’azione civile, che potrebbe proseguire in modo molto agevole

Prego.

La Cassa di Risparmio è già stata condannata tre volte, con tre sentenze emanate in tempi recenti, e con un lodo dell’arbitro Consob, a risarcire i danni ai consumatori. Non dimentichiamolo.
E poi anche per i sottoscrittori delle quote del fondo immobiliare Dolomit si riaprono i termini per poter proporre le proprie azioni giudiziarie nei confronti della Sparkasse. Coloro che hanno quote del fondo potrebbero andare in giudizio in quanto il danno si è manifestato nel 2012, anno in cui il suddetto fondo è stato chiuso. Il termine di 10 anni della prescrizione decorre perciò dal 2012.

I reati però potrebbero prescriversi.

Premessa: il tempo per l’azione civile resta inalterato perché si andrebbe a prescrivere nel marzo del 2022. Prima di quella data i danneggiati hanno a disposizione un anno e qualche mese di tempo per poter inviare lettere interruttive della prescrizione.
Il messaggio su cui bisogna insistere è quello di far pervenire una manifestazione di interesse al Comitato Azionisti Sparkasse ([email protected]), che si è costituito per le azioni civili, e all’associazione Centro Consumatori Italia che è a disposizione per fornire assistenza riguardo le lettere interruttive.
Domani, 20 gennaio, ci sarà l’udienza preliminare a Bolzano e il gup, Emilio Schönsberg, dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio gli imputati. Dal momento che per la prescrizione penale non basta un atto interruttivo, i reati potrebbero prescriversi, sì.

Lotteremo soprattutto per non far prescrivere il reato di truffa aggravata, quello più grave imputato agli ex esponenti e dirigenti della banca

Con quali motivazioni vi opporrete all’applicazione della prescrizione?

Noi come avvocati lotteremo soprattutto per non far prescrivere il reato di truffa aggravata, quello più grave imputato agli ex esponenti e dirigenti della banca.
Riteniamo che i nostri argomenti giuridici siano molto forti ma preferisco non esporli in questa sede, per ragioni di tattica processuale.
Ribadisco che a prescindere da come vada il processo penale resta inalterata l’azione civile, che potrebbe proseguire in modo molto agevole.

Perché?

Tutte le prove raccolte nel processo penale verranno “travasate” in quello civile e costituiranno quelle che vengono chiamate tecnicamente “prove atipiche” (di carattere privilegiato) che sono valutate dal giudice civile.

Non ci sarebbe quindi neanche la necessità di fare un’istruttoria in sede civile.

Basterebbero gli 8 faldoni di documenti di rapporti, contro-rapporti, perizie, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e di e-mail e via dicendo. La Cassa risponde come responsabile civile.
Stiamo parlando di 11mila risparmiatori e di un acquisto di azioni per circa 40 milioni di euro.

Lanciamo un appello alla Sparkasse perché si sieda al tavolo delle trattative, se non vorrà farlo ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità

Alla Sparkasse cosa vuole dire?

La Sparkasse è la terza cassa di risparmio indipendente d’Italia. In questi anni grazie a una buona conduzione da parte del management, che si è rinnovato nel 2014, sta portando buoni risultati nonostante la congiuntura economica, il Covid e quant'altro.
La Cassa di Risparmio di Bolzano dovrebbe fare come hanno fatto altre banche in passato davanti a delle situazioni risarcitorie collettive che hanno coinvolto migliaia di persone. Ricordiamo il Monte dei Paschi di Siena, che ha creato una commissione paritetica e ha provveduto al risarcimento quando 15 anni fa c’è stato il caso dei prodotti “My way” e “For You”. O anche la Banca popolare di Milano che ha risarcito tutti i risparmiatori dopo che nel 2011 io stesso feci una class action per conto dell’associazione dei consumatori. E ancora, solo per citarne alcune, Unicredit e Mps che hanno risarcito tutti i risparmiatori per quel che riguarda il caso della vendita di diamanti. Davanti a situazioni massive di danni nei confronti dei propri clienti, che derivano dai comportamenti della banca, si discute e si chiude la questione, anche per un motivo reputazionale, che è importante per la banca stessa. Lanciamo un appello alla Sparkasse perché si sieda al tavolo delle trattative, se non vorrà farlo ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.