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Gastkommentar

Brutta figura

Der Chefredakteur der Südtiroler Wirtschaftszeitung Christian Pfeifer hat zur Toponomastik-Diskussion einen offenen Brief veröffentlicht. Eine wohltuende Gegenstimme.
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Cari italiani, noi altoatesini di lingua tedesca abbiamo fatto brutta figura. O meglio, ce l’ha fatta fare la politica. Ma vi racconto l’altra verità.
Non mi illudo. Non oso sperare che questa lettera aperta agli italiani venga pubblicata su qualche giornale nazionale. Ma spero che venga diffusa in altra maniera, tramite altri canali, perché cerca di spiegare come la pensiamo veramente, noi altoatesini di lingua tedesca. Non tutti, ovviamente, ma numerosi, e sicuramente molto più numerosi di quelli che la pensano come Cristian Kollmann che avete conosciuto domenica grazie alla trasmissione “L’Arena” su Raiuno. Certo, invitando l’agitatore Cristian Kollmann e vendendolo come un nostro rappresentante politico “importante”, la trasmissione è stata impostata – consapevolmente o inconsapevolmente – per riscaldare tutti i pregiudizi che molti di voi nutrono nei confronti di noi altoatesini di lingua tedesca. Il conduttore Massimo Giletti ha presentato Kollmann come – cito testualmente – “uomo importante della politica in Sudtirol”, forse volendo dire “Süd-Tiroler Freiheit”, ma non riuscendo a pronunciarlo in modo corretto. Ma dicendo così, è passato questo messaggio: “I sudtirolesi di lingua tedesca la pensano così!”. Vi dirò che Kollmann ha racimolato miseri 897 voti alle ultime elezioni provinciali ed i sudtirolesi di lingua tedesca sono circa 320.000. La pensiamo come lui?
Quindi, l’impostazione della trasmissione non è stata degna di un programma serio. Eppure ha rispecchiato il malumore di voi italiani nei confronti di noi “tedeschi”. Un malumore che la giornalista Myrta Merlino a “L’Arena” ha sintetizzato in una frase: “Li riempiamo di soldi eppure sono scontenti.” Applausi! È questa l’opinione di molti di voi.
Sì, è vero, il partito di maggioranza SVP con l’aiuto del PD ha cercato di cancellare qualche toponimo italiano. Non importa che si tratti solo di una manciata di nomi.
Ma perché cancellare questi toponimi italiani, se tanto non sono in uso?
Quest’opinione brucia, ma non è solo colpa vostra, se (sbagliando) la pensate così, ma è anche colpa nostra. Anzi, è colpa dei nostri politici! Sono loro che rafforzano questa vostra opinione. La consegna del “Benito d’Oro” al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi da parte del Süd-Tiroler Freiheit è stata una pura operazione di visibilità di un piccolo partito, una provocazione che non meritava tanto interesse. Invece mi vergogno di questa storia sciagurata della toponomastica, e so che sono numerosi gli altoatesini che si vergognano come me. Sì, è vero, il partito di maggioranza SVP con l’aiuto del PD ha cercato di cancellare qualche toponimo italiano. Non importa che si tratti solo di una manciata di nomi. Come tanti altri altoatesini di lingua tedesca, io mi chiedo: Ma perché cancellare questi toponimi, se – come sottolinea la SVP – tanto non sono in uso? Perché andiamo a suscitare il vostro malumore – anzi, perché va a suscitarlo la politica – per qualcosa che non ci cambia la vita? È ovvio che questa polemica diventi un assist perfetto per chi vuole nutrire pregiudizi. È ovvio che giornali come La Verità poi titolino “L’Alto Adige dichiara guerra all’italiano”, anche se un titolo di questo genere gonfia e falsifica la vicenda. È ovvio che poi ci chiamate un “popolo ingrato che incassa i soldi e odia l’italiano”, anche se è una panzana: primo perché l’Alto Adige contribuisce al debito italiano con più soldi di quanti ne riceva dallo Stato (lo dicono i numeri!), secondo perché in tanti tifiamo Italia – magari non Kollmann, magari non tutti.
Quindi, ignorate i provocatori! Magari invitate me in studio! Vi racconto l’Alto Adige vero.
Uno è la politica. L’altro siamo noi altoatesini di lingua tedesca. In questioni come la toponomastica la politica è distante anni luca da noi cittadini. È vero, come ha detto Barbara Lezzi del Movimento 5 Stelle a “L’Arena” che abbiamo ben altri problemi. Quindi, ignorate i provocatori! Magari invitate me in studio! Vi racconto l’Alto Adige vero.
 
Questa lettera aperta agli italiani è uscita sul settimanale d'economia di lingua tedesca "Südtiroler Wirtschaftszeitung" SWZ del 17 marzo 2017.
 
 

Christian Pfeifer, 43, ist Chefredakteur und verantwortlicher Direktor der Südtiroler Wirtschaftszeitung (SWZ),. Im Fernsehen von Rai Südtirol moderiert er das Wirtschaftsmagazin „Trend“. In seiner Jugend gehörte Pfeifer zu den besten Tennisspielern Südtirols. Er ist verheiratet und hat zwei Kinder.

christian_pfeifer.jpg

 

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Thema

Kommentare

Bild des Benutzers Albert Hofer

"Come tanti altri altoatesini di lingua tedesca, io mi chiedo: Ma perché cancellare questi toponimi, se – come sottolinea la SVP – tanto non sono in uso?"

Möglicherweise kann ich helfen. Es geht bei dem Vorschlag gar nicht um das "Löschen" von Ortsnamen, sondern um Rechtssicherheit, welche Namen auf öffentlichen Wegmarkierungen aufscheinen müssen. "Gelöscht" werden kann mal gleich gar nix, solange die drei faschistischen Dekrete von 1923, 1940 e 1942 noch in Kraft sind, was in absehbarer Zukunft wohl leider der Fall sein wird. Es geht bei der Durchführungsbestimmung um eine sehr praktische Frage: Wenn der AVS oder ein lokaler Tourismusverein Schilder aufstellt, welche Namen müssen bei der Aufschrift berücksichtigt werden? Das Autonomiestatut verpflichtet in geltender Form (vermutlich... Wegebeschilderung wurde noch nie letztinstanzlich durchgepaukt) zu absoluter ausnahmsloser Zweisprachigkeit, also müsste "theoretisch" jeder in den Dekreten von 1923, 1940 e 1942 aufgeführte Name verwendet werden. Praktisch ist das aber, wie auch der letzte Hardliner wohl heimlich zugeben wird, völlig absurd. Kein Mensch auf Erden (noch nicht mal ein Casa-Pound-Wähler) nennt den Malsitterhof bei Brixen "Maso Malsito". Es gibt hier einen ganz offensichtlichen Widerspruch - rechtliche Verpflichtung zur Zweisprachigkeit einerseits, andererseits praktischer Irrsinn einer Wegebeschilderung, die keiner Sterbensseele bekannte Namen verwendet. Die praktischen Konsequenzen dieses Widerspruchs (kein Mensch weiß, wie Schilder nun am besten auszusehen haben) sind der Grund für den ganzen Streit und der vorgeschlagene Kompromiss sollte hier abhelfen: Auf Schildern soll nur aufscheinen, was real verwendet wird.

+1-12
Bild des Benutzers Faber Simplicius

wenn es nur um Rechtssicherheit geht, dann sollte man eben die deutsche Version dieser Namen laut Statut offiziel genehmigen und nicht anders.
Aber es geht eben nicht nur um die Rechtssicherheit, diese ist nur die Verschönung von etwas anders und zwar die ewige Wille auf Revanche, wie Herr Pfeifer beispielhaft gesagt hat....

Bild des Benutzers pérvasion

Mit Anbiederung hat man in Südtirol ganz großen Erfolg. »Bella figura« ist eben das wichtigste.

Bild des Benutzers tagliaferro fulvio

Il sig. Hofer ha ragione. Un toponimo serve se è in uso, se non è in uso serve solo a marcare il territorio, è una provocazione permanente. Io sono di Trieste, a Trieste si è cercato di trasformare il toponimo Opcina (sloveno) in un italianissimo Poggioreale del Carso ma NESSUNO tra gli italiani ha usato tale nome ed esso è scomparso, resta una vocalizzata Opicina. Una mia parente era stata nominata maestra in Istria (terra di lingua slovena-croata) in un paese chiamato dagli italiani (no, meglio: dai fascisti) Acquaviva: ha chiesto informazioni a gente del posto e le hanno offerto gentilmente acquavite. Semplicemente non conoscevano il toponimo ufficiale, perché non lo usavano. Salvo abusi, l'idea di togliere nomi non usati è corretta. Del resto, mi pare che il nome della Vetta d'Italia non sia in discussione, appunto perché in uso.

+1-12
Bild des Benutzers Faber Simplicius

ma non usati da chi, da chi parla italiano o tedesco? provi a rovesciare la questione e vedrà che emerge tutta l'irrazionalità dell'accordo temporaneamente sfumato. Se sarebbe improponibile che toponimi "ufficiosi" tedeschi non utilizzati/non graditi dagli italiani venissero abrogati perché "non in uso". Non si capisce perché invece possa funzionare il contrario. Tranne per chi ha smesso di considerare il tempo trascorso dal 4 novembre 1918

+1-11
Bild des Benutzers tagliaferro fulvio

C'era una convergenza tra CAI e AVS sul fatto che certi toponimi di montagna (tra l'altro pochi) dal suono italianeggiante non sono in uso. Non sono in realtà toponimi italiani, perché gli italiani stessi non se ne servono o non li conoscono. Si tratta dell'unico modo ragionevole per chiudere una faccenda assurda, introducendo almeno in teoria il principio "eversivo", secondo cui le lingue servono a capirsi e non a litigare.

+1-11
Bild des Benutzers H Hanna

» .... drei faschistischen Dekrete von 1923, 1940 e 1942 noch in Kraft sind, was in absehbarer Zukunft wohl leider der Fall sein wird. ...«

Jetzt diskutieren Leute, die sich in der besten Autonomie der Welt zu den besten Demokraten der Welt zählen, wie 3 faschistische Dekrete aus der Mussolini-Zeit richtig zu interpretieren und umzusetzen sind, um die schönsten und höchsten Berge der Welt richtig und ordnungsgemäß mit den schönsten und besten Wegweiser versehen zu können.

Und weil diese faschistischen Dekrete anscheinend eh nicht so schlimm sind, und weil nicht einmal die Neufaschisten den Malsitterhof bei Brixen "Maso Malsito" nennen, können sie doch ruhig weiterbestehen.
Die faschistischen Diskrete werden zwar angeordnet und auch ordnungsgemäß durchgeführt, aber nicht angewendet, nicht umgesetzt, ignoriert oder wasweißich.
Das nennt sich wohl passiveren Widerstand der weltbesten Demokraten in der weltbesten Autonomie.

Es ist unfassbar, unglaublich, was man her in Südtirol so alles zum Lesen bekommt. Man möchte fast meinen, diese faschistischen Fantasienamen sind inzwischen zu liebgewonnen Bestandteilen der neuen Südtiroler*innen geworden, auf die sie nicht verzichten wollen, auch wenn sie von ihnen kaum angewendet werden.
Ja, wenn sie nicht einmal von den Neofaschisten penibel genau angewendet werden, dann können sie doch weiterbestehen, die 3 faschistischen Dekrete ... wenn schon nicht alle, dann doch ein paar ... oder etwas abgeschwächt dieses oder jenes ... oder vielleicht doch alle??
Und darüber wird jetzt in den nächsten 95 Jahre diskutiert! Da kann man nur noch sagen: Viel Vergnügen, ihr besten Demokraten in der besten Demokratie der Welt!

Bild des Benutzers H Hanna

PS: Wehrend die weltbesten Demokraten in Südtirol den Faschismus verharmlosen und ihm durchaus auch positive Werte abgewinnen können ... (weil den Faschismus eh niemand so richtig ernst nimmt und auch selten angewandt wird) ....
.... Und die Deutschen damit beschäftigt sind, den 2 Weltkrieg im Nachhinein zu verhindern, indem sie unter anderem jeden finsteren Keller in Brandenburg nach Glatzköpfen und diversen Nazi-Symbolen durchwühlen und alles sofort ins neugeschaffene Dunkel-Deutschland transferieren was ihnen verdächtig vorkommt und nicht dem neuen deutschen (linken) Zeitgeist entspricht ...
... etabliert sich - inzwischen gar nicht mehr so still und leise - eine neue faschistische Ideologie ...

Bild des Benutzers Emil George Ciuffo

Hey, trink mal einen Kamillentee, vielleicht geht es dir dann besser ...

Bild des Benutzers Robert Tam...

Hey, lies mal ein Buch, vielleicht bist Du nachher gebildeter...

Bild des Benutzers Martin B.

Herr Pfeifer: Sie wollen also ähnlich der SF das Thema über emotionale Logiken beeinflussen und damit eine rationale Diskussion und Lösung verhindern (wie es bbd und andere versuchen)? Einige Vorkommentatoren haben bereits sinnvolle Hinweise gegeben. Ich finde es präpotent wie über nur schwach durch Wähler unterstütze Politiker gelästert wird und ohne eine unterstützende Quelle die eigene Meinung als mehrheitlich unter den Südtirolern dahingeplaudert wird. Gehen Sie mal von Bozen in die Dörfer raus und ich bin sicher Sie finden auch abseits der SF- und F-Anhänger viele sehr von Ihnen diversifizierende Meinungen zum Thema Toponomastik. Eine wohltuende Gegenstimme? Wohl eher eine emotional-simplizistische Stellungnahme ohne viel Wiederhall.

Bild des Benutzers 19 amet

Da gibt es tatsächlich Leute die nicht kapiert haben, dass Politik die Kunst des möglichen ist. Da jedem nicht fanatisierten
Südtiroler die ganze Toponomastikdiskussion beim Hals heraushängt, und er auch überzeugt ist, dass nicht in nochmals hundert Jahren die italienischen Ortsbezeichnungen abgeschafft werden, frage ich mich was diese Leute wollen ?. Seit Jahrzehnten fordern ihre Idole skurrile Sachen, wie den Anschluss an Österreich, oder einen Freistaat, ohne auch je nur einen Beistrich als Erfolg vorweisen zu können. Kann man so durch das Leben träumen ? Ich verstehe, dass ohne die Toponomastik und die unentwegten Meldungen über das fehlende Deutsch auf irgendeiner Tafel, der Lebenszweck solcher Fanatiker sich nur auf die fetten Diäten und Pensionen reduzieren würde. Ich gönne euch den Futtertrog, seid still, kassiert, und lasst die Bürger leben und arbeiten.

Bild des Benutzers Harald Knoflach
Bild des Benutzers Robert Tam...

Sehr gute Replik auf Pfeifers abstruse Theorien. Bravo, Harald!

Bild des Benutzers Emil George Ciuffo

Auch wenn ich hier wohl etwas "stonato" klinge unter den Kommentatoren, trotzdem: Bravo Pfeifer!!
Wirklich wohltuend.

Bild des Benutzers H Hanna

Von einem Direktor und Chefredakteur einer Südtiroler Wirtschaftszeitung, würde ich mir ein etwas verständlicheres Deutsch erwarten.
Wenn ich dieses wirre Geschreibsel richtig verstanden haben, dann möchte Herr Christian Pfeifer, dass alles so bleiben soll wie es ist, und diejenigen die etwas ändern wollen, sind nichts als dumme Provokateure.
Und das nennt sich dann eine wohltuende Gegenstimme zu jenen, die sich etwas weniger lebenden Faschismus und ital. Nationalismus in Südtirol wünschen.

Merke: Nicht diejenigen, die jedem Hühnerstall einen ital. Namen verpassen sind Provokateure, sondern die, die faschistische Fantasienamen und andere faschistische Relikte abschaffen bzw. Beseitigen wollen!
Aus der Sichtweise eines Italieners in Südtirol ist das durchaus verständlich.

Um einen Südtiroler mit italienischer Muttersprache dürfte es sich hier wohl nicht handeln, denn die nennen ihre Heimat nicht Alto Adige, sondern Sudtirolo. Solche Südtiroler Landsleute gibt es tatsächlich, auch wenn man sie an einer Hand abzählen kann!

Bild des Benutzers H Hanna

Nachtrag:
Wirtschaftstreibende und Touristiker waren immer schon auf der Seite der Sieger und aktuellen Machthaber, das weiß niemand besser als die Wirtschaftstreibenden von Sexten und Innichen, denn diesen Leuten ist zu verdanken, dass die ganze Gegend dort oben heute nicht bei Osttirol- sondern bei Südtirol ist.
Und sie begründen ihren Opportunismus immer wie folgt:
»Geht’s der Wirtschaft gut, geht’s den Menschen gut«
Freilich, am besten gehts den Wirtschaftstreibenden selber ... was auch der alleinige Grund ihres handeln ist ...

Bild des Benutzers Guido Gentilli

Ma perché preoccuparsi tanto dell'"Arena"? Queste trasmissioni servono ad un solo scopo: non fare informazione, bensì alzare l'audience e vendere - di conseguenza - spazi pubblicitari che nella crisi della tv italiana sarebbero altrimenti sempre meno ambiti.
Tranquilli, il pubblico dell'"Arena" oggi si è già completamente dimenticato della trasmissione sull'Alto Adige, della cui stessa esistenza probabilmente nulla sospettava...

Bild des Benutzers Waltraud Astner

Werter Herr Pfeifer, um genau zu wissen was die Südtiroler Bevölkerung deutscher Muttersprache denkt, gibt es nur einen Weg, man befrage sie, zumal es üblich ist, immer dann wenn es keine politischen Lösungen gibt, das Volk zu befragen. Es war IMMER das ureigenste Recht der Bevölkerung einer Gemeinde die Namen ihrer Orte, Weiler usw. selbst zu bestimmen. Es ist nicht die Aufgabe von Tolomei oder irgendeiner Kommission, sondern die des Volkes. Also um Klarheit zu bekommen, sollte Gemeinde für Gemeinde die Namen angefangen von den Ortschaften bis hin zur Mikrotoponomastik SELBST festlegen. Es ist doch nicht einzusehen, dass Mitglieder einer Sprachgruppe, die in bestimmten Orten gar nicht vorkommt, seien es die Italiener in diversen Tälern oder die Deutschen in Ladinien , bestimmen können wie die Orte dort AMTLICH zu heißen haben und was auf den Ortschildern zu stehen hat. Das werden die Betroffenen wohl selbst machen dürfen. Sollte es mehrere Sprachgruppen in einer Gemeinde geben, sind ab einem bestimmten Prozentsatz eben beide Namen als amtlich anzuerkennen.
In dieser langen Zeit hätte man diesen Ansatz längst durchführen können. Jedenfalls erspart er Ihnen zu erklären, was die Bevölkerung wirklich denkt!! Und ja Herr Pfeifer, es gibt größere Probleme, aber die gibt es immer. Das schließt aber nicht aus auch (tatsächliche oder vermeintliche) kleinere Probleme einer Lösung zuzuführen. Ob die faschistischen Relikte in Südtirol, wozu auch die Ortsnamen gehören, größere oder kleinere Probleme sind, darüber kann man diskutieren. Viele Leute sind der Meinung, dass sie auf jeden Fall zum Schämen sind. Aber auch das ist offenbar Ansichtssache.

+1-11
Bild des Benutzers Silvia Rier

@ "Es war IMMER das ureigenste Recht der Bevölkerung einer Gemeinde die Namen ihrer Orte, Weiler usw. selbst zu bestimmen (...): Ich bin mir nicht GANZ sicher, aber ich glaube, IMMER wurde dieses Recht keineswegs respektiert. Ich denke zum Beispiel an die ursprünglich doch rätoromanischen Orts- und andere Namen des Vinschgau? Die, so wurde mir berichtet, vor gar nicht allzu langer Zeit ziemlich brutal eingedeutscht wurden?! Und was ist mit den deutsch- bzw. italienischsprachigen Namen der ladinischen Gemeinden? Gab's die schon immer? Könnten die weg?

Bild des Benutzers Waltraud Astner

Die sog. Eindeutschung des Vinschgaus erfolgte soviel ich weiß nicht brachial, sondern schleichend, gleichwohl gefördert durch die katholische Kirche insbesonders durch das Kloster Marienberg, welche sich durch die Förderung der deutschen Sprache eine Beibehaltung des Katholizismus versprach, indem sie die Beziehungen zum reformierten benachbarten Engadin zu unterbinden versuchte. Die Ortsnamen im Vinschau sind nichtsdestotrotz soviel ich weiß mehrheitlich auf rätische bzw. rätoromanische Wurzeln zurückzuführen und durch die zunehmend deutsch sprechende Bevölkerung (nicht irgendwie von oben oder außen) verändert worden.
Die deutsch-und italienischen Namen Ladiniens sind durch Gebrauch entstanden, was aber der deutsch-und italienischsprechenden Bevölkerung Südtirols nicht das Recht gibt von den Ladinern zu verlangen diese OFFIZIELL anzuerkennen und auf Ortsschildern festschreiben zu müssen. Offiziell und auf Schildern sichtbar sollte ausschließlich der ladinische Namen sein, weil es der Name ist den die dort lebende Bevölkerung dem Ort gegeben hat.

Bild des Benutzers Silvia Rier

Wenn das so ist, dann bin ich mir, glaube ich, doch sicher =D :
Germanisierung durch Sprachverbot im Vinschgau. Ein verschwiegenes Kapitel Tiroler Geschichte

"Eines der letzten heute nicht ladinischen Gebiete, die ihre Sprache aufgaben, war der obere Vinschgau. Es war kein freiwilliger Übergang vom Ladinischen zur fremden (deutschen) Sprache, sondern eine Zwangsassimilierung, auf die in der Tiroler Geschichtsschreibung nicht gern näher eingegangen wird. Die Tiroler Geschichtsschreibung war vornehmlich darauf bedacht, die lange Geschichte des Deutschtums in Südtirol seit der Landnahme der Bajuwaren darzustellen. Auch heute noch scheinen zahlreiche Geschichtswerke von dieser Einstellung nicht ganz Abstand genommen zu haben. (...)" (u. a. hier gelesen: http://www.gfbv.it/3dossier/ladin/ladinien-de.html)

Bild des Benutzers Waltraud Astner

Der Übergang vom Ladinischen zum Deutschen im Obervinschgau wurde ganz klar gesteuert, hat sich aber über Jahrhunderte hingezogen und hat zuletzt eine Eigendynamik entwickelt. Also wie gesagt nicht brachial, wie die Italianisierung Südtirols im Faschismus, sondern schleichend über mehrere Jahrhunderte hinweg. Die Ortsnamen (eigentl. Thema dieses Artikels) wurden nicht zwangsgermanisiert, sondern beibehalten und allenfalls im Laufe der Zeit angepasst; sie gehen auf rätoromanische Wurzeln zurück, was ebenfalls der von dir verlinkte Artikel bestätigt. Die Bewohner des Vinschgaus haben also selbst die Namen ihrer Orte festgelegt, dies sollte auch und gerade heute noch gelten.

+1-11
Bild des Benutzers Sigmund Kripp

Ich finde, anbiedern muss man sich wirklich nicht! "Noi altoatesini di lingua tedesca" ist so eine Anbiederung, nochdazu im Namen aller deutschsprachigen Südtiroler. Herr Pfeifer hätte ja schreiben können "Io, altoatesino di madrelingua tedesca..."
Ich bin kein altoatesino! Nie gewesen. Wenn schon "sudtirolese", wenn es das "sud" schon wirklich braucht...

+1-13
Bild des Benutzers Steffan Grinzinger

Christian Pfeifer ist dt Muttersprache, warum verwendet er sie hier nicht?
Ist das die berühmte Anbiederung an an Italien, die von den Italienern so sehr geschätzt und honoriert wird?
Oder will Christian Pfeifer lediglich damit hinweisen, dass Südtirol Italien ist?
Das wäre wirklich nicht nötig, das weiß ich auch so, wenn ich in meinem Stammkaffeehaus von einer Kellnerin aus Jana mit “buongiorno“ begrüßt werde

Bild des Benutzers Sigmund Kripp

Also das Kind mit dem Bade ausschütten muss man auch nicht! Wenn sich Herr Pfeifer an die BürgerInnen ganz Italiens wendet, wird er wohl in Italienisch schreiben müssen. DAS ist für mich nicht das Problem! Nicht das Verwenden des Italienischen ist die Anbiederung, sondern die generalisierende Bezeichnung "noi (!) altoatesini" .

Bild des Benutzers Steffan Grinzinger

Ja natürlich, aber er könnte den Südtirolern auch eine dt Übersetzung gönnen, wenn er seinen offenen Brief auch hier in ST veröffentlicht ... das ist zumindest meine Meinung.
WIR Südtiroler ...

Bild des Benutzers Sigmund Kripp

Ma dai!

Bild des Benutzers tagliaferro fulvio

Herr Pfeifer, Sie haben auf Italienisch geschrieben, so werde ich versuchen auf Deutsch zu schreiben. Ich bin nicht zweispraechig, so werde ich Faehler machen. Bitte: lacheln Sie nicht darueber.
Sie schamen sich wegen dieser Streit um die Ortsnamen: was sollten wir Italiener tun? Sicher koennen wir nicht stolz sein! Es geht nicht nur um die RAI: was sollten wir denken von unseren Akkademiker? Fuer die Accademici della Crusca ist die einheit Italiens im Gefahhr, wenn einige Namen, die niemand kennt oder anwendet, ausradiert werden. Wissen diese Wissenschaftler dass es in Italien Doerfer gibt (z. B. Sauris F.V.G), wo (total problemlos fuer Turisten oder sogar Patrioten) ALLE Ortsnamen auf einem alten deutschen Dialekt sind? Warum sind deutsche Namen total harmlos im Friaul und total bedrohend im Sued Tirol?
Die ganze Streit konnte besser in einem Narrenhaus stattfinden

Bild des Benutzers Faber Simplicius

Forse perché al Furlans de la de l'aghe non interessa l'italiano ma non pensa di cancellarlo?!?!

Bild des Benutzers tagliaferro fulvio

Quindi una cosa è giusta o sbagliata, secondo le motivazioni che si pensa spingano le persone a farla. Così si può fare baruffa sempre "a prescindere"

Bild des Benutzers Faber Simplicius

difficile trovare il giusto "oggettivo" in una disputa sulle denominazioni nelle diverse lingue.. è più "giusta" la denominazione tedesca di quella italiana perché quest'ultima c'è solo da 100 anni?!? La questione è stata posta male perché punta a privare di qualcosa (i toponimi italiani, ufficiali ma ritenuti poco usati) anziché aggiungere qualcosa (l'ufficializzazione di quelli tedeschi) Ma ciò sembrerebbe inaccettabile perché comporterebbe anche l'accettazione del "torto subito" della denominazione italiana...
Non penso infatti sia un caso che, a parte io e lei, tutti gli altri commenti vengono fatti dai concittadini di madrelingua lingua tedesca..

Bild des Benutzers alessio filippi

Complimenti, bell'articolo!!

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