Giudiceandrea, Federico
Assoimprenditori Alto Adige
Advertisement
Advertisement
Lettera aperta

“Ringraziamo anche chi lavora!”

Federico Giudiceandrea (Assoimprenditori) dà voce alle aziende e ai lavoratori altoatesini che fanno da argine alla crisi: “Sforzo immane ma ce la faremo, non ho dubbi”.
Advertisement
Salto Plus

Liebe/r Leser/in,

dieser Artikel befindet sich im salto.archiv!

Abonniere salto.bz und erhalte den vollen Zugang auf etablierten kritischen Journalismus.

Wir arbeiten hart für eine informierte Gesellschaft und müssen diese Leistung finanziell stemmen. Unsere redaktionellen Inhalte wollen wir noch mehr wertschätzen und führen einen neuen Salto-Standard ein.

Redaktionelle Artikel wandern einen Monat nach Veröffentlichung ins salto.archiv. Seit 1.1.2019 ist das Archiv nur mehr unseren Abonnenten zugänglich.

Wir hoffen auf dein Verständnis
Salto.bz

Abo holen

Bereits abonniert? Einfach einloggen!

Wir von salto.bz arbeiten auch in der aktuellen Krise voll weiter, um Informationen und Analysen zu liefern sowie Hintergründe zu beleuchten – unabhängig und kritisch. Unterstützen Sie uns dabei und holen Sie sich jetzt ein Abo, um salto.bz langfristig zu sichern!

Advertisement
Advertisement

Kommentar schreiben

Kommentare

Bild des Benutzers Angelo De Fina
Angelo De Fina 30.03.2020, 12:48

Condivisibile ed encomiabile l'azione del signor Heiner Oberrauch di convertire la produzione su mascherine e camici di protezione.
Vorrei però affrontare (uso singolare per semplicità) il "problema che si presenterà"
-"Come ripartiranno le aziende finito questo momento? Come ripartiranno i lavoratori dipendenti, autonomi, occasionali ecc.? Che supporto dovranno avere le aziende? " -
Naturalmente non ho la soluzione a portata di mano, ma suggerisco alcune considerazioni.
1) le aziende dovranno pensare ad una ristrutturazione interna volta ad un miglioramento delle proprie attività ( non ad un aumento)
2) si deve considerare un supporto di aiuti UNIVERSALE dato a tutti eliminando sussidi permanenti o saltuari erogati con gli strumenti ad oggi utilizzati.
Credo che con questa ottica si deve adesso iniziare pensare al "dopo".
Auspico che, per la nostra regione e per le due province autonome, i politici oggi al comando si pongano questo problema e che, coinvolgendo tutte le forze in campo (da chi governa a chi fa opposizione), riescano a proporre quelle soluzioni utili alla ripartenza di tutta la socetà.

Advertisement
Advertisement
Advertisement