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In Etiopia

Nel paese degli specchi

Da due anni il brissinese Alessandro Ruggera è direttore dell’Istituto di Cultura Italiana di Addis Abeba. Un lavoro di responsabilità, anche alla luce del passato coloniale che ha segnato le relazioni tra il nostro paese e quello africano.
Von
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Gabriele Di Luca18.08.2013
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Kommentare

Bild des Benutzers e d
e d 18.08.2013, 19:21
Addis Abeba è una città senza centro, in questo testo il centro (il senso) è dappertutto. Isolo il passaggio per me più significativo, quello che in poche righe apre il Libro-Psiche-Mondo che preferisco: “Più che sentirmi a mio agio, ho imparato ad apprezzare il disagio. Del resto, ognuno ha un suo modo peculiare per entrare in sintonia con le situazioni nelle quali si trova a vivere. Il poter star bene dipende dalla particolare geografia psichica che alla fine creiamo noi stessi, è un processo che ricorda l’esperienza della flânerie, quando la biografia individuale s’intreccia a certi luoghi, i quali poi funzionano da specchi in cui è possibile riflettersi. Non riesco a spiegarlo meglio di così”. Per me è un bene che tu non riesca a spiegarti meglio, perché spiegandoti così mi fai venire in mente Robert Walser e la leggerezza ponderosa dei suoi passi; ma anche l'utilissima deriva teorizzata da Debord; o il Sudtirolo inesistente, senza rappresentazione del contrasto etnico, immaginabile soltanto in negativo, come polvere impalpabile di „biografie individuali“; oppure la cartografia psichica di un flâneur balcan(esco) che gironzola a Parigi: „Vago attraverso i giorni come una puttana in un mondo senza marciapiedi“. Insomma, caro Alessandro, spiegandoti così mi fai tornare in mente un sacco cose belle. E per questo ti tingrazio.
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