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Comune di Merano
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MErano

"Clima al primo posto"

Gli obiettivi: riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 40% rispetto al 2005 e l’aumento della resilienza del territorio comunale. La vicesindaca: “Possiamo farcela"
Kolumne von
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Giancarlo Riccio19.01.2023
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Merano e il clima di domani, siamo forse ad una prima Wende, una prima importante svolta. Perché nell'ambito del progetto "Piano clima Burgraviato", il Comune di Merano ha aggiornato il proprio Piano d'azione per l'energia sostenibile e il clima (PAESC) 2020–2030. Il documento verrà presentato a breve al Consiglio comunale. Gli obiettivi sono ambiziosi ma raggiungibili e, soprattutto, irrinunciabili: la riduzione delle emissioni di CO2 sul territorio comunale di almeno il 40% rispetto al 2005 e a un valore di 3,42 tonnellate CO2 pro capite entro il 2030 e, poi, l’aumento della resilienza del territorio comunale con adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici.

Lo spiega Katharina Zeller, vicesindaca a Merano e sensibile al tema (e ai provvedimenti relativi anche per questioni felicemente “generazionali”): "Di recente il Comune di Merano ha aggiornato il Piano d'azione per l'energia sostenibile e il clima per adeguarlo ai nuovi obiettivi europei e nazionali in materia di riduzione delle emissioni. Tali obiettivi sono in linea con i requisiti europei del Green Deal (riduzione delle emissioni di gas serra del 55 % entro il 2030, rispetto al 1990) e sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi del Piano Clima Alto Adige – 2040 – Parte Generale – (neutralità climatica per l'Alto Adige entro il 2040)”.

Non solo: “Inoltre il Comune di Merano ha effettuato l'aggiornamento del Piano nell'ambito del progetto 'Piano clima Burgraviato' al fine di contribuire a rafforzare un approccio condiviso alle sfide della protezione del clima e dell'adattamento climatico all'interno del comprensorio, in particolare per quanto riguarda l’attuazione di azioni sovracomunali. progetto ha anche promosso sinergie tra la Comunità comprensoriale e i comuni circostanti e ha rafforzato la cooperazione sui temi del clima", ha proseguito Zeller.

"Sulla base delle misure di protezione del clima già previste nel PAESC del 2020, l'Unità speciale per la protezione del clima e l'adattamento ai cambiamenti climatici, con il supporto tecnico del team di progetto della Comunità Comprensoriale, ne ha esaminato il grado di attuazione, effettuando un aggiornamento generale che ha tenuto conto delle attuali condizioni di contesto e dei nuovi obiettivi climatici. Allo stesso tempo si è proceduto ad una riorganizzazione concettuale delle misure previste secondo la metodologia nell'ambito del progetto Piano clima Burgraviato. Infine sono state introdotte nuove misure con valenza sovracomunale", ha precisato ha precisato Marco Masin, responsabile del Servizio gestione del verde e ambiente e collaboratore dell'Unità speciale protezione del clima e adattamento ai cambiamenti climatici.

"L'aggiornamento - ha spiegato Emilio Vettori della INEWA CONSULTING  - include ora azioni per ogni settore che rappresenta una fonte significativa di emissioni di CO2 e in cui il Comune può adottare misure nell'ambito delle sue competenze per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni previsti. Attuando le azioni di protezione del clima proposte, il Comune può arrivare a ridurre le emissioni di CO2 a un valore di 2,7 tonnellate di CO2 pro capite entro il 2030. In questo aggiornamento vengono confermati integralmente gli obiettivi e le misure di adattamento ai cambiamenti climatici introdotte con il PAESC del 2020 e approvate con delibera del consiglio comunale n. 8 del 13.2.2020".

Nella parte generale del Piano Clima Alto Adige 2040, approvato dalla Giunta provinciale il 30 agosto2022, sono stati definiti i seguenti obiettivi: le emissioni di CO2 equivalenti devono essere ridotte del 55% entro il 2030 e del 70% entro il 2037 rispetto ai livelli del 2019. L'Alto Adige deve diventare neutrale dal punto di vista climatico entro il 2040. La quota di copertura delle energie rinnovabili deve aumentare dall'attuale 67% al 75% nel 2030 e all'85% nel 2037. Infine, il rapporto di copertura deve raggiungere il 100% per garantire la neutralità climatica.

Progetto funicolare, si dibatte ancora

Sul Passirio tiene banco anche (e ancora) la querelle intorno ad un progetto di funicolare da Merano a Scena. "Dal progetto della funicolare ci aspettiamo per Merano, nell'ottica di una mobilità sostenibile, una riduzione del traffico stradale – argomenta il sindaco Dario Dal Medico -  Un buon collegamento con il futuro centro di mobilità in zona stazione ferroviaria è a nostro avviso altrettanto importante quanto l'ammodernamento della flotta di autobus con motori a zero emissioni e l'ottimizzazione delle linee di trasporto urbano. Riteniamo che ora, con l'avvio di un processo partecipativo a tutti gli effetti, ci sia modo e tempo per analizzare con calma tutte le implicazioni che una simile opera comporta e le varie proposte che nel frattempo sono state formulate".

"In seno al governo cittadino non ci sono posizioni contrarie a priori al progetto. Abbiamo chiesto, e ottenuto - e questo era il nostro obiettivo prioritario - di poterci sedere a un tavolo di concertazione assieme alle altre parti interessate per discutere dell'opera stessa, dei suoi effettivi benefici per la città di Merano e quindi anche di tutte le misure complementari che sarà necessario adottare per garantire la massima funzionalità di un collegamento a fune fra Scena e Merano".

Una posizione chiara, che a Merano trova però molte posizioni critiche e anche contrarie. Si ha l’impressione, del resto, che la giunta si debba impegnare di più e con maggiore energia e forza di volontà.

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Kommentare

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Josef Fulterer 21.01.2023, 06:22

Fortschreibung des privaten Autoverkehrs mit dem Bau von 600 Kavernen-Garagen-Plätzen, Untergrund-Bahn-Lösungen nach Schenna "in der Großstadt Meran?"
Wie passt das zusammen, Frau Zeller?

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Klaus Griesser 25.01.2023, 17:42

Sicher ein gutes Geschäft für die Baufirmen. Sprengungen, Grabungen, Tunnelbohrungen, Betonierungen en masse mit PFAS-Einsatz - diese zusätzlichen CO2-Emissionen in der Bauzeit sind sicher eine schwere Hypothek (finanziell wie ökologisch), welche wohl kaum durch Bepflanzungen abgezahlt werden können, oder?

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